Rapunzel: Lorella Cuccarini strega Milano

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Gran successo di pubblico per il musical in scena al Teatro degli Arcimboldi

NoteVerticali.it_Rapunzel_Lorella_Cuccarini_2Occhi increduli e bocche spalancate: è questo l’effetto di “Rapunzel Il Musical”, appena approdato al Teatro degli Arcimboldi di Milano dopo la fortunatissima stagione romana. La fiaba dei fratelli Grimm, rivisitata da Maurizio Colombi e messa in musica da Davide Magnabosco e Alex Procacci, ha conquistato il pubblico meneghino con atmosfere e intrecci provenienti direttamente da un medioevo incantato.

Fiabesche ed elaborate scenografie, strabilianti effetti speciali, coreografie mozzafiato e una divertente e allegra colonna sonora sono la perfetta cornice in cui si inscrive un musical made in Italy, indubbiamente classificabile tra i migliori degli ultimi tempi. A cominciare dall’eccezionale cast. A vestire la lunghissima e bionda chioma è una bravissima Alessandra Ferrari. La sua Rapunzel è uno spirito vivace e curioso imprigionato in una torre isolata in mezzo al bosco per volontà della perfida madre Gothel. Con lei due simpaticissimi fiori parlanti, la passione per il canto e l’immensa dote dell’immaginazione. Sincera, ingenua e incantatrice, sarà la sua spontaneità a fare breccia nel cuore di Phil. Il ladruncolo del reame, rocambolescamente capitato nella torre e nella vita della giovane principessa sperduta è un esilarante Giulio Corso che con la sua simpatia e al ritmo di teatrali cadute raccoglie vagoni di applausi.

NoteVerticali.it_Rapunzel_Lorella_Cuccarini_3Ma a catalizzare i riflettori è Lorella Cuccarini. Lunga parrucca nera e abiti cortesi dalle maniche fluttuanti, la bionda più amata dagli italiani indossa per una volta i panni della cattiva, e dà voce e corpo ad una strepitosa madre Gothel. Ferita da un passato di malattia e messa in secondo piano per il suo sgradevole aspetto, Gothel, soprannominata dai popolani del regno Go to Hell, rivendica la sua ossessione di bellezza e gioventù a spese della piccola Rapunzel, i cui lunghi capelli diventano il miracoloso elisir. La Cuccarini torna a teatro dopo diversi anni e ancora una volta sorprende. Sono passati interi decenni dai tempi de La notte vola e di Sugar Sugar, ma la ragazza di Fantastico di certo non ha perso la sua verve. Letteralmente strega il pubblico. Lo ammalia nei panni della cattiva assetata di bellezza, lo conquista seducente come una Jessica Rabbit avvolta in un abito rosso dallo spacco vertiginoso e lo stende irrimediabilmente sul finale, quando di gioventù non c’è più traccia, con la sua simpatia.

La Rapunzel di Maurizio Colombi ha ritmo, comicità e sentimento. Non mancano omaggi alla canzone e allo spettacolo italiano, orchestrati in una regia attenta ad ogni dettaglio che riesce a far risaltare ogni singolo personaggio sul palcoscenico. Tra divertenti gag e scene spassose, scandite da una variegata colonna sonora ed elaborate coreografie, le pagine della fiaba dei fratelli Grimm scorrono veloci e, alla stregua di un periglioso errare romanzesco, arriva il finale emozionante che porta la firma di Amore.

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