The happy prince: Rupert Everett e l’iperbole unica di Oscar Wilde

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

The happy prince, il nuovo film scritto diretto e interpretato da Rupert Everett, è il manifesto ideale della carriera di un attore sottovaluto ma in grado di non arrendersi mai.

Tratto dagli ultimi anni della vita di Oscar Wilde, la vicenda è una serie di ricordi confusi dello scrittore. Dopo la condanna per sodomia e l’esilio in Francia, Wilde si ritrova lontano dai salotti a riflettere su se stesso e sulle scelte autodistruttive che lo hanno portato in terra straniera completamente solo. Il film è un ritratto onesto, a tratti divertente e piuttosto cupo della deriva di un artista eccellente che ha fatto della provocazione una forma d’arte. Affrontando i rimpianti e accudito da pochi amici Oscar, non riesce a vivere sottotraccia permettendo alla sua natura istrionica di uscire allo scoperto e, nonostante la maschera dell’anonimato, tornare a creare tutta quella serie di eccessi che già una volta avevano causato enormi problemi.

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Everett è a suo agio nel ruolo di Wilde riuscendo a trasmetterne fragilità e ironia , ma anche disperazione e quell’incapacità di combattere la propria natura che alcuni uomini hanno in sé. Un lavoro onesto e piacevole a tratti che si concentra sulle debolezze umane rispettandone le scelte e senza mai cadere nella morale. Ottima prova di Colin Firth, uno degli amici disposti a stare vicino al poeta anche dopo il carcere. L’attore premio Oscar utilizza la sua garbatezza recitativa per un personaggio legato da sincero affetto a Wilde. The happy prince è un film dove la morale non esiste, il regista è stato bravo a rinunciare qualsiasi giudizio sulle scelte del protagonista limitandosi a raccontare una versione dei fatti che sembra essere molto verosimile.

Nelle vesti di sceneggiatore, Everett non delude, confezionando dialoghi solidi e imperfetti, secondo lo stato d’animo del protagonista. Una regia basica che si sposa decentemente con gli eventi narrati conclude quello che si potrebbe definire un film teatrale e sentito dal suo creatore che riesce nell’intento di omaggiare uno scrittore a cui è molto legato.

THE HAPPY PRINCE (Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, 2018, Commedia, 105′). Regia di Rupert Everett, con Rupert Everett, Colin Firth, Colin Morgan, Edwin Thomas, Emily Watson, Tom Wilkinson. Vision Distribution. In sala dal 12 aprile 2018.