Si chiama Trenta il nuovo album del camaleontico artista Al Vox, pseudonimo di Alberto Lupia, nato a Genova nel 1992, è cantautore, attore, regista, polistrumentista e scrittore. Arriva a condividere il palco con Fulminacci nel 2019, e nel 2021 firma il suo primo contratto discografico con Pako Music Records. Presenta questo album come un istrionico viaggio nell’arcobaleno socio-emotivo dell’essere umano, come viene definito insieme all’essere una dichiarazione d’intenti anticonformista, sincera, che per i suoi contenuti potrebbe dividere in due gli ascoltatori.
Pubblico che però in questo progetto deve essere stimolato ad un ascolto impegnato, e con il proprio orecchio la musica deve raggiungere l’anima. E’ un concept caleidoscopico ed istrionico quello di questo album, nel quale l’artista punta sulla particolarità della sua scrittura e sulla sua interpretazione, fondendo presenza scenica unica ed eccentrica. Tutto ciò andando alla ricerca di una verità personale che sappia abbracciare l’universale, cercando di accarezzare le corde emozionali.

L’album è composto da 10 tracce, definite anche come 10 atti teatrali, che puntano a rappresentare l’opera dell’intera vita, dato che questo album va appunto a rappresentare ed a simboleggiare i primi 30 anni di vita dell’artista. Sono presenti dinamiche molto complesse in questo progetto, ovvero quelle dei disagi socio-psicologici, collegate tutte tra esse molto bene. L’album ha delle sonorità minimal-electro, per comprendere a pieno i testi, ricercando una meta identificata nello stesso percorso. Insieme all’uscita di Trenta è stato estratto il singolo Astrolove, già in rotazione radiofonica.

Come già scritto, l’album è composto da 10 tracce, come tutta la musica in generale, sono canzoni molto soggettive, magari qualcuna potrebbe essere più soggetta a critiche come per esempio la traccia Elettrofilastrocca, canzone che va un po’ a seguire le orme della trap di Young Signorino.
Molto interessante il brano Rispetto, che tratta l’omonima tematica, nel quale viene cantata la fedeltà di un uomo, anche se alla fine tanto fedeltà non è, visto che torna dalla donna tradita, ed è un discorso tra i due nei quali c’è solo la voce maschile, per scelta dell’artista, dato che la donna non avrebbe concesso una seconda possibilità all’uomo e mai avrebbe cantato con lui.

Altro brano interessante è il featuring presente nell’album con Luisenzaltro (Alessio Luise ai giorni nostri). Il brano intitolato Ho perso, ed è una presa di coscienza di tutto ciò che viene perso dalla nascita in poi, ed è l’unica traccia dell’album a non presentare una componente elettronica nella base. La canzone che a nostro parere è la più interessante di tutte è Mood:esprime il mood dell’individuo, evidenziando la voglia di salvezza e di rimettersi in gioco, nonostante i problemi socio-emotivi e va ad incrementare la voglia di rivalsa, un tema molto delicato ed attuale che potrebbe essere preso anche come simbolo nel momento storico psicologico che stiamo vivendo.

In totale sono tutte canzoni che, attraverso l’electropop, pongono l’attenzione sul concept socio-emotivo. In conclusione, un album non per tutti e soprattutto non per chi vuole ascoltare qualcosa senza impegno. Il disco tratta argomenti così delicati in maniera cruda e diretta, colpendo in pieno l’ascoltatore. Si tratta di un lavoro ben realizzato, studiato bene sia nei testi che nelle basi, che si amalgamano bene fra di loro e vanno a dare forza ad un progetto interessante e che a nostro avviso potrebbe essere un bel punto di partenza per Al Vox.

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