Wildlife Photographer of the Year: la natura selvaggia in esposizione

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Presso la Fondazione Luciana Matalon, a Milano, una mostra dedicata al più importante concorso naturalistico del mondo

 

 

'The last great picture' - Michael Nichols
Michael Nichols – ‘The last great picture’

Si entra da una grande vetrata in Foro Bonaparte 67, situata nel cuore di Milano, e in un istante ci si ritrova davanti alle migliori rappresentazioni fotografiche naturalistiche dell’anno; spesso per viaggiare non servono grandi spostamenti, e, in questo caso, nemmeno un biglietto d’ingresso. Il costo dell’entrata è infatti rappresentato da una tessera associativa, che permetterà di ricevere informazioni e possibilità di partecipare ad eventi futuri organizzati da Radicediunopercento, associazione culturale di Roberto Di Leo, attiva tramite mostre, workshop, viaggi, concorsi e numerosi progetti nel panorama artistico, con particolare riguardo alla divulgazione naturalistica, scientifica ed etnografica.

Ed è proprio Radicediunopercento che per la quarta volta porta nella capitale lombarda la mostra dedicata al più importante concorso naturalistico del mondo, il “Wildlife Photographer of the Year”, vinto quest’anno da Michael Nichols. Il fotografo statunitense ha guadagnato il primo posto grazie ad una foto scattata in Tanzania, rappresentante alcune leonesse mentre si riposano nel Serengeti National Park, e il suo scatto apre la lunga serie che si dipanano per ogni corridoio, stanza e piano della Fondazione ‘Luciana Matalon’. Gli spazi sono ampi ed estremamente luminosi, racchiusi da caldi soffitti in legno, i muri sono bianchi ed arricchiscono il contrasto tra i colori ricchi e sorprendenti delle fotografie esposte. La quantità di materiale è decisamente notevole, la mostra sembra non avere mai fine, e spazia dalle creature del mare agli insetti, dai mammiferi a spettacolari rappresentazioni di fenomeni naturali come eruzioni ed aurore, dagli uccelli ai rettili, coprendo ampiamente ogni categoria presente nel mondo naturale.

Il concorso infatti, nato da una collaborazione tra il National History Museum di Londra ed il BBC Wildlife Magazine e svoltosi per la prima volta nel 1965, comprende al suo interno ben 21 tipologie di riconoscimenti, 7 delle quali sono andate quest’anno a fotografi italiani; ma la più particolare è sicuramente la categoria “Young Wildlife Photographer of the Year”, appartenente alla sezione junior, dove troviamo un magnifico rappresentante uno scorpione, catturato dalla macchina fotografica di Carlos, giovanissimo fotografo spagnolo di soli 8 anni.

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Carlos Perez Naval – ‘Stinger in the sun’

Mentre si cammina, ammirando ciò che si trova appeso sui muri, è però impossibile non essere piacevolmente distratti dalla bellezza dei pavimenti e dei soffitti presenti nella Fondazione Matalon: la struttura rappresenta infatti un’opera d’arte a sé, decorata dapprima con una pavimentazione di appunti e annotazioni di Luciana Matalon e altre importanti personalità a lei collegate, costruite con resine e fibre ottiche, che si sviluppa poi in forme astratte ricordanti lo spazio e le galassie. La stessa atmosfera è ricostruita sul soffitto, trasportando il visitatore in un viaggio nell’universo costellato da sorprendenti luminosità stellari. La Fondazione, che deve il nome all’omonima artista, è nata nel 2000 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’arte visiva contemporanea, tramite progetti nazionali ed internazionali; le sale sono costellate da opere dell’artista, attiva per oltre quarant’anni tra Europa, America e Giappone nella creazione di sculture, pitture e gioielli.

La combinazione tra viaggio galattico e naturalistico, che si incrociano all’interno della struttura, rende la mostra di grande bellezza e notevole particolarità all’interno del panorama milanese di arte visiva contemporanea.

Bruno D'Amicis - The price they pay
Bruno D’Amicis – ‘The price they pay’