Transformers: in sala il quinto capitolo della saga

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

La stagione estiva prende il via con l’arrivo dei Transformer. Il quinto capitolo della saga diretta da Michael Bay è in perfetta linea con lo stile degli altri film, la parola d’ordine è sempre intrattenere. Il capo dei Transformer, dopo aver incontrato i suoi creatori, diventa cattivo e decide di dichiarare guerra alla razza umana. L’unica speranza per il pianeta è la task force formata da un lord inglese, un meccanico inventore e una professoressa di Oxford. Il film risulta apprezzabile ad un pubblico di affezionati.

Costruito in maniera irreprensibile, fa della tecnologia il suo punto di forza, non una semplice azione ma un vero e proprio sfoggio di professionalità e tecnica. Colpi di scena e ritmo accompagnano lo spettatore di sequenza in sequenza. Per l’intera durata della proiezione si ha la sensazione di essere a bordo di un ottovolante in grado di calibrare perfettamente i momenti di attesa e gli scatti improvvisi. Il sacrificio dell’eroe Optimus è la conseguenza logica di una tendenza a mescolare le carte cui gli sceneggiatori sono costretti per tenere in vita, il più a lungo possibile, una saga ancora in grado di attrarre il pubblico. Inserire attori di tutto rispetto come Anthony Hopkins da un tocco di spessore recitativo in più da una parte e nasconde dall’altra, le lacune evidenti del prodotto; soprattutto sul versante della narrazione che è prolissa (come in tutti i film di Bay) e coinvolgente solo nelle scene pirotecniche.

Una certa dose di humour e lo spostamento verso il pubblico più giovane, imposti dalla casa di produzione, fanno perdere al regista la piena padronanza sul prodotto finito. Quello che si avverte è una serie di pulsanti schiacciati di volta in volta (che siano ridicoli o profondi) lasciando lo spazio a una retorica dal retrogusto già assaporato. Buona l’idea dei flashback storici, ottima intuizione è caratterizzare il personaggio di Hopkins in maniera così bizzarra. Il tutto però non evita al film di girare su se stesso. Sembra si sia voluto rinnovare una griffe non avendo il coraggio di andare fino in fondo. Solo alcune riflessioni perché un cinema senza pretese, come questo non potrà mai essere criticato.

TRANSFORMERS – L’ultimo cavaliere (Usa 2017, Fantascienza). Regia di Michael Bay, con Anthony Hopkins, Laura Haddock, Isabela Moner, Jerrod Carmichael, Santiago Cabrera, Liam GarriganMitch Pileggi. Una produzione Hasbro, distribuzione Universal Pictures, in sala dal 22 giugno 2017.

 

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