Sanremo 2016: seconda serata con il ritrovato maestro Vessicchio e l’eterea Nicole Kidman

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

NoteVerticali.it_Eros_Ramazzotti_Sanremo2016_3La serata di debutto è andata. Doppiato il successo dello scorso anno, il presentatore sente in sottofondo la colonna sonora di Mission Impossible, senza però le “affascinanti” acrobazie di Tom, a enfatizzarne il successo. Conti riesce in qualche modo a cavarsela con i numeri. No, non è stato interrogato in algebra, ma è chiaro che subito dopo la diretta sia andato a controllare lo share, il picco di ascolti e tutte le statistiche del caso. E visto che siamo in vena di dare i numeri, lo spettacolo è durato ben 3 ore e 33 minuti (e c’è chi si lamenta che l’ultimo film di Tarantino The Hateful Eight sia troppo lungo e lento) il picco di ascolto è stato di circa 15 milioni di telespettatori (150 milioni per l’organizzazione), e questo accadeva alle 21e45, orario di cena al sud Italia, che usa la tv accesa che “parla da sola” come sottofondo tra una panella e l’altra. In ultimo è stato evidenziato il valore più alto di share durante l’esibizione di Rocco Hunt quando ha sfiorato il 58%, sorprendentemente alle 23 passate, quando i primi abbiocchi iniziano a mietere vittime.

Grande successo per Virginia Raffaele, che è stata nientemeno che contattata dalla Ferilli in persona, con un messaggio di complimenti, mentre Garko viene eletto il “boss” dei post sui social. Criticato per la scarsa capacità di leggere il gobbo, l’attore(?) si è giustificato affermando di non essere un robot e che errare è umano – si, ma perseverare è anche diabolico, no?

Non pervenuta Madalina, il che potrebbe essere un bene, ma wildianamente che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli, per cui speriamo tutti in uno strafalcione o un mini inciampo alla Jennifer Lowerece, così da permettere agli smanettoni di creare GIF esilaranti e invadere le bacheche facebookiane di tutta Italia.

Ma le canzoni? Ah già, le canzoni, che poi di Festival della Canzone stiamo parlando. Vincono decisamente i Big rispetto ai “piccoli Big” quelli che diciamolo, si trovano lì per una (s)fortunata serie di eventi. Senza dubbio, Ruggeri e gli Stadio tra tutti. Arisa si conferma super favorita, ma è anche il personaggio che nemmeno la Gialappas nel Dopo Festival riesce imbrigliare. “Sembra che io non sia entusiasta, ma lo sono” afferma la cantante di Sincerità (un elemento imprescindibile).

Ma il passato è passato e oggi è un altro giorno, anzi, un’altra serata.

Si inizia subito con una sfida per decretare i finalisti della sezione Giovani. Chiara Dello Iacovo vs Cecile è il primo scontro. Inizia Chiara Dello Iacovo con Introverso. La cantautrice ventenne si presenta con uno stile fresco, anche se giusto un po’ incellofanata (letteralmente). Introverso è un pezzo leggero nell’arrangiamento e con un testo semanticamente non immediato, ma il pubblico applaude entusiasta e Chiara con il suo sorriso genuino conquista.

Cecile è tutta altra storia, in una sola parola, possente. La presenza sul palco è indiscutibile, ma vista la sua stazza non era difficile, canta N.E.G.R.A. (il motivo dell’acronimo non ci è dato sapere). Il tema della canzone è controverso e molto personale.

Si arriva al verdetto, con una suspance che nemmeno Conti riesce a reggere e la sfida è vinta dalla piccola Chiara Dello Iacovo, che viene sollevata in un abbraccio dalla sfidante, ma che viene messa a tappeto.

La seconda sfida è tra Irama e Ermal Meta. Il piumato Irama sembra un giovinotto all’apparenza eccessivamente sicuro di sé. L’HD però non mente mostrando i dettagli di un giovane viso, che accompagna una canzone con “troppo” testo, confusa, ma cantata con apprezzabile convinzione.

Tanto giovane Irama, quanto maturo e con evidenti esperienze professionali, ha collaborato con Mengoni, Pravo, Renga, “praticamente il nostro Sia” twittano gli internauti, l’autore Ermal Meta, con Odio le favole, che finalmente ha l’occasione di “mostrarsi” al pubblico. Cantautoriale, poca estensione, voce dimenticata in camerino? Per la risposta vedi Morgan.

Intanto i due cantanti in gara, impegnati a sfidarsi al gioco di chi ride prima, attendono il verdetto sempre più lento ad arrivare. Vince Odio le favole di Meta, le piume volano via.

