Quello che so di lei: Martin Provost dirige Catherine Deneuve in una storia di complicità e cambiamento

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Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

“Provost riesce a parlarci con leggerezza di cose serie, senza che prevalga mai un senso di pesantezza. La commedia interviene in ogni momento a disinnescare il dramma senza che questo avvenga a discapito dell’emozione.” (Catherine Deneuve)

“Quello che so di lei” del regista Martin Provost è una pellicola tutta al femminile sull’importanza di ritrovarsi e la possibilità di cambiare in qualsiasi momento della vita. Una riflessione sulla necessità del conflitto che si trasforma in “un andare incontro” all’altro, imparando ad accettarlo nella sua diversità.  E’ la storia di due donne Claire, interpretata da Catherine Frot e Béatrice, interpretata da Catherine Deneuve, due personalità agli antipodi, che tuttavia si completano a vicenda.

Claire è un’ostetrica di grande talento, ha la capacità innata di dedicarsi agli altri con devozione e grande senso di responsabilità.  E’ una donna disciplinata e rigorosa che non riesce ad accettare i cambiamenti che la società impone e che influiscono sulla sua vita professionale: il reparto di maternità nel quale lavora sta per chiudere e per lasciare il posto ad una struttura più moderna ed “efficiente”, una sorta “fabbrica di neonati” la cui logica del profitto va discapito del senso di “umanità”. Claire, al contrario, riconosce l’importanza del rapporto con i pazienti, dell’empatia, per questo declina l’offerta di lavoro che le viene proposta e si rifiuta di scendere a compromessi. Per questo comincia a mettere in discussione il suo ruolo e la sua professione. In questo delicato momento della sua vita, riceve la chiamata di Béatrice, l’eccentrica e superficiale amante del compianto padre che, dopo trent’anni di silenzio, chiede di rivederla perché ha notizie urgenti da raccontarle. Il passato riemerge, come un fiume in piena, lo spirito libero di Béatrice fa irruzione nella vita di Claire. Le due protagoniste, così diverse tra loro, quasi inconciliabili, impareranno ad accettarsi recuperando insieme gli anni perduti. L’una colmerà un vuoto nella vita dell’altra. Claire ritroverà una seconda madre e Béatrice la figlia che non ha mai avuto.

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“Claire e Béatrice sono radicalmente agli antipodi, ma poco a poco, questa opposizione diventa fonte di complementarità, di scambio reciproco, di saggezza” – spiega il regista – “Ho una grande paura del conflitto, eppure non possiamo sempre farne a meno in quanto spesso ci permette di andare incontro all’altro nella sua diversità. È quello che accade tra queste due donne. Claire vive un po’ troppo nell’ombra e Béatrice torna nella sua vita per portarle un po’ della sua luce. E per Béatrice, che ha sempre vissuto come un elettrone in libertà, è forse l’occasione di comprendere meglio la sua esistenza, di fermarsi finalmente un istante per accettare il fatto che senza gli altri non siamo niente.”

Martin Provost dedica Quello che so di lei alla sua ostetrica, Yvonne André che alla nascita gli salvò la vita donandole il suo sangue. Il regista ha voluto “renderle omaggio (…) e attraverso una protagonista ostetrica tributare un riconoscimento a tutte queste donne che lavorano nell’ombra, dedicando le loro vite agli altri, senza aspettarsi nulla in cambio”. Il film non è autobiografico, piuttosto Provost ha preso spunto dalla sua storia per raccontare di una professione che lo ha sempre affascinato molto. “Ho incontrato numerose ostetriche ed è stato così che si è progressivamente delineata la storia di Claire. Ho voluto tracciare il ritratto di una donna al tempo stesso alle prese con la realtà della sua epoca, ma anche con un momento di svolta cruciale nella sua vita professionale”.

Il film vede per la prima volta sul set Catherine Deneuve e Catherine Frot, due attrici di grande talento e carisma, anche loro diverse caratterialmente, un po’ come le due protagoniste: “Catherine Frot è molto strutturata, ha bisogno di avere tutto chiaro in mente, mentre Catherine Deneuve è come un’equilibrista, vive nel presente, ha bisogno della verità del momento”.

Quello che so di lei è una storia delicata e intrisa di realismo, che pone l’accento sull’importanza, se non proprio la necessità, dei legami affettivi e del sentimento di umanità, dell’incontro e della condivisione in una società venale dominata dalle logiche del rendimento.

QUELLO CHE SO DI LEI (FRANCIA 2017, DRAMMATICO) Regia di Martin Provost. Con Catherine Deneuve, Catherine Frot, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylène Demongeot. BIM DISTRIBUTION. Nelle sale dal 1° Giugno 2017.

 

Quello che so di lei – Il trailer