The Post: Spielberg omaggia il giornalismo e la libertà di stampa

The Post: Spielberg omaggia il giornalismo e la libertà di stampa

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

The Post, l’ultimo film di Steven Spielberg, è una riflessione sulla libertà di stampa e sul valore dell’onesta di editori e redattori nel pubblicare la verità. Il regista di Indiana Jones e di E.T. riflette sui media di oggi e lo fa partendo da un episodio storico. All’inizio degli anni 70 l’editrice del Washington Post, Kay Graham, decide di pubblicare i Pentagon Papers. Le carte rivelano le strategie e gli accordi illegali che gli Usa hanno avuto con il Vietnam dagli anni ’40 agli anni ’70. L’occultamento di questi documenti, che vorrebbero i poteri governativi, scatena una polemica senza precedenti sul dovere di rendere conto alla collettività delle condotte poco pulite dei governanti di un paese. La donna ingaggerà una battaglia personale mettendo a dura prova la sua carriera in nome della verità e, aiutata dal direttore del post Ben Bradlee, riuscirà a pubblicare i “quaderni” per rispetto del popolo americano.

Di questi tempi sarebbe troppo facile fare un collegamento tra l’attualità (fake news, Russia-gate e affini) e la scelta di portare sul grande schermo questa vicenda. Sarebbe un errore. The Post è un ottimo film recitato, scritto e diretto in maniera rimarchevole. Non solo Tom Hanks e Meryl Streep (rispettivamente nella parte di Bradlee e della Graham), ma anche tutti i comprimari presenti nella pellicola rendono la vicenda credibile calandosi perfettamente nelle atmosfere grigie di quel periodo Usa.

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La maestria del regista di Amistad sta nell’aver scelto qualcosa che va oltre tutte le storie retoriche e spesso ben fatte che parlano della libertà di stampa. La serie tv Newsroom potrebbe regalare la stessa lezione intrattenendo allo stesso modo. The Post presenta la figura di una donna editrice e padrona di un giornale che ha messo in discussione la sua creatura e la sua vita in nome di quello che lei considera un ideale. Una tipologia di persona che si discosta in due modi dal suo ruolo: signora ed editrice. E’ la storia di una donna che riesce a farsi strada in un mondo maschile arrivando anche a usare le maniere forti, ma la stessa vicenda ci racconta di un’editrice illuminata e non asservita al denaro. Conscia, altresì dell’importanza che la libertà di scrivere porta con sé. Senza preoccuparsi del fatto che possa essere un film anti Trump o meno, The Post è l’ennesimo capitolo di un maestro dell’intrattenimento e della divulgazione. Un regista in grado di rendere qualsiasi storia interessante. Dialoghi buoni, ritmo incalzante e buoni attori che raccontano una storia, che può interessare o meno, ma non annoia di sicuro.

THE POST (Usa 2017, Biografico, 118′). Regia di Steven Spielberg, con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford. Leone Film Group/01 Distribution.