Durante il primo stacco pubblicitario, uno dei molti altri ancora davanti al nostro cammino, il web riprende a diffondere foto del “disperso” maestro d’orchestra Beppe Vessicchio, a cui staranno fischiando le orecchie da ieri con timore di star diventando sordo come un suo più celebre collega, ma alla ripresa ecco che un quartetto di donne con pianoforte, viola, violino e violoncello, le Salut Salon, propongono un mash-up acrobato-musicale che ci fa domandare se sia reale o frutto di un’allucinazione collettiva. Brave e simpatiche.

Messi da parte i giovani, ritornano i Big. Intanto Conti si aggira tra il pubblico, scappellotto a chi si addormenta!

Il primo della serata è la rediviva Dolcenera con Ora o mai più. Titolo ingannevole, alcuni potrebbero coglierne il messaggio e decidere di cambiare canale e optare per i Segreti dell’amore su Real Time. La cantante, come di consueto si presenta al piano, arrangiamento piacevole, lei sempre molto grintosa.

Arriva però il momento di Virgina Raffaeli che quest’oggi porta in scena Carla Fracci (non crediamo che l’etoile manderà una whatsappata alla comica per congratularsi, ma chissà, magari si). Di sicuro sveglia il pubblico, che per il momento è salvo dai richiami del conduttore. Brava! grida il pubblico dagli spalti, mentre con la tipica leggiadria fracciniana presenta Quando sono lontano il brano del rapper napoletano Clementino, alla sua prima volta sul palco dell’Ariston. “Dedicato a tutte le persone lontane da casa” si apre la canzone. Cappellino da skater, giacchetta e catena al collo, i clichè son tutti rispettati. La canzone ha un testo, che come per ogni “buon” rapper, racconta storie di situazioni generazionali in cui molti potrebbero identificarsi. Un inno per i gruppi social Studenti Fuori Sede.

Ma dall’alto dei suoi spessi occhiali ecco Garko che per la sua entrata richiama l’orchestra ad una musica più solenne e“quasi” si monta la testa, legge tutto il gobbo, tira su un sospiro di sollievo e viene presentata la sempre più felina, e non per l’abito che indossa, Patty Pravo, ma all’udire “dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio”, viene giù il palco e la presenza della Pravo passa inevitabilmente in secondo piano. Milioni di dischi, decine di presenze al Festival, una leggenda della musica italiana non può nulla in confronto al mistero che si cela dietro la folta barba del maestro più amato dagli italiani. La prova della Pravo è mediocre, soffre nel tenere le note, la canzone non riesce ad imprimersi nelle menti, si alzano in piedi i fan dalla cantante riesumati anch’essi da chissà quale sarcofago, la cantante sfila come da star code. Infondo la sua è una presenza celebrativa, ma questa puntualizzazione risulta prosaica.

La storia di vita vissuta stasera ci racconta di una maestra di una classe di due soli alunni, di uno sperduto paesino tale Ceresole Reale (TO), invidiata senza dubbio da tutte quelle maestre ne devono gestire 30 di ragazzini. E comunque è risaputo che two is meglio che one, quando ecco che arriva il terzo componente, con tanto di Garko che tenta di sdrammatizzare sulle critiche ricevute e chiede “asilo”. Alla maestra il nostro in bocca al lupo perché se in due è amore, in tre si fa festa!

Al rientro dall’ennesimi consigli per gli acquisti, la prima scalinata di Madalina. In un abito che gli internauti associano subito a Elsa di Frozen, viene chiamata per presentare chi l’ha fatta conoscere al grande pubblico, c’è chi ancora si chiede chi sia e da dove venga, ma a quanto pare il responsabile è proprio lui, Eros Ramazzoti, la voce più nasale della musica internazionale.

Come la Pausini, Eros inizia la sua performace con un grande classico, Terra promessa e già viene voglia di uscire il walkman impolverati dai cassetti e cantare insieme a lui, che poi se si è colti da sinusite stagionale ci casca a pennello, così da mauriziocostanzianiggiarsi adeguatamente, come da ordinanza. Le quarantenni di tutta Italia gridano all’unisono Come ti vorrei e lanciano su twitter il trend #rivogliamoglianninovanta sulle note di Adesso tu. Il cantante festeggia i trent’anni dalla sua prima presenza a Sanremo, ma dalla voce non sembra essere passato un giorno, questo perché “cantare l’amore non basta mai”. Come molti colleghi anche lui decide di sventolare i nastri colorati, leggeri ma di certo non invisibili come appaiono agl’occhi di Conti che continua ad ignorarli. Eros rompe gli indugi e parla delle unioni civili, senza peli sulla lingua, con onestà, come non si era fatto fino ad ora la “i figli fanno famiglia e famiglia è fondamentale qualsiasi essa sia” con tutti i puntini sulle i. Standing ovation e nostalgia portami via, si torna alla realtà.

