Quando l’Impossible diventa Possible: viaggio nel cinema d’azione

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Mission: Impossible ritorna sulla scia di tanti film d’azione. Cruise & co. si sfidano per il titolo di Campione degli action movies.

NoteVerticali.it_Mission Impossible5_LocandinaMission: Impossibile – Rogue Nation porta ancora volta Tom Cruise a vestire i panni di Ethan Hunt; membro della IMF (Impossible Mission Force), un’agenzia composta da espertissimi agenti segreti che intervengo laddove anche la C.I.A. fallisce, il nostro eroe d’azione per eccellenza dovrà sgominare i membri del Sindacato, associazione a delinquere determinata a debellare la IMF. In questo nuovo capitolo chi la spunterà? Che voi abbiate già visto il film o meno, una risposta a questa domanda già l’avrete intuita. Dando un occhio, però, ad Ethan e compagnia notiamo una grossa differenza fra il quinto episodio della saga e il suo predecessore. In quest’action torna Tom Cruise ad essere il vero e proprio cardine del film dopo che in Mission: Impossible – Protocollo Fantasma fu ingaggiato Jeremy Renner per sostituire, nel lungo periodo, lo stesso Cruise. Eppure, dopo l’ottima prestazione, in questo film l’immagine del futuro agente primadonna è ridimensionata a favore del veterano Ethan. A distanza di 19 anni dall’uscita del primo lungometraggio hollywoodiano dedicato alla serie televisiva del 1966, torna di moda la sfida fra due protagonisti nei film d’azione. Cruise contro Renner, sul ring di Mission: Impossible. Come dimenticare, comunque, le epiche lotte a suon di action movie fra due grandi stelle? De Niro versus Pacino, Schwarzenegger contro Stallone, Willis alle prese con Lundgren, il mondo del cinema è costellato di star che battagliano a distanza fra loro.

Prima di dare un occhio ai nuovi contendenti bisogna fare un passo indietro di qualche generazione, cambiare continente e preparare una scatola di kleenex, perché la lacrima nostalgica si farà viva. In principio i film categorizzati action erano suddivisi in tantissime sotto-categorie, ma una su tutte spopolò sia nei paesi d’origine (Cina e Giappone) che oltre oceano (USA e poi Europa), i film wuxia. Più comunemente noti come film d’arti marziali, il wuxia fu un filone orientale che diede notorietà a stelle del calibro di Bruce Lee, Chuck Norris, Jackie Chan, Steven Segal e tanti altri fino ad arrivare ai moderni Jason Statham, Wesley Snipes, Dave “Batista” Bautista, eccetera. Qui iniziarono le grandi battaglie, proprio fra Stati Uniti e Cina, con gli scontri gargantueschi fra Chuck Norris e Bruce Lee.

NoteVerticali.it_I nuovi volti actionDin! Nell’angolo alla mia destra in calzoncini rossi come la sua fluente chioma e la peluria sul viso nonché sul petto, il purosangue di Ryan nell’Oklahoma, Stati Uniti d’America, Chuck “Calcio rotante” Norris. Nell’angolo sinistro del ring, nato a San Francisco, California ma cresciuto culturalmente e cinematograficamente ad Hong Kong, Cina, nello splendore dei suoi pantaloncini gialli con bande nere, Bruce “Dalla Cina con furore” Lee. Che il match abbia inizio!

Poco altro da aggiungere a due titani dei film action in genere che hanno spianato la strada ai loro successori. Partiti in sordina entrambi nei primi anni ’60 come controfigure o semplici riempitivi, esplosero nel mondo del cinema sia sullo stesso schermo con L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente (ci scusiamo per i titoli dell’epoca; chi scrive preferisce la testata originale Way of the Dragon), sia con pellicole che li ritraevano protagonisti separatamente. Lee prese il volo come attore, produttore, sceneggiatore e regista mentre Norris bucava lo schermo a più riprese con i mitici The Oktagon, Una magnum per McQuade, Delta Force e così via fino a raggiungere il picco della celebrità con la serie tv Walker Texas Ranger.

