Dopo il successo sanremese con “Fiamme negli occhi”, il duo milanese ha pubblicato il suo nuovo disco

È pieno di vissuto, di cose, d’oggetti e di vividi mai languidi ricordi, di plastica e di vento, di freddo e di notte, di buio e di lavoro, è pieno d’autobiografia e di racconto, e tutto senza inutile retorica, il nuovo disco dei Coma_Cose, singolare duo milanese che ha recentemente raggiunto il grande pubblico grazie alla partecipazione al 71° Festival di Sanremo. Nostralgia, con vanesio e però ben centrato neologismo, è il titolo di questo viaggio in musica che, tra sperimentalismi e pop, si articola in sei tracce, indipendenti ma tutte legate, per temperature e atmosfere, a far toccare all’ascoltatore momenti ed esperienze di vita, di vita concreta. Toccare, sì, e concreta, sì, ché il gran pregio di questo lavoro sta tutto nella capacità, tanto nei suoni quanto nei testi, tanto nelle voci quanto nei ritmi, di rendere visivo e tangibile ogni accenno, ogni riferimento a una realtà che altrove saprebbe di vago, di retorico. 

Merito, questo, di quel filo diretto tra esperienza e interpretazione, vita e creazione artistica che caratterizza ogni brano: dalle psichedelie di Mille tempeste alla tremendamente attuale sensazione d’apocalittica inedia di Discoteche abbandonate, passando per le più aperte melodie de La canzone dei lupi e per il peculiare romanticismo di Novantasei, fino all’acida e commovente Zombie al Carrefour, i Coma_Cose convincono per autenticità di scrittura e d’interpretazione, inflessibili nel non voler cantare altro da sé, dalla propria esperienza. Che sia davvero così, importa poco, in realtà, ché in questo eterno meta- che è l’espressione artistica ciò che conta è il risultato, la testimonianza finale che l’ascoltatore si trova di fronte. 

Testimonianza, ecco: forse è questo il termine più giusto per dire di Nostralgia – una testimonianza viva e autentica, onesta e senza orpelli che non siano a loro volta urgenza necessaria (prova ne sia la coda fantasma del disco, un non-brano che frantuma ogni distinzione tra realtà e finzione, invenzione ed esperienza), di una realtà tutt’altro che piacevole (la si ascolti, anzi: la si veda in Zombie al Carrefour), una testimonianza che non pretende di farsi né unica né universale, che non pretende, forse, nemmeno di piacere: una testimonianza che vuole solo, sanamente, al di là d’ogni velleitaria aspirazione d’originalità o di conquista, essere se stessa. 

NOSTRALGIA (Asian Fake/Sony Music)
1.Mille tempeste
2.La canzone dei lupi
3.Discoteche abbandonate
4.Fiamme negli occhi
5.Novantasei
6.Zombie al Carrefour
7.Outro