Più bella cosa non c’è: innamoramento e amore secondo Teo Mammucari

94BC8A6E-3832-4B2B-B78E-9CB6EE12AE3D

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Inaugurata la terza edizione della rassegna EXIT con lo spettacolo dello showman romano che ha fatto tappa a Cosenza

Metti una sera al cabaret, in una cornice che non è quella prevedibile della bettola fumosa di periferia. Lo scenario invece è ben diverso, un castello del dodicesimo secolo che ne ha viste di cotte e di crude, ma che forse non aveva mai riso così prima d’ora. Protagonista assoluto Teo Mammucari, ex ragazzo terribile della televisione italiana, che negli anni ci ha abituato a programmi irriverenti con i quali far ridere il pubblico per lo più prendendo in giro qualcuno. Stavolta, dopo aver superato il giro di boa del mezzo secolo d’età, a prendersi in gito è stato proprio lui, che per il ritorno a teatro dopo tre lustri ha scelto di parlare in assoluta libertà di innamoramento e amore. Tranquilli, nessuna dissertazione sociologica, nessuna emulazione di Francesco Alberoni, quanto piuttosto la trasposizione in chiave comica (non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa) della propria esperienza di convivenza con una modella brasiliana (Thais Souza Wiggers), una storia che dopo una folle passione nata in occasione di un concerto di Eros Ramazzotti – da qui il titolo dello spettacolo – e culminata nella nascita di una figlia, è naufragata nella separazione. Il privato reso pubblico, in “Più bella cosa non c’è”, spettacolo con il quale Mammucari ha fatto tappa a Cosenza, presso la suggestiva cornice del Castello Normanno-Svevo, per il primo appuntamento della terza edizione di “EXIT, deviazioni tra arte e musica”, la rassegna organizzata da Piano B che dal 2017 porta lo spettacolo moderno in luoghi ricchi di storia e tradizione.

D342B9EF-21E6-4F8A-9A9A-60A872CCADFB

Un Mammucari inedito, qui anche in veste di autore, che ha preferito quindi dar spazio a un proprio racconto di vita – non senza evidenti compromessi inevitabilmente pagati con la propria coscienza – per illustrare un’esperienza che lo ha segnato, e che gli ha regalato una figlia, Julia, che oggi ha undici anni. Pubblico coinvolto, grazie anche allo showman romano, capace di alleggerire con necessarie divagazioni un tema così personale, esplicitato attraverso situazioni vissute e subite che lo accomunano all’universo maschile che, lo sappiamo, secondo la più classica delle visioni maschiliste è la vittima predestinata di quello femminile. Presi di mira anche i cosentini, tacciati di eccessiva gelosia (“Lo si come siete voi… Qui, se guardi una donna sposata, ti fanno sparire!”) nonché i responsabili del restauro del Castello, per via dell’ascensore già protagonista negli anni scorsi di diverse polemiche in città. Qualche turpiloquio di troppo è stato perdonato dalle risate, alcune sincere e a tutto tondo, altre un po’ a denti stretti (ci è piaciuto molto il siparietto con l’imitazione di Maurizio Costanzo alle prese con Siri, non abbiamo gradito per esempio la battuta di Renato Zero che prende in braccio una bambina e poi la scaccia quando si accorge che si tratta di una zingarella), mentre lo spettacolo è stato chiuso da un colpo di scena inatteso che sicuramente è stata la più bella sorpresa della serata: il signor Michele di Centocelle, unico romano nel pubblico cosentino, preso di mira da Mammucari per tutto lo spettacolo, gli ha rivelato alla fine di essere un prete, scatenando le risate generali e l’imbarazzo dell’artista che poi si è sciolto in una risata liberatoria insieme agli applausi del pubblico.

F19F9251-FCB9-4F5D-BC5A-72E65EB35041


Nell’insieme, una serata piacevole che ha regalato a Cosenza quella leggerezza di cui ogni tanto ha davvero bisogno. Il prossimo appuntamento di “EXIT” è per domenica 23 giugno, una domenica in Sila per “Transumanze – Sogni di lentezza”, un percorso da Torre Garga a Lorica alla riscoperta delle antiche tradizioni pastorali.

Teo Mammucari, Più bella cosa non c’è, Cosenza 13 giugno 2019.