Il nuovo romanzo del medico e scrittore lombardo è ambientato a Bellano, in provincia di Lecco, nell’inverno 1963  

 

Strusciatore di donne. Questa l’indole universalmente riconosciuta ad Annibale Carretta, di professione ciabattino, in realtà con un vizietto mai nascosto, che gli aveva dato più dolori che gioie. Dalle quattro costole rotte causategli dalla spinta di Seminella Prati, moglie del gestore del circolo dei lavoratori, in poi, era stata una carriera tutta condita da “incidenti di percorso” che lo avevano segnato per sempre nell’immaginario collettivo della comunità di Bellano, tremila anime sulla sponda orientale del lago di Como, in provincia di Lecco.

E’ qui che veniamo trasportati dalle pagine di “La gita in barchetta” (ACQUISTA QUI IL LIBRO), ultima fatica letteraria di Andrea Vitali. Il romanzo, edito da Garzanti, è ambientato nel gennaio 1963, e porta il lettore in un’atmosfera di provincia, dove si respira la stessa aria di un romanzo di Piero Chiara o di un film di Alberto Lattuada. Attorno alla figura del finto protagonista si delineano le vicende di tre personaggi femminili decisamente originali, la cui presenza inevitabilmente ruba la scena al povero Carretta: Rita Cereda, la cui condizione di invalida sembra averne segnato inevitabilmente l’esistenza, e poi le sue sorelle Lirina, vittima di un matrimonio sfortunato con un muratore che ha il vizio di alzare troppo il gomito, e Vincenza, bella ma senza prospettive, che non sa dare una svolta alla propria vita. In mezzo a loro, o meglio dietro di loro, un paese apparentemente tranquillo, che in realtà nasconde civetterie e pettegolezzi, come nel più classico degli scenari di provincia.

Un romanzo dalla trama semplice, ma dai risvolti interessanti, che delineano una vicenda dalla quale il lettore riesce facilmente ad essere incuriosito, e si affretta a scorrere le pagine per scoprire la verità su un plot che sembra perfetto per una commedia cinematografica. Vitali, balzato recentemente agli onori delle cronache per aver ripreso l’attività professionale (è medico di base) a causa dell’emergenza Covid, conferma la propria indole narrativa attraversato da felici intuizioni, che trasmettono quel senso di piccola comunità nella quale ognuno riesce a identificarsi. Un libro da leggere, e da consigliare.

Andrea Vitali, La gita in barchetta, Garzanti, 2021.

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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