Mark Knopfler strega Milano

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Alle 21 precise del 10 maggio, al Forum di Assago, un giovane signore di 70 anni, che ha fatto la storia della musica, si affaccia sul palco accompagnato dalla sua inseparabile compagna a 6 corde, inaugurando un concerto all’insegna dell’eleganza e raffinatezza. Coadiuvato da 10 ottimi musicisti, capitanati dall’ormai fidato Guy Fletcher, Knopfler regala al pubblico milanese uno show da fuoriclasse, senza una sbavatura, un eccesso, solo tanta bella musica e, soprattutto, passione. Da tempo Mark ha solcato strade folk e rilassate ed il nuovo lavoro presentato, Down the road wherever , precede in questo senso, lasciando intatta la magia onirica e suggestiva della sua chitarra, a cui basta pizzicare le corde con il suo inconfondibile tocco per regalare suggestioni rare e profonde che toccano l’anima. La scaletta è varia e molto ben assortita e, accanto a composizioni più recenti come “Sailing to Philadelphia”, “Done with Bonaparte”, la biografica “Matchstick man”, si affacciano perle senza tempo come“Romeo and Juliet”, “Once upon a time in the west”, “Your latest trick”. Gli arrangiamenti sono consoni al repertorio presentato senza tradire le versioni originali, anzi rendendole ancor più confidenziali e di impatto. Nota a margine: al contrario di molti altri colleghi, la voce di MK ad oggi è migliore di allora e avvolge l’ascoltatore, conducendolo come un affabile narratore, veste nella quale l’artista si concede volentieri, dialogando rilassato con il pubblico in più di una occasione. Quando arriva il riff di “Money for nothing”, inutile usare tanti giri di parole, la platea va in visibilio e non smette di muoversi. Cala il sipario con una “Brothers in arms” da brividi e una “Going home: theme from Local Hero” da lasciare il segno. Che dire? Accanto avevo ragazzi molto giovani, all’epoca dei Dire Straits non ancora nati, alcuni con le lacrime agli occhi. Ecco, credo questo riesca a spiegare bene tutto. Perché la musica, come l’arte, quando è fatta con il cuore, unisce e commuove. Grazie Mark di avercelo ricordato.