Ore 15 e 17: attacco al treno. Clint Eastwood rispettoso delle istituzioni

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Parlare di certezze risulta troppo facile e corre il rischio di annoiare. Ore 15 e 17: attacco al treno è la storia vera di quattro ragazzi americani che hanno avuto il coraggio di prendere di petto un attentatore e la fortuna di disarmarlo sventando quella che sarebbe stata l’ennesima tragedia umana di matrice terroristica. Il regista è un signore di ottantasette anni che risponde al nome di Clint Eastwood. Un maestro del cinema, in grado di migliorare ad ogni capitolo della sua produzione creativa; è difficile indicare il miglior film di Clint senza che ne vengano in mente altri . Ciò che stupisce di quest’ultimo è la scelta di privare la narrazione di quell’enfasi che un soggetto simile porterebbe con sè. L’attacco è un pretesto per raccontare una storia americana di amicizia tra due bianchi e un nero, nata in giovane età quasi per caso. Consolidare le proprie nature era il desiderio primario dei ragazzini. Una crescita forzatamente cattolica e rigida in alcune manifestazioni non ha influito sull’io di tre adulti carichi di responsabilità e principi, condivisibili o meno, ma in ogni caso degni di assoluto rispetto.

Clint ha voluto dare al suo film un taglio sociale, dimostrando che il conservatorismo di alcuni stili di vita non per forza deve essere bigotto e ignorante. Nei primi settanta minuti del film seguiamo la crescita dei ragazzini e le loro aspettative, scoprendone pregi e sbavature ma soprattutto apprezzando il grande rispetto, insito in ognuno di loro, per ciò che il modello USA rappresenta. Una sceneggiatura che non si nasconde, mostrando tutti i luoghi comuni di un ventenne americano nelle vesti di turista (dalle ragazze al ketchup sulla pizza, fino alle lacune sulla seconda guerra mondiale). La fotografia è come la regia stessa: essenziale; quasi documentaristica . Entrambe hanno il pregio o il difetto di nascondersi lasciando in primo piano la vicenda. Interessante esperimento di Eastwood che ha voluto i tre giovani per interpretare loro stessi, forse per accentuare la veridicità del prodotto. Anthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone sono molto bravi a rivivere e trasmettere le emozioni fulmine di quei pochi minuti. Guardandolo attentamente, il film è tutto nell’espressione di Spencer Stone quando decide di correre incontro al terrorista per “provare a fare qualcosa”.

Negli ultimi anni con American Sniper e Sully, Eastwood aveva deciso di raccontare gli Stati Uniti della “gente comune” in grado di tirare fuori il meglio di sé sottopressione, questa carrellata di personaggi si arricchisce in questo ultimo lavoro. La pellicola non entrerà a far parte dei capolavori del maestro, ci sono alcune scelte che possono essere discutibili (tra cui il finale con l’ex presidente francese), ma sicuramente verrà ricordato come l’ennesimo esempio di come coraggio e onestà si possono trovare anche in chi sente il dovere di portare rispetto alle istituzioni.

ORE 15 E 17: ATTACCO AL TRENO (Usa 2018, Drammatico, 94′). Regia di Clint Eastwood, con Anthony Sadler e Alek Skarlatos. Warner Bros. In sala dall’8 Febbraio 2018.