Little sister, delicato ritratto di vita familiare in versione orientale

NoteVerticali.it_Little_sister_1

Presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, il film è una delicata storia al femminile firmata Hirokazu Kore-Eda. 

NoteVerticali.it_Little_sister_1Nella città storica di Kamamura, in una grande casa immersa nel verde, vivono tre sorelle molto diverse tra loro. La più grande Sachi, è un’infermiera all’ospedale locale e responsabilmente sopperisce in casa all’assenza di una figura materna. Yoshino, quella di mezzo, è una ventiduenne instabile che passa da un lavoro all’altro, e da una relazione all’altra. La più spensierata è Chika, diciannovenne che lavora in un negozio sportivo e si innamora di tipi un po’ strani. Dopo la notizia della morte di loro padre, che non vedono da anni, le tre si recano in campagna per il servizio funebre. Qui, fanno la conoscenza di Sozu, la figlia che il padre aveva avuto dalla donna con la quale era scappato anni prima. Timida e molto ben educata, la tredicenne Sozu attira la simpatia delle tre sorelle, così Sachi le chiede di andare a vivere con loro. La ragazza accetta senza titubanze. In questo “dormitorio femminile” le quattro sorelle imparano a prendersi cura l’una dell’altra.

NoteVerticali.it_Little_sister_2Liberamente tratto dalla graphic novel “Umimachi’s Diary”, “Little sister” si riallaccia al precedente “Father and son” (Premio della Giuria a Cannes 2013), riprendendone il discorso sui legami familiari. Con il suo usuale tocco delicato e composto Kore-eda ci racconta una storia preziosa, di infanzie vissute a metà e giovani donne alle prese con la vita. Caratterizzato da una drammaticità sottesa, che si manifesta in una malinconia di fondo, il film lascia a chi guarda il tempo di farsi ascoltare in profondità. Belle le sequenze in cui Kore-eda indugia sui primi piani delle sue attrici, collocandoli spesso vicini nello stesso quadro, e mostrandone le diversità nello sguardo o in un sorriso accennato. Belle anche le scene più dinamiche, quelle che vedono le sorelle alle prese con la vita di tutti i giorni, tra la preparazione di un pranzo e una cena. E proprio il cibo diventa un rituale di unione e confronto, evocando spesso ricordi legati a persone, luoghi, stati d’animo. Come il liquore di prugne della nonna conservato con parsimonia in quanto ultimo segno del passaggio di una vita.

Con un ritmo pacato e mai banale, il film scivola via con leggerezza come una discesa in bicicletta tra i ciliegi in fiore. Considerato dai più il moderno Ozu, Hirokazu Kore-Eda si conferma uno dei registi attualmente più interessanti sul versante orientale.

LITTLE SISTER – Il trailer

LITTLE SISTER (Giappone, 2015, Drammatico, 128′). Regia di Hirokazu Kore-Eda. Con Haruka Ayase, Masami Nagasawa, Kaho, Suzu Hirose, Ryo Kase. Bim Distribuzione. In sala dal 1° gennaio 2016.