Il cantautore di Pàvana torna a cantare a distanza di dieci anni, confezionando undici tracce che ripescano nella tradizione

A dieci anni dal suo ultimo lavoro, torna a cantare il maestrone Francesco Guccini. Era il 2012 quando il Bob Dylan italiano annunciava, dopo L’ultima Thule, il suo addio al palcoscenico. Oggi Guccini ha deciso di tornare a fare il mestiere che gli ha dato la popolarità dando alle stampe Canzoni da intorto, un album di cover “popolari” che arrivano dalla tradizione. Presentato alla bocciofila Martesana di Milano, il disco contiene pezzi che hanno significato molto nella storia italiana e in quella di Francesco. Brani che richiamano momenti tra amici, arrangiati in chiave folk e da ritmi balcanici. Undici perle che arrivano dal secolo passato, epiche in musica dallo straordinario potere evocativo che arrivano fisicamente al pubblico.

Rinunciando allo streaming, l’artista vuole ristabilire un contatto personale tra la sua musica e il pubblico. Un supporto che di questi tempi diventa poetico e aiuta a rivivere le atmosfere della socializzazione priva di qualsiasi metaverso. Il titolo ricorda l’intorto che si faceva un tempo con le ragazze e di conseguenza quelle feste dove il vinile o la chitarra facevano da collante alla nascita di sentimenti senza alcuna parentesi virtuale. Guccini dichiara non a caso di non sapere nemmeno cosa sia lo streaming, una frase appropriata per presentare il suo lavoro che mira a smuovere la vita facendo tornare la presenza valore aggiunto.

Raccontando la sua esperienza personale, il maestrone tira fuori la classe del grande narratore incantando la platea di addetti ai lavori. Storie che parlano di Liberazione e dei soldati americani da cui il piccolo Guccini sentì per la prima volta Bing Crosby. Da quel momento l’artista cominciò a collezionare canzoni che l’hanno accompagnato fino ad oggi. Sul palco un signore di ottantadue dimostra ancora tutta la sua poesia e la sua coerenza nel parlare di musica con ironia e profonda passione. Da I morti di Reggio Emilia, una Locomotiva ante litteram, a Sei minuti all’alba (brano di Enzo Jannacci su testo scritto insieme a Dario Fo), sono i titoli che Canzoni da intorto propone direttamente dalla voce storica di un grande della musica italiana.

Con digressioni alla poesia Quella cosa in Lombardia o la ballata Green Sleeves, il nuovo lavoro di un artista fuori dal tempo come Francesco Guccini arriva nel 2022 per le nuove generazioni e chiunque abbia voglia di farsi trasportare nella malinconia creativa del passato e del presente. Musica, quella di Canzoni da intorto, che diventa pura narrazione in grado di proporre una fruizione differente e portatrice di emozioni non mediate da alcun mercato o interesse economico.

FRANCESCO GUCCINI – Canzoni da intorto
01. Per i morti di Reggio Emilia
02. El me gatt
03. Barun litrun
04. Ma mì
05. Tera e aqua
06. Le nostre domande
07. Nel fosco fin del secolo morente
08. Greensleeves
09. Quella cosa in Lombardia.
10. Addio a Lugano
11. Sei minuti all’alba

 

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Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
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