Thanks for Vaselina: teatro pop condito di cinismo dissacrante e surreale

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_More Thanks for vasellina foto Angelo Maggio 2649Il Messico, oltre che la faccia triste dell’America, è la fonte primaria dei rifornimenti di droga: arriva il giorno in cui gli Stati Uniti d’America decidono di bombardarlo per distruggere tutte le piantagioni, in un remake delle tante operazioni di ‘esportazione della democrazia’ già orrendamente celebrate su altri palcoscenici. La notizia viene colta da Fil e Charlie, trentenni italiani che finora hanno sbarcato il lunario senza molta convinzione, come occasione per dare finalmente una svolta alla propria esistenza: dedicarsi anima e corpo alla coltivazione della marijuana ed esportarla nel nuovo continente. Serve però un corriere che non dia nell’occhio. Dopo il maldestro tentativo di assoldare un povero carlino, la prescelta per la missione sembra essere Wanda, trentenne con molti chili di troppo, frustrata, alle prese con un padre cattivo, un fratello disabile e problemi esistenziali proporzionali alla propria mole. Completano il quadro Lucia, cinquantenne ludopatica e madre di Fil, con il quale ha un pessimo rapporto, e Annalisa, marito di Lucia e padre di Fil, che ricompare dopo quindici anni di assenza rivelando la propria transessualità.

E’ questo l’habitat in cui germoglia “Thanks for Vaselina” – sottotitolo “dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari” – la drammaturgia di Gabriele Di Luca coprodotta da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro, rappresentata a Cosenza, al Teatro Morelli, nell’ambito della rassegna More Fridays del Progetto More di Scena Verticale. Uno spettacolo dissacrante, che porta la regia dello stesso Di Luca insieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, e nel quale il cinismo, surreale e beffardo, semina una violenza verbale che sembra inaudita ma che, a ben vedere, è il prodotto di una società fintamente buonista, edulcorata solo nelle apparenze, che attraverso il disincanto di prospettive migliori – rappresentate dal gioco, dalla droga, dalla religione e dai settarismi, ma anche dai corsi di autostima e dall’esasperazione delle tematiche animaliste – semina anime che sembrano non potersi più ricomporre con la propria identità.

NoteVerticali.it_More Thanks for vasellina foto Angelo Maggio 2716Dialoghi esplosivi e diretti, che lasciano sul campo i personaggi, ciascuno vittima del proprio ‘modus vivendi’. Di Luca affida a se stesso il ruolo di Fil, senz’altro il personaggio più complesso, costretto ad abitare in un mondo che odia, che gli ha restituito un affetto genitoriale anomalo e distante. La sua voglia di riscatto è verso quel Dio che lo ha fatto crescere in un istituto dai ferrei principi, alimentato da un’educazione cattolica rigorosa e anomala, che non lo ha ricambiato affetto e amore. Un Dio a cui oggi Fil reagisce con il pelo sullo stomaco, offrendo violenza verbale a chiunque rappresenti un ostacolo al suo progetto. Un atteggiamento che, nel corso della rappresentazione, non è però privo di gesti d’amore, quasi a voler riscattare con la concretezza una vita di privazioni affettive. Da segnalare anche Beatrice Schiros, che offre allo spettatore una Lucia in perenne disequilibrio con la propria esistenza. Una donna sfiorita negli anni, ormai rassegnata alla propria solitudine e al non rapporto con il figlio, che, ironia della sorte, diventa fondamentale nell’offrire sicurezza alla giovane Wanda (una brava Francesca Turrini, che conferisce poesia e tenerezza a una creatura fragile e indifesa), oltre a coltivare l’illusione di poter riconquistare il marito che credeva perduto (un efficace Ciro Masella). Una donna che va al di là delle apparenze, che, nonostante tutto, è disposta ad accogliere il suo ex compagno, illudendosi che si possa riprendere un cammino interrotto da troppo tempo. Completa il quadro Massimiliano Setti, che con Charlie ci introduce con talento a un giovane di buona famiglia, diventato negli anni strenuo animalista e amante del fumo, capace di battersi in nome dell’anticapitalismo ma poi di non essere in grado di gestire rapporti umani e di non assumersi le responsabilità che l’etica gli imporrebbe.

NoteVerticali.it_More Thanks for vasellina foto Angelo Maggio 2683La scrittura pop di Di Luca è schietta e folgorante, influenzata da quella degli angry writers di scuola britannica come Martin Crimp o Martin McDonagh, e ricca di battute che fanno sorridere lo spettatore, lasciandogli tuttavia un retrogusto di rabbia e insoddisfazione per quelle storture che la vita confeziona ad arte. L’opera, premiata con il Last Seen 2013 di Klp come ‘migliore spettacolo dell’anno’, legittima la consistenza di Carrozzeria Orfeo, qui al suo sesto lavoro, che mette in scena le ansie e le disperazioni di una società in perenne conflitto con se stessa, alle prese con disparità concettuali nelle quali predomina il cinismo come arma di reazione al disagio. La rappresentazione, che si svolge nella casa abitata da Fil, mostra i personaggi come rinchiusi in una campana di vetro che sembra non avere sbocchi verso l’esterno. Una regia che conferisce dinamismo all’azione, che genera spazi per relazioni che esistono ma che non hanno consistenza, animate da sentimenti apparentemente vuoti, in una scena nella quale ogni porta sbattuta con violenza è una minaccia di addio, verso orizzonti che forse non vedranno mai l’alba. Nonostante il quadro sia esplosivo e surreale, e condito da un dolore che sembra non lasciare scampo, ci conduce in un universo capace di gettare briciole di speranza, che lo spettatore, a fine rappresentazione, raccoglie con un applauso più che meritato.

(Foto di Angelo Maggio per Progetto More)

NoteVerticali.it_Thanks for Vaselina_locandina

 THANKS FOR VASELINA

 “dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari”

drammaturgia: Gabriele Di Luca
regia: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
interpreti: Gabriele Di Luca (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Ciro Masella (Annalisa), Francesca Turrini (Wanda)
musiche originali: Massimiliano Setti
luci: Diego Sacchi
costumi e scene: Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
disegni e locandina: Giacomo Trivellini
organizzazione: Luisa Supino
ufficio stampa: leStaffette
coprodotto da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria