Partiamo così, dalla foto e dal video della canzone dei due vincitori del Festival di Sanremo 2022, ovvero Mahmood e Blanco con la loro Brividi. Il primo, già vincitore del Festival nel 2019, l’altro, esordiente, classe 2003. I due vincono stravincono e si guadagnano il posto di rappresentanti italiani nell’ Eurovision Song Contest a Torino.

Un’accoppiata che già nei giorni precedenti alla kermesse era data per assoluta favorita alla vittoria finale, nonostante il cast di quest’anno fosse altamente competitivo con grandi ritorni ed anche grandi nomi per i più giovani.

Ma, oltre alla canzone vincitrice, cosa ci ha lasciato questo Festival?

Possiamo partire ovviamente dai vincitori già citati, che oltre alla vittoria finale stanno praticamente volando sia su Spotify che su Youtube che nelle radio, primi in qualsiasi classifica, ed all’uscita nelle piattaforme digitali del loro singolo si sono portati subito in testa praticamente ovunque.

Oltre loro, da citare La Rappresentante di Lista con Ciao Ciao, canzone altamente radiofonica soprattutto per il ritornello, che è salita sin da subito in cima alle classifiche ed è in rotazione nelle radio.

Stessa sorte anche per Sangiovanni, Irama e Rkomi, molto apprezzati dai giovani, molto passati anche loro in radio e in cima alle classifiche digitali, con i primi due arrivati rispettivamente quinto e quarto con qualche rammarico per Irama nella classifica finale. Per Rkomi la situazione in chiave classifica è diversa, dato che si trova nella zona medio bassa, anche se comunque è stato un ottimo modo per far raggiungere la sua musica ad un numero più alto di persone, ed i risultati in ottica streaming si vedono eccome.

A calcare quest’anno il palco dell’Ariston, anche grandi ritorni come precedentemente accennato, come Elisa dopo 21 anni dalla sua vittoria. che si ripresenta con O forse sei tu con cui si aggiudica la seconda piazza.

Oppure come non citare il grande Gianni Morandi, terzo classificato con tanto di standing ovation da parte dei presenti a teatro, ed anche per lui grande successo radiofonico con Apri tutte le porte, canzone scritta da Jovanotti. Da citare assolutamente la loro grande esibizione vincitrice della serata cover, con un medley composto da Occhi di ragazza, Un mondo d’amore, Ragazzo fortunato e Penso positivo.

 

Infine parlando di grandi ritorni, come dimenticare Massimo Ranieri, di ritorno all’Ariston dopo 25 anni con la sua Lettera di là del mare, canzone che colpisce fin da subito per la sua profondità, trattando di un tema universale, l’emigrazione. Canzone che lo porta a vincere il tanto ambito premio della critica “Mia Martini”, insomma anche per lui, un ritorno niente male.

Molto interessante anche la canzone presentata dall’ormai dopo questa edizione diventato iconico duo Ditonellapiaga-Rettore, che con la loro Chimica hanno fatto ballare il teatro ed i telespettatori con il loro inno all’amore universale ed alla parità di genere, anche questa canzone probabilmente sarà in rotazione nelle nostre case per molto, molto tempo. Altra perla fra le canzoni in gara è Sei tu di Fabrizio Moro, il cantautore romano torna dopo la vittoria con Ermal Meta nel 2018 con Non mi avete fatto niente, e ci regala un’altra perla che gli permette di vincere il premio al miglior testo, anche se in classifica non va oltre il dodicesimo posto.

Altro elemento da non perdere è ovviamente Achille Lauro, l’eccentrico artista, come al solito ha dato spazio ai suoi “show” ormai ricorrenti dal 2019 a Sanremo, anche se rispetto alle scorse edizioni ha messo molto più al centro la sua canzone rispetto a fattori esterni, anche se nella prima serata si è reso protagonista di una grande polemica, con molte critiche dirette verso di lui da parte della Chiesa, dato che si è “auto-battezzato”  ed è stato etichettato come blasfemo. Va detto che la sua Domenica è molto simile alla sua Me ne frego del 2020 che a sua volta lo era della sua Rolls Royce del 2019, ma nonostante tutto la canzone funziona, e si può denotare dal successo che ha avuto ed ha su Spotify ed in radio. Un’altra canzone diventata subito virale, è stata Dove si balla, di Dargen D’Amico, con un ritornello fortissimo, anche questa canzone, si appresta ad essere presente nelle nostre vite per ancora molto tempo che sia nelle radio oppure nelle nostre playlist.

Non sono mancate nonostante tutto anche le delusioni, anche se c’è da dire che dopo un cospicuo numero di ascolti tutte le canzoni alla fine sono di buon livello e da canticchiare. E’ il caso di citare per esempio Giusy Ferreri, che in tutte le sue partecipazioni al Festival si è sempre classificata in alto, invece stavolta si è dovuta accontentare di una bassa posizione, anche se andando ad ascoltare la melodia della sua canzone, la ritroveremo sicuramente come una delle colonne sonore di questa estate. Più leggerezza invece per Tananai che, piazzandosi ultimo, non tanto per la canzone dato che il ritornello è molto forte, quanto per la sua imperfezione vocale che purtroppo non gli ha fatto ottenere molti consensi, ma ha preso questa grande esperienza con leggerezza rendendosi protagonista anche di una forsennata esultanza nei social. Discorso diverso per Giovanni Truppi, che porta una canzone d’amore molto bella, Tuo padre, mia madre, Lucia, però in alcuni momenti è sembrato un po’ fuori contesto sul palco dell’Ariston, forse perché magari abituato ad altri contesti e palcoscenici, esperienza comunque utilissima come per Rkomi per ottenere visibilità maggiore a livello nazionale.

Storia particolarmente bella quella di Matteo Romano, il cantante di Virale, in gara al festival dopo essersi classificato nelle prime tre posizioni di Sanremo Giovani insieme a Tananai e Yuman, arriva quasi a posizionarsi tra i primi dieci, con una canzone bella ed orecchiabile, e pensare che fino ad un anno fa pubblicava le sue cover su TikTok. Ma oltre alle canzoni, questo è stato anche il festival in cui c’è stato un livello maggiore rispetto agli altri anni di influenza da parte dei social network, ed è impossibile non citare sotto questo punto di vista il FantaSanremo, entrato aggressivamente nei cellulari dei più appassionati, nel quale si puntava su 5 artisti ed in base alle loro azioni sul palco si guadagnavano o perdevano punti. Se già il festival era uno dei momenti più attesi nella cultura italiana, questo fenomeno mediatico ha spinto ancor di più Sanremo nelle nostre case, indirizzandolo anche ad un pubblico più giovane che magari poteva risultare più disinteressato.

In fin dei conti questo Amadeus-Ter nonostante lo scetticismo generale iniziale per la mancanza di Fiorello e per la possibile monotonia dello spettacolo, a livello mediatico invece, si è rivelato un grande successo, sia in termini di share ed anche di qualità dello spettacolo, dato che abbiamo potuto seguire nelle cinque serate del festival della buona musica ed un buon livello di show anche con i vari ospiti. Inoltre si spera soprattutto che dopo il 100% di capienza del teatro, sia un dato di buon auspicio per ricominciare quanto prima a suonare live, dato che ne siamo privati da troppo tempo.

 

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Simone Giacchetti

Amo comunicare, con due grandi passioni: musica e scrittura. Credo che esista un connubio tra le due. Lavoro per rinnovarlo, ogni giorno.
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