Loro 1: il Berlusconi grottesco e corrotto secondo Paolo Sorrentino

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Cinquantacinque minuti di Mtv on the beach, in versione politico\osè, e Silvio nei minuti restanti. La prima parte di Loro, il nuovo film di Paolo Sorrentino, potrebbe essere descritta così. Andando a riflettere più in profondità sul lavoro del regista premio Oscar ci si accorge di altro. Un biopic su Berlusconi non è certo facile da fare, quindi la scelta è quella di abbracciare un arco temporale più limitato, dove il Presidente è  all’opposizione del paese costretto ad abbandonare la sua natura di  “uomo del fare” a  favore di una posizione più attendista. In realtà tutta la prima parte è una lunga e a tratti noiosa premessa sul faccendiere Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) che, stanco della provincia tarantina, tenta la scalata ai palazzi del potere con il suo arsenale di donnine compiacenti. Un pappone vero e proprio o un guascone senza scrupoli, dotato dal regista di una moralità bipolare (molto legato alla sua dubbia donna e ai figli di lei).

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C’è la maitresse, ci sono gli ex ministri traditori e le figure senza volto ma di grande potere occulto, insomma una sorta di Grande Bellezza, che si esaurisce all’apparire del Servillo\Silvio. Da lì il film prende una piega intimista, e lo fa cercando di raccontare l’uomo con la sua esuberanza e la sua simpatia intento nel doppio ruolo di marito e personaggio pubblico. Dialoghi e situazioni divertenti, soprattutto dall’arrivo di Berlusconi, non riescono a cancellare il retrogusto di già visto (la scena della festa del Morra con il suo harem sembra molto The Wolf of Wall Street) per un capitolo poco interessante della vita di un personaggio ha fatto parte e continua a fare parte della storia italiana.

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Il risultato finale è qualcosa di assolutamente normale, sospendiamo un giudizio al secondo capitolo per rispetto al talento del regista partenopeo che aveva immaginato il film in un’unica parte. Il cast è molto eterogeno e può contare su un Servillo che fornisce un’interpretazione troppo caricaturale del milanese, una ottima Elena Sofia Ricci nel ruolo di Veronica Lario oltre al già menzionato Scamarcio e a uno straordinario Fabrizio Bentivoglio.

Dopo tutti i film dedicati a Berlusconi, è apprezzabilissimo il lavoro del regista di aver fatto qualcosa di totalmente privo di acredine e speculazione politica andando a interrogarsi sul lato umano del personaggio riuscendo nella non facile impresa di far interrogare lo spettatore su chi sia realmente il “cattivo” della vicenda. Le signore che in maniera autonoma si vendono per tornaconto personale, l’ex ministro erotomane e fedifrago, l’imprenditore pappone o l’attrice senza carriera pronta a svendersi al miglior offerente sono tutti “Loro”.

Il cinema di Sorrentino, piaccia o no, è ancora una volta in grado di sorprendere anche e soprattutto nelle imperfezioni e nelle citazioni che non appaiono mai campate in aria.

LORO 1 (Italia 2018, Biografico, 104′). Regia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizio Bentivoglio, Euridice Axen, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli. In sala dal 24 aprile 2018. Universal Pictures.