Sogno d’autunno di Valerio Binasco: tutto è un gioco terribilmente serio

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Sin da piccolo il teatro è la sua passione. Crescendo sta cercando di fare di questo una professione. Teatro, Cinema, Letteratura e l'arte in generale come specchio unico e vero della natura umana restano i sui indiscussi punti di interesse.

Con il suo linguaggio provocatorio e impertinente, ma allo stesso tempo profondo e ricercato, Jon Fosse ci mostra l’esplosione della vita umana. L’attimo che implode in sé stesso diventando eterno riverbero di piccoli momenti, frammenti di vita quotidiana che riecheggiano nel dramma più atroce dell’uomo moderno: la vita.

Un uomo e una donna, specchi di una vita non vissuta, appannata, filtrata dagli occhi di altri che non sono loro. Un incontro in un luogo che in realtà è un non-luogo, uno spazio di confine tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra ciò che è e ciò che sarebbe potuto essere. Qui i fantasmi del passato e le ombre del futuro ritornano con la forza di un eco che riverbera nell’incompletezza di una vita non vissuta. Quei frammenti che ritornano a tormentare l’animo umano, a interrogarlo, a metterlo sotto torchio, a gravarlo di sensi di colpa, a scandire il tempo che passa e, soprattutto, a immortalare il tempo ormai passato. Un padre e una madre, una moglie e un figlio, una casa e una panchina. Persone e luoghi che perseguitano costantemente un animo combattuto e incerto.
Valerio Binasco con la sua visione del Sogno d’autunno di Fosse porta in scena la profonda mediocrità della dimensione umana. Tra il grottesco e l’elegante, tra il drammatico e il comico, lo spazio scenico diventa il luogo in cui i fantasmi ritornano, lo spazio in cui i frammenti di una vita ormai implosa convergono per provare ancora una volta a trovare una dimensione. Le luci accompagnano ed amplificano il mutare delle stagioni dell’animo dei personaggi. Illuminano e, soprattutto, adombrano in un raffinato gioco di chiaroscuri e penombre l’avvicendarsi dei ricordi. Bui e luci improvvisi generanno quelle istantanee che magistralmente riescono nell’intento di rendere l’immobilità e, allo stesso tempo, l’eternità di quei frammenti di vita che insieme formano il dramma.
Giovanna Mezzogiorno, Michele Di Mauro, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli, Teresa Saponangelo, con la regia di Valerio Binasco.

Dal 28 febbraio al 12 marzo al Teatro Carignano di Torino in Prima Nazionale. A seguire una tournée che li porterà nelle principali piazze italiane.

SOGNO D’AUTUNNO, di Jon Fosse, con Giovanna Mezzogiorno, Michele Di Mauro, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli, Teresa Saponangelo. Dal 28 febbraio al 12 marzo al Teatro Carignano di Torino in Prima Nazionale