The Danish Girl: Eddie Redmayne e il toccante racconto di una pioniera della sessualità

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Basato sul romanzo “La danese”, ispirato ad una storia vera, la pellicola in concorso a Venezia tratta tematiche difficili con semplice armonia e riporta in auge situazioni d’attualità pure essendo figlia degli anni ’20.

NoteVerticali.it_The danish girl_Eddie RedmayneTom Hooper dirige in maniera egregia il Premio Oscar® Eddie Redmayne ed Alicia Wikander (Ex Machina, Burnt, Operazione U.N.C.L.E., tutti nel 2015) in un lungometraggio – The Danish Girl – tratto da un best seller ispirato ad una storia vera, La danese. Ambientato negli anni 20’ in una Copenaghen perfettamente riallestita in vecchio stile, il film sarà uno dei protagonisti della prossima stagione cinematografica esibendosi dapprima alla 72a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e di seguito parteciperà al Toronto International Film Festival 2015. Solo in un secondo momento sarà ufficialmente distribuito nelle sale americane il 27 novembre di quest’anno. In Italia la pellicola arriverà soltanto il 4 febbraio dell’anno venturo. Dato estremamente rilevante è che negli U.S.A. il film sarà rilasciato in tiratura limitata, di conseguenza non sarà visibile in tutte le sale ma solo in alcune ben selezionate. Perché? Data la trama e la delicatezza dei temi trattati, la produzione ha pensato di indirizzare la visione del film in aree con ideologie più moderne, onde evitare ostracismo davanti alle sale cinematografiche. Una mossa che attirerà più pubblico o sarà un atto dannoso proprio al film? Solo il tempo lo dirà. Eppure gli argomenti sono molto attuali quali la conoscenza della propria intimità, la conquista dell’io interiore, l’accettare sé stessi o intraprendere un percorso che porterà a farlo.

Questi sono i pilastri di The Danish Girl, un film quanto mai moderno in cui Redmayne vanta tutte le sue sfaccettature cambiando personaggio e personalità con lo sciogliersi della trama, accompagnato, oltraggiato e sostenuto dalla bella Wikander, anima e miccia del plot. È proprio la co-protagonista, moglie sullo schermo, che per puro gioco e diletto chiede al marito di travestirsi da donna per poterlo ritrarre, poiché una modella non era disponibile. Se pur riluttante, il coniuge accetta e durante l’esecuzione del dipinto la coppia viene sorpresa da un’amica, la quale scherza e sdrammatizza sulla situazione. Pochi minuti nei panni di una donna sono bastati per scatenare un’epidemia di pensieri nella testa del protagonista.

Proprio Eddie Redmayne ci condurrà per mano alla scoperta di queste idee, che s’inseguono e sfuggono alla presa di tutto il pubblico e del cast stesso. Non a caso il casting è stato peggio di un parto. Questa pellicola, infatti, era in cantiere dal 2009 e ci sono voluti ben 6 anni prima di arrivare ad una schiera di attori e addetti ai lavori. Da Charlize Theron a Marillon Cotillard, da Tomas Alfredson (regista di Lasciami entrare) a Lasse Hallström (autore di Chocolat). La convinzione è che nel 2015 sia stato scelto il regista più adatto con Tom Hooper, Premio Oscar® Miglior Regista con Il discorso del re e pluriacclamato autore de Les Misérables (3 Academy Awards® vinti), nonché con uno dei migliori attori sulla piazza come Redmayne e l’ascendente star svedese Wikander.

NoteVerticali.it_The danish girl_Alicia WikanderGià assuefatti in un turbine di emozioni e pathos grazie ai primi trailers, il pubblico prevede una corpulenta scorta di kleenex al cinema, in attesa di vedere le star sullo schermo mutare, dare risposta ai quesiti e prendere atto della propria esistenza. Gli esperti del settore hanno versato da tempo la loro lacrimuccia di commozione tessendo le lodi di questo film, ma il detto “se non vedo non credo” è pur sempre un ottimo metro di giudizio. Aspettiamo con ansia i responsi del Leone d’Oro di Venezia e quel maledettamente lontano giovedì di febbraio in cui migliaia di persone in Italia siederanno in comode poltroncine di vari colori, sorseggeranno la loro bevanda preferita, sgranocchieranno lo snack del momento e scambiandosi uno sguardo carico di trepidazione sentiranno quel dolce suono di proiettore in movimento che dà inizio a The Danish Girl, un film che “ci rende possibili”.

Tom Hooper, regista di "The Danish girl"
Tom Hooper, regista di “The Danish girl”