Tutti i colori del mondo: Ridley Scott ricostruisce il rapimento di Paul Getty III

Tutti i colori del mondo: Ridley Scott ricostruisce il rapimento di Paul Getty III

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Una buona storia raccontata male non interessa a nessuno. Nel 1973 a Roma il nipote di un famoso magnate del petrolio viene rapito da una banda di calabresi con l’obiettivo di percepire un lauto riscatto, ma il miliardario non vuole pagare. Tutti i soldi del mondo, il nuovo film di Ridley Scott, racconta una storia realmente accaduta e la trasforma in una cronaca poco interessante degli avvenimenti. Gli elementi ci sarebbero tutti: la criminalità, l’avidità dell’uomo e il valore reale di più esistenze. Oltre a questo, la storia del rapito: figlio di un padre assente e una madre affidabile e poco intelligente e nipote dell’uomo più ricco di sempre. Il risultato potrebbe essere definito una discreta serie televisiva con delle parti imbarazzanti (quella italiana sembra uscita da un saggio sugli stereotipi del Belpaese) che si alternano a qualche duetto notevole tra Mark Wahlberg e Michelle Williams. L’assenza di ritmo è pressoché costante e la rappresentazione dei personaggi Getty (nonno e padre) troppo didascalica. Il padre di Paul viene descritto frettolosamente come un drogato dedito a party orgiastici e il magnate capofamiglia come un vecchio in evidente delirio di onnipotenza, carico di valori familiari e amante del suo denaro più di ogni altra cosa.

Acquista su Amazon.it

Un’evidente contrapposizione che è mediata dal personaggio recitato da Wahlberg (un ex agente segreto) capace di mediare con il tessuto sociale italiano e in grado di parlare al “vecchio” interpretando al meglio la sua sete infinita di onniscienza. I dialoghi sono poco convincenti, quasi macchiettistici, specialmente quelli del magnate), e la ricostruzione della Roma stile “dolce vita” degna di un’orrenda cartolina. La regia è stanca e sembra perdersi dietro alla querelle su Kevin Spacey sostituito in maniera frettolosa e per delle motivazioni estranee alla sua comprovata capacità recitativa. Rimpiazzata da Christopher Plummer (ottimo come sempre), la figura di Spacey sembra aleggiare in tutte le riprese. Un’occasione mancata per un regista che da troppo tempo non riesce a proporre un film interessante. Non avendo più nulla da dire occorrerebbe tacere ma, citando un suo gran film, “Lui lo capirebbe? Noi lo capiremmo?”.

TUTTI I COLORI DEL MONDO (Usa 2017, Biografico, 132′). Regia di Ridley Scott, con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris. Lucky Red. In sala dal 4 gennaio 2018.