Nel centenario della nascita, non potevamo non dedicare un articolo al grandissimo Nino Manfredi. L’attore di origini ciociare, di solida formazione artistica, è stato per decenni protagonista assoluto al cinema e in televisione, interpretando ruoli e personaggi che sono rimasti nell’immaginario collettivo. Abbiamo qui raccolto quelli che secondo noi sono i dieci migliori film che ha interpretato, sapendo bene che ognuno ha la sua classifica del cuore. Fuori classifica, per ovvie ragioni legate alla distribuzione (si tratta di un film per la tv e non per il cinema), “Le avventure di Pinocchio“, andato in onda nel 1972 per la regia di Luigi Comencini, dove Manfredi interpreta da par suo un magistrale Mastro Geppetto. Nel cast anche Gina Lollobrigida, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e il piccolo Andrea Balestri. Ma ecco la nostra classifica dei dieci migliori film interpretati da Nino Manfredi.

1. C’ERAVAMO TANTO AMATI (Regia di Ettore Scola, 1974). In quello che probabilmente è considerato il più bel film italiano del dopoguerra, Nino Manfredi interpreta Antonio, il personaggio dall’anima più popolare, più sanguigna, più coerente, colui che non ha tradito la propria storia. A differenza di Gianni (Vittorio Gassman) e di Nicola (Stefano Satta Flores), il primo colpevole di aver rinnegato i propri ideali in nome del successo economico e sociale, il secondo incapace di costruire una vita familiare e di relazioni perché aggrappato al proprio vuoto idealismo, Antonio è l’italiano che si è dato da fare, ha creato una famiglia, ha lavorato, è rimasto umile, ha sposato la donna che amava da sempre perdonando il suo tradimento. Manfredi offre la sua interpretazione a tutto tondo, che ancora oggi resta indimenticabile.

2. PANE E CIOCCOLATA (Regia di Franco Brusati, 1974). Giovanni Garofoli è un cameriere italiano emigrato in Svizzera. Per uno strano scherzo del destino, proprio quando sembra aver guadagnato credibilità nel paese che lo ospita, incappa in un banalissimo incidente diplomatico e si ritrova senza permesso di soggiorno. Inizia così un calvario a metà tra il drammatico e il grottesco, che lo porta a esperienze di ogni tipo. La pellicola, che vede la presenza nel cast tra gli altri di Johnny Dorelli, Giacomo Rizzo, Tano Cimarosa e Gianfranco Barra, evidenzia al suo meglio le qualità del Manfredi attore, istrionico e popolare, guitto e disperato. Una maschera che rende giustizia e dignità a tutti i lavoratori italiani emigrati all’estero e che oggi andrebbe riletta secondo un’altra prospettiva considerando che per molti la Svizzera oggi è l’Italia.

3. BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI (Regia di Ettore Scola, 1976). Film difficile, premiato a Cannes, che racconta con toni pasoliniani le miserie umane di una tribù familiare che vive in una baraccopoli nella periferia romana. L’immagine della ragazzina incinta che si sveglia all’alba per prendere l’acqua in quel contesto urbano da cui si intravede la maestà del Cupolone è un pugno al cuore che non può non scuotere le coscienze. Manfredi offre una delle sue interpretazioni più intense nei panni di Giacinto, un uomo senza scrupoli il cui unico obiettivo di vita è quello di difendere dall’avidità dei suoi familiari il milione che gli è stato dato come risarcimento per un incidente sul lavoro.

4. PER GRAZIA RICEVUTA (Regia di Nino Manfredi, 1971). Un film psicologico, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Manfredi, sul rapporto tra religione e libertà sessuale, che i toni da commedia cercano di smorzare, ma che nell’Italia di mezzo secolo fa rappresentò una spina nel fianco non da poco per i moralisti. Benedetto è un giovane orfano che nel corso della propria esperienza di vita si interroga sulla propria identità. Nel cast Lionel Stander, Delia Boccardo. Mariangela Melato, Mario Scaccia e Paola Borboni. La pellicola ricevette due premi importanti: quello per la migliore opera prima a Cannes e un David di Donatello speciale a Nino Manfredi.

5. GLI ANNI RUGGENTI (Regia di Luigi Zampa, 1962). Soggetto ispirato a una commedia di Gogol, narra la vicenda di un giovane assicuratore romano che arriva in un paesino pugliese e viene scambiato per un gerarca fascista. Si renderà conto di quanta ipocrisia alberghi presso la piccola borghesia del posto e di quanta povertà sia invece vissuta con onestà e dignità. Una satira di regime amara, pungente e commovente al tempo stesso, che va in scena ad appena dieci anni dall’inizio dello sfollamento dei Sassi di Matera, luogo in cui furono girate diverse scene del film. Nel cast attori sublimi quali Gino Cervi, Gastone Moschin, Salvo Randone.

6. RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI… (Regia di Ettore Scola, 1968). Un soggetto originale per un film italiano, che racconta le peripezie di un editore romano alla ricerca del cognato misteriosamente scomparso in Africa. Film che, pur senza rinunciare alle gag della commedia all’italiana, mostra allo spettatore le contraddizioni di un continente africano che già mezzo secolo fa era terra di conquista per l’Occidente. Manfredi, nella parte di uno spiantato che diventa sciamano, nell’ultima parte del film gigioneggia con Sordi spalleggiato da un ottimo Bernard Blier. La leggenda narra che le parti dei due attori inizialmente dovessero essere opposte. E’ andata diversamente, e meno male, visto che non avremmo potuto immaginare l’editore Di Salvio con la faccia di Manfredi né Titino con quella di Sordi.

7. NELL’ANNO DEL SIGNORE (Regia di Luigi Magni, 1969). Primo capitolo cinematografico della trilogia sulla Roma papalina diretta da Luigi Magni, racconta un episodio realmente accaduto, quello della condanna a morte di due carbonari, Leonida Montanari e Angelo Targhini, avvenuta a Roma nel 1825. Manfredi è Cornacchia, per tutti semplice ciabattino, sotto le cui spoglie in realtà si nasconde il famigerato Pasquino, poeta e cantore del popolo contro il potere del governo reazionario di Papa Leone XII. Film coinvolgente, nonostante i toni da commedia e le imprecisioni storiche, grazie anche al cast di ottimo livello, che comprende, oltre a Manfredi (che fu premiato con il David di Donatello e il Nastro d’Argento), Ugo Tognazzi, Claudia Cardinale, Enrico Maria Salerno e un Alberto Sordi da cineteca nei panni del frate che tenta invano di convertire i due condannati.

8. OPERAZIONE SAN GENNARO (Regia di Dino Risi, 1967). Spy story con toni da commedia in salsa tutta napoletana. Dudù, ladro gentiluomo a capo di una banda di spiantati, viene coinvolto nel piano messo in piedi da tre ladri di professione giunti dagli Stati Uniti: rubare il famoso tesoro di San Gennaro. Dudù prima tentenna di fronte a una proposta che considera sacrilega, ma poi accetta con l’obiettivo, nascosto ai malviventi americani, di mettere le mani sul tesoro per riqualificare la città di Napoli. Si sorride per le gag a ripetizione e si respira nostalgia per la Napoli di metà anni Sessanta, bellissima e irripetibile. Cast di primo livello, nel quale si segnala il prezioso cameo di Totò nei panni di Don Vincenzo.

9. A CAVALLO DELLA TIGRE (Regia di Luigi Comencini, 1961). La storia di un infermiere disperato che prima finisce in carcere per simulazione di reato e poi, quando sta per uscire per buona condotta, viene coinvolto suo malgrado in una rocambolesca evasione insieme ai suoi compagni di cella. Primo ruolo drammatico per Manfredi, che dà corpo e anima a una storia a metà tra il tragico e il grottesco che dipinge il malessere di vivere colpendo allo stomaco il senso ipocrita di benessere che attraversava l’Italia dei primi anni Sessanta. Nel cast Mario Adorf, Ferruccio De Ceresa, Valeria Moriconi e un’inedita maschera per Gian Maria Volontè. Film ingiustamente considerato minore, nel 2002 ha avuto un remake diretto da Carlo Mazzacurati e interpretato da Fabrizio Bentivoglio e Paola Cortellesi.

10. CAFE’ EXPRESS (Regia di Nanni Loy, 1980). Sullo sfondo di un’Italia gretta e provinciale, il film racconta le vicende di Michele Abbagnano, che tenta di sbarcare il lunario vendendo abusivamente caffè sui treni e cercando di sfuggire ai controllori e a criminali di piccola taglia. Manfredi dà vita a una maschera di miseria e dignità, interpretando un personaggio realmente esistito, che nel 1978 il regista Nanni Loy aveva intervistato nel suo programma “Viaggio in seconda classe”. Nel cast anche Leo Gullotta, Vittorio Caprioli, Adolfo Celi e Gigi Reder.

 

 

Di Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...