Massimiliano Bruno: scherzare sulla profondità, nella grande tradizione della commedia italiana

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NoteVerticali.it_Massimiliano Bruno_3La commedia italiana di nuova generazione sembra affrontare con intelligenza l’attualità, fornendo spunti di riflessione insieme a temi ovviamente leggeri e scanzonati. Diversi sono i nuovi registi che hanno già dato modo di firmare pellicole da non sottovalutare, film che raccontano l’oggi, e che dietro l’immediata risata nascondono un lavoro di scrittura interessante e tutt’altro che banale. Massimiliano Bruno è uno degli esponenti di punta di questa nuova scuola registica. Nato a Roma nel 1970, Bruno è un autore poliedrico, che ha alle spalle una solida carriera di sceneggiatore per il cinema (“Ex”, “Notte prima degli esami”, “Questa notte è ancora nostra”, “Maschi contro femmine”, “Femmine contro maschi”), ma anche di autore per la televisione (“I Cesaroni”, “Quelli che il calcio”) e per il teatro, dove scrive, tra gli altri, per Paola Cortellesi, Edoardo Leo, Ambra Angiolini, Rolando Ravello e Alessandro Mannarino. Firma la sua prima regia nel 2011 con ‘Nessuno mi può giudicare’, interpretato da Paola Cortellesi, Raoul Bova e Rocco Papaleo: il film, che racconta la storia di una ‘escort per necessità’, ottiene 5 candidature al David di Donatello e vince il Nastro d’Argento per la miglior commedia. L’anno seguente è la volta di ‘Viva l’Italia’, pellicola tratta dal libro di Luca Mazzeo ‘La vergogna di essere Italiano’, che vede come protagonisti Michele Placido, Ambra Angiolini, Raoul Bova, Alessandro Gassmann e Rocco Papaleo, e racconta la realtà di un onorevole corrotto che improvvisamente dice la verità, ma parla anche di raccomandazioni e mala sanità: il film ottiene due candidature al David di Donatello.

Nel 2014 è nelle sale con “Confusi e felici“, con Claudio Bisio nei panni di uno psicanalista alle prese con un’improvvisa malattia e la conseguente voglia di abbandonare i propri pazienti, interpretati da Marco Giallini, Rocco Papaleo, Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, Paola Minaccioni e dallo stesso Bruno. Saranno proprio loro, con l’aiuto della sua segretaria (Anna Foglietta), a non fargli perdere la voglia di vivere nonostante il disagio. Il film è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per 01 Distribution.

Abbiamo incontrato Massimiliano Bruno per un’intervista, che riportiamo di seguito.  

NoteVerticali.it_Confusi e felici_1Torni al cinema con ‘Confusi e felici’, una nuova commedia che affronta la realtà di oggi, attraverso uno psicanalista in crisi e i suoi strampalati pazienti. Come ti è venuta l’idea del film?
Mi interessa da sempre l’argomento “psichiatria” e mi sono divertito a invertire i ruoli. Mi sono detto che sarebbe stato molto comico vedere degli strampalati aiutare una persona seria. Ed in effetti nel film si ride molto.

E’ vero, possiamo confermarlo! Per la prima volta in un tuo film affronti una parte da coprotagonista. Stare dietro la macchina da presa era troppo leggero? Da attore come giudicheresti il ‘te’ regista?
E’ molto difficile fare tutto. Hai sempre poco tempo per lavorare sul personaggio e devi fare mille cose contemporaneamente. Nei miei primi due film mi ero ritagliato un cameo, ma in questo era davvero un ruolo impegnativo. Credo di essermela cavata, anche perché ero circondato da attori straordinari.

NoteVerticali.it_Confusi e felici_3Anche in questo caso, dopo ‘Viva l’Italia‘, il focus della storia parte da un disagio. Se lì era l’improvvisa voglia di dire la verità dell’onorevole Spagnolo, interpretato da Michele Placido, qui è la depressione dello psicanalista interpretato da Claudio Bisio. E, a ben vedere, anche in ‘Nessuno mi può giudicare‘, il tuo primo film da regista, c’era un disagio che dava il la alla storia, ovvero l’improvvisa morte del marito della protagonista, impersonata da Paola Cortellesi. E’ un invito a reagire diretto a chi si trova ad affrontare nella vita qualcosa di inatteso?
La storia della Commedia italiana è fatta di risate amare. Non sono il tipo di autore che si accontenta di parlare di corna e sciocchezze, mi piace scherzare sulla profondità. Questa è la lezione imparata guardando i film dei grandi maestri italiani degli anni ’60 e ’70… provo a farne tesoro.

Gli attori dei tuoi film danno l’idea di divertirsi un mondo sul set. E’ così?
Sono un banda di matti. Ogni giorno se ne inventavano una, ed è nata una sequela di battute continue, alcune delle quali sono finite nel film come nel caso del “ciaone” di Caterina Guzzanti. Abbiamo vissuto due mesi insieme ed è stata bellissima anche la fase della promozione del film. Insomma il massimo. Lavorare divertendosi.

Sono passati due anni da ‘Viva l’Italia‘: all’epoca del film, era in corso la ‘restaurazione’ di Monti, oggi siamo nell’era Renzi. Cosa è cambiato secondo te? Come reagirebbe l’onorevole Spagnolo di fronte alla realtà di oggi?
E’ cambiato molto poco. In quel film Placido suggeriva agli italiani di stare attenti perché stavano per fare l’inciucio… cosa che si è puntualmente verificata alle elezioni quando PD e PDL si sono ritrovati al governo insieme. Adesso c’è Renzi… che è l’incarnazione quel compromesso.

Quale film ti piacerebbe girare e qual è quello che avresti voluto girare?
Mi piacerebbe girare un film drammatico. Avrei voluto girare ‘Magnolia’.

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