Ludovico Einaudi: a Cirella la musica che si fa poesia

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Nello scenario del Teatro dei Ruderi che si affaccia sul Mar Tirreno ha fatto tappa l’Elements Tour del pianista torinese, accompagnato da musicisti di primissimo livello: pubblico deliziato per due ore di emozioni intense

NoteVerticali.it_Ludovico_Einaudi_Cirella_1Musica, solo musica, nient’altro che musica. E, con lei, emozioni a pioggia, in una notte magica che per fortuna ha visto assente Giove Pluvio, e ha avuto l’unico difetto di essere troppo breve. Eppure sono state ben due ore di sogno a sette note, vissute al cospetto di un panorama fantastico come solo quello celeste sa essere, nella cornice incantata del Teatro dei Ruderi di Cirella e deliziate dalla musica del Maestro Ludovico Einaudi. Eravamo in tanti, seduti in silenzio a contemplare l’armonia di un piano accarezzato da dita sapienti e ispirate, e accompagnato da una band di musicisti di tutto rispetto (Francesco Arcuri alla chitarra, Riccardo Laganà alle percussioni, Alberto Fabris al basso e live electronics, Federico Mecozzi al violino e Redi Hasa al violoncello), che hanno dato vita a composizioni espressione di un unico flusso creativo, testimone di come l’arte possa migliorare il mondo e chi lo abita.

Einaudi, al centro del palco, spalle girate al pubblico, inizia la performance con “Whirling winds“, tratto dal suo ultimo disco “Elements“. Note centellinate e guardinghe, che conducono lo spettatore in un viaggio alla ricerca della propria identità, che porta a sfidare i venti, e con loro le paure e le incertezze, e i demoni e le maree della propria anima. Intanto sul fondale vengono proiettati simboli, numeri e figure, che hanno offerto ispirazione al nuovo lavoro del compositore torinese. Seguiranno sapienti giochi di luce, mentre nel vortice di note, al bianco e nero di avorio ed ebano si uniscono anche gli archi, e la loro voce impavida si fa lingua che affronta l’invisibile, e poi lo addomestica e lo fa proprio. Lo scenario naturale è impagabile, e i lampi che squarciano il cielo sembrano essere un magnifico effetto speciale voluto, ma è tutta regia della natura, la cui grazia rende vivi e ci apre il cuore come una benedizione. Il vortice dei venti intanto si è già placato, e se in “Night” diventa dolce sussurro che regala una ninnananna di pace, in “Twice“, grazie alla chitarra di Arcuri, si fa urlo elettrico offerto alla luna, che ascolta e ringrazia. Intanto, il pianoforte di Einaudi canta la propria essenza, e sembra guidare la mente verso voli di gabbiani che viaggiano verso oriente, portando un messaggio che si incarna in una preghiera di pace universale. E’ un viaggio nella materia quello intrapreso con “Elements“, ma è soprattutto un viaggio alla riscoperta di se stessi, e delle sensazioni che accompagnano il vivere quotidiano di ciascuno. Come il “Petricor“, ossia il profumo di pioggia sulla terra asciutta, a cui Einaudi dedica uno tra i brani più intensi del concerto. C’è spazio anche per la riscoperta di perle del passato, a partire da “Berlin song” a “Tu sei“, da “Una mattina” a “Fly“, in un peregrinare ciclico che, stimolando i tasti bianchi e neri, evoca sensazioni diverse e variegate, ma ricchissime di emozioni e del loro prezioso incedere.

NoteVerticali.it_Ludovico_Einaudi_Cirella_5Dalla cavea che ci ospita, scorgiamo il mare, oltre quel muro di cemento che delimita il semicerchio dell’arena nella quale le emozioni prendono vita. Einaudi è in stato di grazia, e ci regala una performance eccezionale, grazie anche ai musicisti che lo accompagnano, tutti ai massimi livelli, che esaltano la musicalità d’insieme grazie ad arrangiamenti che declinano a diverse voci il vulnus compositivo originale di ciascuno spartito. Se Arcuri e Laganà, con chitarre e percussioni, alimentano il contatto con la radice terrena di ogni brano, Hasa e Mecozzi, agli archi, hanno il compito di toccare le corde più intense per il lirismo delle parti loro assegnate, con note che sentiamo più intimamente vicine al cuore, e che ci accarezzano la pelle. Accanto a noi registriamo, quasi in un unico respiro, le emozioni di spettatori attenti e rigorosi, amanti del bello e, crediamo, pienamente soddisfatti, che ‘rompono le righe’ solo per applaudire e richiamare giustamente a gran voce Einaudi e la band per un bis nel quale si distinguono un “Nightbook” e una “Nuvole bianche” a dir poco da brividi.

Resta il ricordo per due splendide ore di musica, vissute immersi in un’atmosfera incantata che ha regalato a Cirella una serata davvero da incorniciare, realizzata grazie al menàge produttivo tra la milanese Ponderosa e la cosentina Archimedia. A quest’ultima, già protagonista di originali eventi di rilievo tra cui spicca “La Sila Suona Bee” – a settembre la prossima edizione – il grosso merito di aver saputo ancora una volta lavorare per il territorio, rispondendo positivamente alla propria vocazione di esaltare le specificità e le eccellenze del contesto ambientale e paesaggistico in cui opera.