Filippo Maria Fanti, in arte Irama, è uno dei giovani cantanti che, insieme ad altri sette colleghi, calcherà il palco del Teatro Ariston interpretando il brano Cosa resterà. Forte personalità e un brano orecchiabile fanno di questo cantante uno dei personaggi più interessanti della sua categoria. Lo abbiamo incontrato alla vigilia della partenza per il Festival.

NoteVerticali_Irama_3Sei un personaggio senz’altro riconoscibile: durante la serata di selezione dei concorrenti per la categoria Giovani, gli internauti sono rimasti colpiti dal tuo look. I pendenti piumati hanno un significato particolare?
La piuma è un elemento che mi appartiene sia sopra che sotto il palco da sempre. Non fa parte della mia cultura, ma della mia persona. Irama ha le piume 🙂

A parte l’immagine, raccontaci del tuo brano, “Cosa resterà”. Qual è la sua storia?
Con Cosa resterà ho cercato di raccontare una mia verità, di mettermi a nudo. Non amo particolarmente dare una spiegazione alle mie canzoni. Mi piace pensare che vengano interpretate e fatte proprie da chi le ascolta, in base al proprio stato d’animo e al momento che si sta vivendo.

NoteVerticali_Irama_2C’è qualcosa che cambieresti del tuo brano?
No, non cancello mai quello che scrivo. Cerco sempre di mantenere il più possibile una linea logica pulita.

Abbiamo letto che ti sei avvicinato alla musica da molto piccolo. Raccontaci com’è accaduto…
Sono cresciuto ascoltando cantautori italiani. La prima canzone l’ho scritta a sette anni… poco tempo fa ho ritrovato un foglio stracciato con un titolo (si vede che non mi piaceva particolarmente :)…). Con l’adolescenza mi sono avvicinato ad una realtà più street, il mondo dell’hip-hop. Crescendo, con i piedi per terra e lavorandoci giorno e notte, ho cercato di costruire una mia identità.

Cosa ti aspetti dal palco dell’Ariston?
Chi vivrà vedrà! 🙂

IRAMA – COSA RESTERA’