NoteVerticali.it_Bruce Lee e Chuck NorrisVia via si passò dagli action eleganti e con coreografie impegnate come quelle dei wuxia a tipologie di film d’azione diverse, assecondando anche la cultura pop dei favolosi anni ’80. Armi e muscoli a iosa, militari e paramilitari a profusione, tamarraggine à gogo. La scena fu conquistata da Mister Olympia Arnold Schwarzenegger e da Sylvester Stallone. Uno più grosso dell’altro e uno meno espressivo dell’altro, entrambi si fecero strada sulla Walk of Fame più per la loro presenza fisica che per le loro capacità interpretative. Eppure gli incassi ai box office erano mastodontici come i bicipiti mostrati in sala. Stallone gridava “Adriana!” a più riprese in Rocky e Rocky II, Schwarzenegger distruggeva imperi fantastici (Conan il barbaro e Conan il distruttore) e minacciava l’umanità (Terminator). Sylvester demoliva una stazione di polizia con una mitragliatrice (Rambo) e Arnold assaltava i cattivi di turno per salvare la figlia in Commando.

Il mix di action, eccessività, muscoli e proiettili sposarono la lungimiranza dei pezzi grossi di Hollywood concependo una El Dorado cinematografica producendo film che rivisti decenni dopo sprigionano anni ‘80 da ogni molecola di celluloide della pellicola. Nonostante ciò nelle afose serate estive gustarsi un bel Predator o uno zarrissimo Cobra è sempre piacevole.

Già all’epoca si muovevano strane creature nell’ombra dei due colossi muscolosi. Figure indistinte nascevano attingendo un po’ dai lontani artisti marziali filo-orientali e un po’ dai truzzi Danko (Danko) e Lincoln Hawk (Over the top). I sempreverdi lustri che vanno dal 1990 al 1999 vedono in scena un passo a due fra il belga Jean-Claude Van Damme e l’americano Steven Segal. Entrambi sfoggiavano il giusto mix fra esibizionismo e tecnica, fra esuberanza e disciplina, fra esagerazione e pragmatismo. Gli action movies mutarono ancora una volta stabilendosi nel mezzo fra la reale fisica dei combattimenti e le mirabolanti capriole dei corpi centrati da una colt. Una sorta di assestamento che consentì al genere d’intercambiare pelle nella stessa pellicola mischiando sequenze del tutto plausibili ad altre di dubbia realizzazione anche nei laboratori della NASA. Furono proprio film come Programmato per uccidere, Giustizia a tutti i costi, Double Impact – Sfida Finale, Accerchiato e Senza tregua che gettarono le basi di un nuovo filone del cinema d’azione.

NoteVerticali.it_Rocky e  ConanNella seconda metà degli anni ’90, infatti, vide la luce il primo Mission: Impossible (1996). Tom Cruise prese le sembianze di Ethan Hunt, si calava dai soffitti, modificava volto e voce, eseguiva salti impensabili e faceva tutto ciò con una verosimile sceneggiatura hollywoodiana. Anche quando un Bruce Willis veniva sparato in aria da un getto d’acqua in mezzo a Central Park in Die Hard – Duri a morire, ci è sembrata quasi una scena plausibile. Guidare qualsiasi mezzo senza una patente adatta, colpire un fuggiasco a 500 metri di distanza con una pistola d’ordinanza in mezzo alla folla vagante o saltare da un palazzo ad un altro in tutta tranquillità sono diventate situazioni usuali nei moderni film action e dobbiamo ciò proprio alla progressiva fluidità di azione e contemporanea plausibilità mostrata su schermo. E così come Bruce Willis ha fatto cinquina con i suoi Die Hard, anche il nostro Tom Cruise ha inanellato 5 pellicole di una serie action. Tralasciando le nuove celebrità degli action come Vin Diesel, Chris Evans, Dwayne “The Rock” Johnson, Chris Hemsworth ed altri ancora che hanno una lunga carriera davanti a loro, oppure i già citati Al Pacino e Robert De Niro che di carriera ne hanno fatta eccome, ci ritroviamo ancora sulla soglia di questa nuova Missione Impossibile che accompagna la nuova sfida fra due pesi massimi del cinema d’azione quali Tom Cruise e Jeremy Renner. Sarà Mission: Impossible – Rouge Nation il giusto campo di battaglia?

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