The judge: il rapporto padre-figlio tra giustizia e orgoglio

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I conti aperti con il passato, prima o poi, ritornano, e tocca affrontarli a muso duro e senza voltare le spalle. Lo sa bene Henry ‘Hank’ Palmer, avvocato di successo, padre felice ma marito in piena crisi coniugale, che, se non fosse stato per la morte di sua madre, non avrebbe mai pensato di far ritorno nella cittadina dell’Indiana che l’ha visto crescere. Il luttuoso episodio familiare lo pone inevitabilmente in contatto con suo padre, il giudice Joseph Palmer, persona tanto integerrima quanto severa e autoritaria, con cui aveva rotto i rapporti anni prima.

Ma il destino vuole che la presenza di Hank, il figlio ribelle e sregolato – che da ragazzo aveva provocato un incidente spezzando la carriera del fratello, promessa del baseball, e i relativi sogni del padre – sia ora fondamentale nella nuova tragedia che, dopo la perdita della moglie, investe il vecchio giudice: un’infamante accusa di omicidio, che fa tornare attuale una vecchia storia, che aveva visto protagonisti una povera ragazza e il suo assassino, oggi vittima a sua volta.

NoteVerticali.it_The Judge_4The judge‘, film di David Dobkin (produttore insieme a Susan Dwney e David Gambino) , che ha aperto l’edizione 2014 del Toronto Film Festival, è cinema allo stato puro, con dialoghi serrati e vincenti, e un duello di caratteri che fa affrontare sullo schermo un colosso del calibro di Robert Duvall (Tom il “Consigliori” nella saga coppoliana del “Padrino”, Premio Oscar nel 1983 per “Tender Mercies”) e uno spumeggiante Robert Downey jr. (acclamato interprete di “Chaplin” e “Sherlock Holmes”).

Il risultato è sotto gli occhi dello spettatore, che resta incollato alla poltrona per 141 minuti di adrenalina e sentimento, dove trovano posto, per fortuna senza non troppa retorica, relazioni sociali difficili e tenerezza, pura normalità quando per il giovane Palmer il ritorno a casa si rivela fatale per il riallacciarsi di affetti remoti ma mai definitivamente interrotti.
Hank è il classico figliol prodigo che però, nel ritorno a casa, non trova il padre ad accoglierlo a braccia aperte: troppo orgoglio per il vecchio giudice Palmer, troppi rancori sopiti per un uomo che sembra ormai incapace di perdonare e di dimenticare. Un uomo che, pur di non sottomettersi al giudizio degli uomini, per fedeltà a una bandiera e per il pudore di non rivelare la propria malattia, non esiterebbe neppure un attimo ad accettare un destino beffardo che lo dipinge come un assassino.

NoteVerticali.it_The Judge_5Da segnalare il cast, con le presenze interessanti, tra gli altri, di Vera Farmiga e Vincent D’Onofrio, e, come già anticipato, la sceneggiatura, ricca di picchi narrativi che consentono a Duvall e Downey jr. di giganteggiare sullo schermo. Il contorno, fatto dei valori che alimentano da sempre il sogno americano, anche sullo schermo – onestà e rispetto della legge, senso della giustizia e legame per la famiglia – contribuisce, e non è certo poca cosa, a trasformare la pellicola in un film da manuale, distribuito da Warner Bros, dal quale potrebbero scaturire interessanti sorprese nei prossimi giudizi della Academy: in questo senso, Duvall meriterebbe senz’altro un Oscar.

THE JUDGE – IL TRAILER