Composizioni originali e brani della tradizione, tra Napoli, Rio De Janeiro e Città del Messico. E al via una tournèe di sei date in Sudamerica

C’è un solo Sud del mondo che unisce i cuori palpitanti, da Napoli a Rio De Janeiro, da Barcellona a Città del Messico. Lo sa bene Vincenzo Danise, musicista napoletano talentuoso, che unisce la propria vocazione compositiva alla tradizione della musica che ha sempre amato, quel jazz che scorre nelle vene di chi gioca a perdere con la malinconia, di chi offre la propria musica appannaggio dei sentimenti. “Ajayo – Vuless’ 0′ ‘cielo”, per l’etichetta Italysona, è una proposta musicale antologica, un progetto che racchiude composizioni originali insieme a composizioni della tradizione napoletana, messicana, brasiliana, un vero e proprio “viaggio” interattivo tra musica e magia che coinvolge sia emotivamente che letteralmente il pubblico. Ajayô, in napoletano “Vuless ‘o ‘Cielo”, è un’espressione afrobrasiliana che significa “un soffio di saluto a Oxalá” ed è spesso pronunciato in un senso simile all’espressione “se Dio vuole” o “speriamo“.

Il disco ospita brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, messicana come “Llorona” e brasiliana e jazzistica come “O Bebado E A Equilibrista”. ma ecco come l’artista presenta il progetto: “Il concetto che ho voluto rappresentare è quello della speranza. Speranza che nei progetti del cielo (inteso in ampia rappresentazione: divinità, destino, universo, ecc.) ci sia l’annullamento delle distanze, di qualunque tipo, non solo quelle dovute a profilassi mediche, come il distanziamento causato dalla pandemia: distanze culturali, distanze sociali ed economiche, distanze religiose. E quindi, Ajayò – Vuless’ o cielo’ potremmo tornare ad abbracciarci, uomo e uomo, donna e donna, religioni diverse, culture diverse, divinità diverse, vestiti diversi, ovviamente in questo momento particolare in cui la distanza sociale è imposta dalla necessità di evitare contagi, il significato diventa più forte”.

Dopo il brano di apertura arriva “Tango Mediterraneo”, brano dedicato alla città dell’artista, Napoli, e al Mediterraneo: una melodia romantica che avvolge il cuore, l’intelletto, il corpo e il sesso: “Napoli è la capitale della cultura, dell’arte, della musica da secoli. L’ho composta inspirandomi a grandi personalità che hanno rappresentato la mia città nel mondo sia con la musica, sia con la poesia e la filosofia e sia con il calcio: Pino Daniele, Luciano De Crescenzo, solo per citarni alcuni in quanto Napoli da secoli è fucina di tanti artisti napoletani, e Diego Armando Maradona… a loro tutta la mia gratitudine”.

Llorona“, il terzo brano, è una canzona folk messicana, ispirata alla “Donna piangente”: è una leggenda messicana, anche se è diffusa, con sfumature diverse, in altri paesi latinoamericani (Costa Rica, El Salvador, Cile, Venezuela), ma è anche molto di più: è un mito che ha radici antichissime – nasce nel primo periodo coloniale intorno al 1520 – tanto da entrare profondamente nell’immaginario collettivo di tutto un popolo, fino a diventare parte integrante della sua cultura. “Anima Lunae (a Federico)” è dedicata al caro amico di Danise, a cui l’artista riserva una profonda gratitudine. “Stella Diana” si ispira ad una storia vera: Diana è una bambina africana, nata letteralmente in mezzo al mare mentre la mamma attraversava il Mar Mediterraneo per arrivare in Italia, cercando una vita migliore: “ha avuto la fortuna, negli anni, di incontrare mia nonna, donna di umili origini, che si è presa cura di lei ed è riuscita a coinvolgere un intero quartiere ad aiutarla.” Note che parlano d’amore (preludio a ballad for emy) e poi “Ballad for Emy”, composizione dedicata all’ultimo cane di Danise, ma in generale a tutti gli animali del mondo, molto spesso maltrattati e abbandonati da ignobili esseri umani. È una ninna nanna dedicata a loro, che donano amore incondizionato.

O Bêbado E A Equilibrista” è un brano di Joao Bosco: Brasile, gli ultimi anni di una dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere. “Waltz For Queen” è stata scritta per la Regina Elisabetta ma in realtà è dedicata a tutte le donne del mondo, ogni donna che occupa il nostro pianeta, il nostro Universo è una Regina che merita il rispetto che per troppi anni è stato sottratto insieme ai diritti. Torna maggio è un brano storico della tradizione napoletana, scritta da Vincenzo Russo e Eduardo di Capua. “Ninnanannaninnanoè”, ninna nanna tutta in napoletana scritta da Pino Daniele: “la Nennella a cui è cantata (“Duorme Nennella mia…”) è sicuramente Cristina, prima figlia di Pino (avuta dal matrimonio con Dorina Giangrande, sua corista nel disco d’esordio “Terra Mia”). Il mammone (“si vene ‘o mammone… chiudimmo ‘a porta”) in dialetto è l’uomo cattivo che viene usato per spaventare i bambini vivaci.

A giugno parte una tournèe di sei date in Messico in cui, oltre a presentare il disco Ajayõ Vuless ‘O Cielo, Danise sonorizzerà con le proprie composizioni e le sue improvvisazioni il film muto “L’Inferno” di Dante del 1911 per il ‘700 della morte del sommo poeta. Ecco le date: tre live al CENART di Città del Messico (17, 26 e 27 giugno), il 18 e il 21 giugno al Teatro Angela Peralta di S-Miguel de Allende e 23 giugno al Parque Guanajuato Bicentenario di Guanajuato.