È la volta di Valerio Scanu, ultimo vincitore del Tale e Quale Show, con il brano Per tutte le volte che, canzone poco accattivante, che segue il trend dei giovani cantanti che portano brani vecchi e l’aspetto non aiuta il cantante sardo. A seguire, Francesca Michielin e la sua Nessun Grado di Separazione. Outfit da collegiale inglese, con camicia che richiama il pattern di Battito di ciglia, la troviamo decisamente “cresciuta” e la canzone è semplicemente bella e fa ben sperare per questa generazione figlia dei talent troppo spesso vittima di snaturamenti precoci. La Michielin è semplicemente genuina e chiude con “Grazie a tutti è stata una Figata” voto simpatia 10+.

NoteVerticali.it_Enzo_Bosso_Sanremo2016_3Sono le 22e40 e Conti richiama l’Ariston all’ordine, “Ci siete??” e porta sul palco il maestro Ezio Bosso, famoso pianista, compositore e maestro d’orchestra, affetto da una malattia neurodegenerativa progressiva, che vive della magia della musica. “Il direttore d’orchestra non a caso ha la bacchetta per dirigere, proprio come un mago”, la sala è affascinata, i maestri dell’orchestra sono in lacrime. La passione per la musica va oltre la prigione che un corpo può rappresentare. Non ci sono altre parole, solo massimo rispetto per quest’artista dal grande coraggio. Commozione e standig ovation non solo all’artista, dice Conti, ma anche all’uomo. Il maestro emozionato dopo l’esibizione saluta dicendo: “La musica come la vita si può fare solo in un modo, insieme.”

Dopo questa toccante pausa, si torna alla gara e sul palco arriva Alessio Bernabei, con ciuffo moscio e il brano Noi siamo Infinito, che tutto ha tranne che l’intimità che echeggia dal titolo vagamente ispirato al grande romanzo di Chbosky. Da apprezzare però l’arrangiamento pop-dance che porta quel certo “ritmo” che stenta ad arrivare sul palco, ma arriva al cuore delle fangirls di Bernabei che fanno salire a picchi altissimi la sua possibilità di arrivare molto in alto nella competizione. Stasera sembra che sia l’ormone il vero protagonista.

Ma arrivano per la terza volta al Festival, Elio e le Storie Tese, di rosa vestiti, abbigliamento tra i meno stravaganti tra i vari portati sul palco in passato, Vincere l’odio, inizia con un Vessicchio paplionato di arcobaleno, che dà il Via! e parte la psichedelia. Elio e le storie Tese portano un brano che è un collage di ritornelli di variegati generi, neo melodico napoletano, musica brasilera, la tarantella, il rock ‘n’ roll, per concludere con “sarà capitato anche a voi di avere una canzone in testa, brutta” che sembra riassumere il leitmotiv delle serate a commentare Sanremo.

Una sola parola: Geniali!

Carlo Conti intanto continua a volteggiare sul palco e con autoreferenzialità si dà la pacca sulla spalla e si dice bravo, per poi presentare l’ospite internazionale del brano Love me you do della biondissima Elle Gouldig, tormentone che è stata colonna sonora dell’inspiegabile successo di botteghino, Cinquanta Sfumature di Grigio. Conti sfoggia il suo inglese maccheronico, Biscardi docet, con la cantante inglese, la traduzione simultanea non arriva. Che l’interprete non abbia resistito all’impulso di un sonno anticipato? L’ora inizia ad esser tarda quando viene consegnato alla Goulding, quello che sui social è battezzato come il premio #prendiIsoldieScappa.

NoteVerticali.it_Beppe_Vessicchio_Sanremo2016_3Sperando che l’interprete si sia munita di doppio espresso a portar via, si avvicina sempre di più il momento dell’arrivo sul palco dell’attrice australiana dall’originaria chioma leonina più famosa del cinema. Ma prima ecco che arriva sul palco Neffa, con Sogni e Nostalgia. Il cantautore, assume strane movenze, che associato allo stile da Il padrino dei poracci, distoglie l’attenzione dalla canzone e ci focalizza più sulla presenza, sua e del clavicembalo, che sul contenuto. C’è di buono che se ieri Vessicchio era rimasto nascosto, stasera è la sua serata, questo prova che gli appelli sui social funzionano e non falliscono come un appello di crowfinding sul web in Italia.

