Milano ricorda Carlo Carrà con una mostra a Palazzo Reale #carlocarrà

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Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura insieme a Palazzo Reale e l’Associazione Civita, la mostra Carlo Carrà – Una vita appassionata occupa un arco di cinque mesi dal 4 ottobre al prossimo 3 febbraio.

Sette sezioni raccolgono 130 opere di Carlo Carrà, ma intendono anche mettere a fuoco la sua vita: come il titolo della mostra stessa ben sottolinea da subito, in essa c’è l’intento biografico insieme a quello artistico.

Le sette sezioni, com’è consueto anche per mostre precedenti, ricordano a blocchi il percorso dell’artista celebrato e, nello specifico caso di Carrà, ripropongono momenti della sua vita dalla gioventù agli ultimi anni. Questo non tanto solo con didascalie quanto piuttosto con immagini: fotografie – una parete del percorso espositivo è espressamente utilizzata a tal fine – e video che le riprendono, peraltro in un montaggio che le ripropone in movimento di successione. Movimento amplificato dal posizionamento delle pareti sulle quali avvengono le proiezioni, poste nel passaggio da una sala all’altra. La vita di Carrà viene così non solo rievocata, ma rivitalizzata attraverso la rielaborazione di queste immagini che diventano sequenze biografiche in movimento.

130 sono invece le opere esposte, principalmente dipinti, ma non mancano disegni anzi: sono esposti anche quelli preparatori, in riproduzione fotografica, per i dipinti realizzati a Palazzo di Giustizia di Milano; lettere e un’edizione della sua autobiografia La mia vita, scritta nei primi anni Quaranta, periodo in cui gli è stata assegnata la Cattedra di Pittura all’Accademia di Brera.

Di Carrà viene ricordato come, da giovane decoratore piemontese, sia arrivato a Milano per approfondire le sue passioni e come sia stato, prima che professore, lui stesso studente di pittura all’Accademia. E viene messo bene a fuoco anche il suo periodo futurista, a partire dal 1909 fino a qualche anno dopo: il 1909 è l’anno in cui ha conosciuto personaggi futuristi di spicco quali, tra tutti, Filippo Tommaso Marinetti, tanto da avere firmato con loro il Manifesto del Futurismo datato quello stesso anno.

Carlo Carrà, Nuotatori (1932), olio su tela, cm 63,5x108,5.
Carlo Carrà, Nuotatori (1932), olio su tela, cm 63,5×108,5.

Tra le opere futuriste prodotte da Carrà, il dipinto più importante qui esposto è il famoso Cavaliere Rosso.

Tra le opere in generale più celebri di Carrà la mostra espone l’Allegoria del Lavoro, Estate e, fra le molte nature morte da lui dipinte, l’ultima dipinta nel 1966 un mese prima della sua morte. Sempre seguendo l’intento anche biografico, in sale diverse sono presenti alcuni autoritratti, i suoi pennelli e la sua tavolozza.

Molti oggetti prestati dall’Archivio Carrà quali libretti, pubblicazioni, giornali, testimonianze e suoi apporti futuristi rappresentano uno dei fulcri della mostra, che ne ricorda anche gli altri periodi artistici: dalla giovanile e antecedente formazione parigina al periodo metafisico, fino a un allontanamento dalle correnti vere e proprie per una ricerca più personale e vicina non solo alla natura, ma al cuore pulsante della vita e dell’uomo.

Una vita appassionata per l’arte e la pittura in particolare, attraverso cui Carrà ha reso protagonisti spesse volte la natura, il mare soprattutto complice anche le sue residenze estive in località marine, specie Forte dei Marmi.

Natura che a sua volta ha reso, e rende, protagonisti gli essere umani: uomini e donne colti nella loro sana plasticità rielaborata dalla cifra stilistica di Carrà; cagnolini spesso coprotagonisti; alberi; e che rende protagoniste a volte anche le città, come nei paesaggi lagunari di Venezia.

Una mostra antologica che ripropone in modo valido la vita di Carrà e che la rende nota a chi altri, invece, non era ancora familiare con questa sua doppia parabola artistico-biografica.

Carlo Carrà – Una vita appassionata, mostra, Milano, Palazzo Reale. Fino al 3 Febbraio 2019