L’insulto: Ziad Doueiri porta sullo schermo una storia di forte attualità

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Il cinema è il mezzo più diretto per trasmettere le emozioni anche quando non sono facilmente comprensibili. Esce nelle sale L’Insulto del regista Ziad Doueri, pellicola che aveva convinto critica e pubblico già dal passaggio all’ultimo festiva di Venezia. Durante la ristrutturazione di una casa un banale malinteso tra due individui diventerà un caso di portata nazionale. Tony e Yasser si affronteranno in tribunale, entrambi convinti di avere la ragione in tasca. La provenienza di entrambi, uno palestinese e quell’altro cristiano libanese, darà particolare risalto alla vicenda portando l’intero paese a una riflessione e una rilettura della sua storia recente.

L’insulto è un film completo. Ottimamente recitato da protagonisti e comprimari, può contare su dialoghi coraggiosi e notevolissimi. Doueri riesce a far coesistere in un film solo molti generi.  Drammatico, processuale, storico e ironico allo stesso tempo. La forza del film risiede nella sceneggiatura e nell’onestà intellettuale con cui descrive le derive di due personaggi indisposti e indisponenti a qualsiasi tipo di mediazione.  Non solo i contendenti sono biasimevoli, nella vicenda c’è un mondo di personaggi (avvocati, imprenditori e politici) che non hanno alcun problema a speculare umanamente per un tornaconto personale. Interessante riflessione sulla storia Libanese che potrebbe essere quella di ogni paese: un mondo di derive e pregiudizi (positivi e negativi) che ha il pregio di essere una delle poche democrazie in quella parte di mondo.

Secondo il regista solo nelle donne si trova una voce fuori dal coro, disposta alla mediazione perché senza compromesso non esiste stabilità. Il cinema di Doueri è di estremo spessore; riesce a intrattenere e far pensare avendo altresì il grande pregio di non sostenere alcuna tesi. Mostrare senza avere la necessità di dimostrare, intrattenendo e portando lo spettatore a un’eventuale riflessione. Benvenuti nella serie A della settima arte.

L’INSULTO (Libano 2017, 113′, Drammatico). Regia di Ziad Doueiri. Con Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh. Lucky Red. In sala dal 6 dicembre 2017.