Finalmente è il momento di Nicole Kidman, che parla italiano meglio dello stesso Conti. Eterea, nel suo abito nero, chiama Conti come Anita Ekberg fece con Marcello Mastroianni, ma manca la fontana, e soprattutto manca Mastroianni. La Kidman è più magra che mai e parla della posizione della donna contemporanea nella società e nello spettacolo, un argomento che sembra superato, ma non lo è, visto che a Hollywood e nel mondo del cinema il tema è ancora scottante. Alla domanda, di un’intervista non certo entusiasmante, su cosa sia la cosa più dolce, la Kidman risponde, la famiglia e a Conti parte automatica la tachicardia. Ci racconta che le piace coltivare la terra, raccogliere fiori e secondo alcuni a questo punto non sarebbe strano incontrarla a cena con Masha e Orso. Garko fangirlizza come una ragazzina, consegna i fiori all’attrice, foto di rito (in cui la storia del botulino viene riassunta in un’istantanea), e la Kidman si congeda con un “e ora dove devo andare?”. Lei torna in albergo a godersi i fiori con annesso biglietto scritto a mano dal marito, che le mogli di tutta Italia “Grazie Nicole, mio marito non mi porta a casa nemmeno un mazzo di fichi secchi” e noi invece temerari continuiamo con gli ultimi due Big.

Alle 0.00, che se fosse stata Cenerentola si sarebbe trasformata in zucca, Annalisa di bianco vestita canta Diluvio Universale. A scapito di un titolo così apocalittico, la canzone parla d’amore ed è sua. Sanremese come poche, alcuni artisti sembra abbiano il talento nel sapere scrivere brani adatti per la cermese nostrana e Annalisa è tra questi. Sicura e convincente, esibisce l’outfit più apprezzato dal web e con la bandiera rainbow dipinta sulla mano in annesso.

Il balletto della Fracci/Raffaeli, che la Celentano dalla scuola di Amici sta roteando gli occhi all’indietro tipo Esorcista, è il grottesco antipasto prima della fine. Chiudono le esibizioni il duo degli Zero Assoluto con Di me e di Te. I due, non più giovani ragazzi, non si sono evoluti e portano sul palco una copia sbiadita di sé stessi. Originale non fa certo parte delle qualità che si possono attribuire alla loro proposta. Dal web baci e saluti a tuturuttutti.

La serata volge al termine, queste le speranze di tutti, quando scorrono in recap le esibizioni dei cantanti quella di Dolcenera sembra già storia, ma la speranza di un’incombente fine viene vanificata dall’entrata in scena del comico Nino Frassica che dichiara di avere un solo obbiettivo, battere il record di cambio abito. Esilarante?!

Con Conti a fare da Iena, Frassica e Garko si sottopongono all’intervista doppia che fa scatenare Garko in una risata fragorosa e il pubblico risvegliato dal torpore applaude senza suggerimento del presentatore, ma Frassica, messe da parte le giacche stravaganti, che due le avrà rubate all’armadio di Sir Elton, ci ricorda anche che “a mare si gioca”.

Siparietto conclusivo delle Salut Salon e disquisizione di Conti che finalmente toglie le bende dagl’occhi e spiega la presenza dei nastri colorati da parte di alcuni (la maggior parte) degl’artisti. Questo momento di attesa, somiglia sempre più quello di quando ad una festa si è fatta una certa e si vuole andare via, ma pare brutto alzarsi per primi che arriva il grande e grosso  chef direttamente da Masterchef, Antonino Cannavacciuolo che alla sol visione viene voglia di farci “du spaghi” aglio, olio e peperoncino così “veloce, veloce” che alle 00e45 ci sta come il cacio sui maccheroni, tanto per restare in tema.

Iniziano i saluti, si congeda la non pervenuta tanto quanto ieri, Raffaeli e viene data la classifica. Clementino, Annalisa tra i primi sei mentre i primi a cadere nella zona rischio sono gli Zero Assoluto e Dolcenera accompagnati da fragorosi fischi di disapprovazione. Michielin ed Elio tra i primi sei insieme all’ “inaspettata” divina Pravo che spedisce Bernabei in zona rossa. La serata si conclude. Linea al Dopo Festival. Tutti a nanna.

Domani le esibizioni dei restanti cantanti della sezione Giovani e i Big che presentano la conclamata serata delle cover.