Principesse e Sfumature: uno sguardo ironico e profondo sugli stereotipi di genere e non solo

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Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

Chiara Becchimanzi, con allegria e leggerezza, propone al pubblico una precisa e acuta riflessione sui cliché legati all’universo femminile e alla sessualità

noteverticali.it_chiara_becchimanzi_principesse_e_sfumature_3Principesse e Sfumature è il primo lavoro in solitaria scritto e interpretato da Chiara Becchimanzi, classe ’85, napoletana verace. Chiara inizia a fare teatro all’età di sedici anni, con il padre, interpretando Viola nell’opera Uomo e Galantuomo  di Eduardo de Filippo. Studia Antropologia Teatrale all’Università “La Sapienza” laureandosi a pieni voti, e nel 2010 fonda la Compagnia Valdrada, progettando anche eventi d’intervento istituzionale per la riqualificazione delle periferie. Successivamente si unisce al varietà comico Social Comedy Club e dal 2012 lavora per la Compagnia Internazionale Ondadurto Teatro con la quale gira il mondo. Infine “gioca” a insegnare teatro ai bambini e bambine dai due anni in su.

Vincitore del premio Best Comedy al Roma Fringe Festival 2016, Principesse e Sfumature è un lavoro di autoterapia, come lo definisce la stessa autrice, un ragionamento pungente, sincero e intelligente sulla sessualità femminile e sui modelli estetici, culturali ed emotivi cui si fa rifermento. Cosa cerchiamo e vogliamo da un uomo, a letto e non solo? Perché non sappiamo chiederlo? Perché spesso ci adattiamo, accettiamo di sottometterci e sacrificarci? Vogliamo essere davvero delle principesse? O vogliamo essere delle guerriere?  La prima volta, le relazioni e i rapporti con gli uomini, il sentirsi belle, apprezzate, desiderate, il sesso e la sessualità, cosa ci piace, cosa piace a lui/loro?  Domande di pancia, sincere, autentiche a cui Chiara cerca di dare una risposta dialogando e confrontandosi con un’invisibile psicoterapeuta  dalla voce quasi impercettibile, che può essere considerata la voce della coscienza.

noteverticali.it_lady_gaga_chiara_becchimanziPrincipesse e Sfumature è un one woman show che da un lato mostra avere una struttura ben determinata e seguire un discorso logico preciso, d’altra parte si arricchisce, di volta in volta, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico, si plasma sugli interventi e sui feedback così bene da sembrare quasi improvvisato. Sin da quando entra in scena Chiara Becchimanzi sa divertire e attirare l’attenzione, provocando risate sincere, a tratti un po’ amare, consapevoli , senza tuttavia prendersi troppo sul serio, spezzando l’atmosfera con una battuta, una smorfia, una risata, quando questa si fa un po’pesante.

Tante e diverse le considerazioni e le sensazioni che derivano dalla storia di Topazio, Polyanna, Cenerentola, fino ad arrivare ad Anastasia Steel e ai modelli di riferimento attuali, alle pubblicità che mostrano una donna perfetta, super-impegnata e tuttavia impeccabile sin di primo mattino, magra, atletica, perennemente giovane, senza una ruga né un capello bianco. Una donna che segue pedissequamente la regola della felicità per cui tutto va bene, sempre! Per cui bisogna trovare un aspetto positivo in ogni situazione e, di conseguenza, accontentarsi: di un lavoro privo di garanzie e mal pagato, di un partner violento o che non la ama,  di condizioni e relazioni scomode che non piacciono ma si accettano ugualmente. Tuttavia, in un’epoca in cui ragazzine di undici anni giocano a fare le modelle, scattandosi foto in cui scimmiottano Kim Kardashan piuttosto che Paris Hilton e che fanno a gara a chi è più “cool”, a chi lo ha fatto per prima, con quanti coetanei e per quanto tempo e la cui conoscenza dell’argomento sesso deriva da un libro come 50 Sfumature di Grigio beh, forse è il caso di fermarsi a riflettere. Credo che sia importante educare le ragazze e i ragazzi al sesso e alla sessualità con un approccio senza dubbio consapevole, tuttavia anche con un po’ di leggerezza, che non vuole dire superficialità, al contrario vuol dire con allegria, senza demonizzazioni né tabù in modo da favorire una presa di coscienza e una crescita sessuale corretta. Spiegare che c’è un tempo per ogni esperienza e che ognuno ha il suo tempo. (Forse a undici anni è un tantino troppo presto..) Che magari è preferibile sapersi distinguere piuttosto che omologarsi.

Ancora, bisogna partire da se stesse /stessi, imparare ad ascoltarsi, conoscere i propri desideri e gusti; agire in un modo piuttosto che in un altro non perché ci viene imposto o richiesto dall’esterno, ma perché è una scelta razionale o emotiva che nasce dentro di noi. Non sentirsi obbligate ad accontentarsi o sottomettersi, non attribuirsi sempre la colpa delle relazioni andate male, sentirsi abbastanza per sé e al contrario, valutare se gli altri lo sono stati o lo sono per noi. Essere principesse, guerriere, entrambe o nessuna delle due cose, perché si vuole e si sente di esserlo.

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