Un’alchimia di una rara potenza è quella che unisce le due artiste nel ricantare un classico del repertorio di Lucio Dalla

Proprio su queste pagine, tempo fa, avevamo scritto di Tosca, in occasione dell’uscita del disco Morabeza (qui la nostra recensione) e non potevamo certo non parlarne ancora, ora che la sua voce torna a regalarci l’ennesimo prezioso momento di cultura musicale, un nuovo gioiello di trascinante bellezza. Un gioiello, va da sé, com’è nello stile inconfondibile di Tosca, che è un pezzo d’abbagliante artigianato, raffinato e popolare, simbolo, ancora una volta, dell’originalità e della sincerità che da sempre caratterizzano la sua proposta musicale. Una sincerità che cogliamo subito, anche stavolta, se da tutto il caos, da tutto il dramma degli ultimi mesi, anziché cantare il Covid o il proprio impegno sociale e politico (impegno che, si dia anche solo una rapida occhiata ai suoi profili social, da sempre comunque porta avanti, fiera e coerente senza mai mezzi termini), Tosca esce a cantarci non un inedito, no, e nemmeno una sua canzone: ci canta Piazza Grande di Lucio Dalla. E non lo fa nemmeno da sola. Come in occasione della serata delle “cover” dell’ultimo Sanremo, Tosca reinterpreta e incide il brano (riarrangiato e prodotto magistralmente da Joe Barbieri) con una compagna d’eccezione: la spagnola Silvia Pérez Cruz, una delle voci più intense della musica contemporanea.

E proprio Silvia Pérez Cruz è stata, recentemente, una delle protagoniste di “InstaHub”, serie di incontri culturali dell’Officina Pasolini di Roma che, organizzando regolarmente dirette Instagram, ha potuto continuare, in questi mesi di chiusura totale, le propria attività. Intervistata da Max De Tomassi, Pérez Cruz si è lì raccontata in vesti, per dir così, informali, tra ricordi d’infanzia e parentesi politiche (catalana, residente a Barcellona, ha vissuto dall’interno la delicatissima questione indipendentista), canzoni in diretta, accompagnata dalla sola chitarra (Cucurrucucu Paloma), e riflessioni sia sul rapporto con il pubblico:

Il pubblico si affeziona davvero quando capisce la sincerità della mia musica: il mio canto è frutto di una mia  sincera urgenza emotiva, è un’esigenza: è questo, credo, che mi permette di entrare in connessione con il pubblico. La mia emotività, la mia sincera emozione incontra quelle di chi ascolta.

sia sulla propria ricerca musicale:

Ho cercato sempre di mescolare il nuovo con la tradizione, di trovare il giusto equilibrio. Adoro la musica popolare, tradizionale perché è essenziale ed è, in un certo senso, fuori dal tempo: al di là del tempo. In più, la trovo una musica estremamente generosa: le armonie che ha, ad esempio, ti permettono di creare e ricreare moltissimo, ti danno la libertà di spaziare in luoghi sonori sempre nuovi. La mia musica nasce dall’incontro con diverse tradizioni: dal flamenco, che è una musica letteralmente corporea, fisica, al filin cubano, simile al bolero ma con influenze armoniche anche vicine al jazz, passando per la malinconia del fado. Se dovessi definirmi, perciò, direi che sono, in generale, una cantante “iberica”: mi sono resa conto che la mia voce è in stretta connessione con tutta la terra iberica. C’è un legame fisico, proprio, nel corpo della mia voce, con quelle sonorità. 

E di questa sua voce intesa anche come corpo, di questa sua sincerità espressiva, emotiva, che guida e dà sostanza all’abilità tecnica di Pérez Cruz ce ne rendiamo perfettamente conto anche in questo duetto con Tosca sulle note di Piazza Grande, interiorizzata e reinterpretata dalla cantante spagnola con estrema naturalezza, quasi fosse un pezzo di repertorio della sua canzone popolare. S’ascoltino le armonie, le virate ritmiche e melodiche, gli accenti e addirittura i fiati, il respiro, di questa sua interpretazione, per capire quanto davvero Pérez Cruz canti come in costante connessione con la fisicità della musica. Connessione che è la stessa di Tosca, anche, e che di fatto le avvicina in un’alchimia di rara potenza espressiva.

Così come potente e espressivo, muovendosi però su binari meno corporei e più rarefatti, che, comunque, hanno un che di popolare anch’essi, è il videoclip realizzato da Andrea Spinelli a supporto di questa Piazza grande: tinte pastello e atmosfere fiabesche in cui esistono figure e figurine che raccontano e viaggiano e volano sulle note del brano.

In tanti hanno omaggiato il grande Dalla interpretando Piazza Grande, e molti con la sua stessa credibilità, ma siamo sicuri di non esagerare quando diciamo che questa versione di Tosca e Pérez Cruz vince su tutte, grazie a un’interpretazione che alla qualità e alla classe del canto e della musica affianca pure un’inedita teatralità, un vivido slancio scenico, col risultato di regalarci un’esperienza musicale che, più che ascoltatori, ci vuole e ci scopre coinvolti spettatori.