Sophie Fiennes racconta Grace Jones, l’icona della musica pop anni ’80

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

La semplicità è da sempre la cosa migliore. Grace Jones: Bloodlihght and Bami, il documentario di Sophie Fiennes sull’icona della musica pop anni 80, è essenzialmente un lavoro semplice. Senza concentrarsi su nessuna delle sfaccettature che l’artista giamaicana ha attraversato durante tutta la sua carriera, la regista traccia una descrizione a tutto tondo soprattutto del lato umano della Jones. Grace è stata una pioniera della contaminazione tra le arti: cinema, musica e moda contenute nel sua profonda versatilità.

Le passerelle, i concerti e i set: tutti affrontati con grande disinvoltura proponendo un modello femminile che è stato lo spartiacque per le generazioni successive. Senza la Jones non ci sarebbe Lady Gaga, da lei hanno attinto tutte le donne di spettacolo (da Madonna in avanti) che volevano rompere quel muro dell’impossibile, facendosi strada attraverso la personalità e il talento in un mondo che non era così liquido come quello odierno. Osare era tollerato, ma riuscire a farsi accettare con uno stile ben delineato e allo stesso tempo di “rottura” non era facile. La regista segue Grace dandone alcune pennellate, evitando il mero biopic e ricalcando la sua arte diseguale e non lineare anche nel montaggio.

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Da filmati di repertorio e spezzoni di superproduzioni fino alla dimensione attuale della Jones, una vera artista. Spazi anche musicali, dove oltre alla voce profonda si possono ammirare i look innovativi e la meticolosità delle coreografie degli show. Molto interessante è la scelta della Finnes di utilizzare molti aforismi della protagonista che da soli descrivono un mondo da cui è stata affascinata ed attratta allo stesso tempo. Frasi come “Il palcoscenico è un luogo solitario dove l’artista si prende ogni responsabilità” o “Ho fatto tante volte il giro dell’isolato, poi ho girato il mondo e mi sono accorta che era meglio” sono sentenze applicabili a ogni campo della vita che ci fanno capire quanta sensibilità c’è in una donna impossibile da definire.

Cantante, modella attrice, showgirl, Grace Jones è anzitutto talento e quella consapevolezza umile e sfrontata necessaria, soprattutto nell’arte.

GRACE JONES: BLOODLIGHT AND BAMI (Gran Bretagna/Irlanda, 2017, Documentario, 117′). Regia di Sophie Fiennes, con Grace Jones, Jean-Paul Goude, Sly & Robbie. Officine Ubu.