Romanticismo in mostra nel cuore di Milano

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Sono due i luoghi in cui la mostra Romanticismo sarà aperta fino al prossimo 17 marzo, dopo l’inaugurazione del 26 ottobre. Distanti pochi metri l’uno dall’altro ma entrambi nel cuore, specie storico, di Milano: le Gallerie d’Italia in Piazza Scala e il Museo Poldi Pezzoli.

Sono soprattutto le Gallerie d’Italia a prestarsi maggiormente per questa mostra che vuole ricordare il Romanticismo nel suo svolgimento cronologico e, in parallelo, tematico. Protagonisti quasi assoluti sono i dipinti, specie ritratti, dell’epoca spesso accompagnati però da sculture altrettanto degne di attenzione.

Si tratta di opere non proprio tra le più note, tranne che per alcuni loro autori d’eccezione, eppure meritevoli tutte di questo allestimento appositamente pensato.

Mostra nel cuore di Milano, città che a sua volta è stata cuore pulsante del Romanticismo stesso nelle sue varie espressioni artistiche, tutte qui ricordate. Non da ultimo, nell’opera lirica che ne ha tratto soggetti diventati anche leggendari.

Molti dipinti che ritraggono paesaggi aprono la mostra a testimonianza di quanto, nel primo periodo romantico, si trattasse soprattutto di un’espressione dell’animo tradotta in soggetti di questo tipo. Che al contempo sono anche scorci dell’Italia di allora colta in ambienti marini, campestri e altro ancora. Sufficiente spazio viene dato agli scorci di Milano attraverso i famosi dipinti di Angelo Inganni che coglie la città dalla Piazza Duomo ai Navigli, offrendo scorci anche di vita della gente di allora e delle loro evidenti diverse condizioni a seconda del ceto sociale di appartenenza. Così come rivivono altri momenti storici, oltre che artistici, propri di questo periodo come le Cinque Giornate di Milano anche nell’avere, letteralmente, lasciato un segno in uno dei dipinti esposti.

I nomi di spicco della mostra sono quelli di Massimo D’Azeglio, eppure poco noto come pittore, e l’amico Giuseppe Molteni. Ma ancora più quello di Francesco Hayez di cui, tre le varie opere esposte, sono presenti il ritratto di Alessandro Manzoni e La Meditazione. Di Manzoni stesso sono ricordati i personaggi di sua creazione tratti da I Promessi Sposi, a quali è dedicata una sezione della mostra, mentre altri ritratti di personaggi reali, colti invece dalla nobiltà romantica, rivivono nelle sale successive.

È nelle Gallerie d’Italia che il cerchio, scenografico e cronologico, in cui il Romanticismo rivive grazie alla mostra si chiude: in un’estremità del salone rivivono sullo schermo i maggiori melodrammi romantici, che naturalmente sono entrati anche nella storia del Teatro alla Scala. Nell’altra estremità, sfruttando la bellezza artistica e storica dello scalone d’ingresso, sono esposti quattro costumi indossati in altrettante rappresentazioni di opere liriche, fra tutti quello indossato da Maria Callas in Anna Bolena.