Il romanzo di Marta Orriols edito da Ponte alle Grazie narra la storia di una coppia davanti a una gravidanza indesiderata 

Diceva qualcuno che la vita merita di essere vissuta perché è una continua sorpresa. Verissimo, un’esistenza piatta e senza novità annoierebbe chiunque. In realtà l’imprevedibilità di eventi e situazioni rischia di stravolgere equilibri altrimenti considerati stabilissimi. Ne sanno qualcosa Dani e Marta, che incarnano i perfetti innamorati vivendo una relazione basata su un’assoluta complicità, in una Barcellona languida e fugace che li osserva compiaciuta e forse un tantino invidiosa della loro totale intesa. Condividono un cane, Rufus, splendido esemplare di labrador dal pelo dorato, e poi poche cose, tra cui un appartamento e un minuscolo tatuaggio, una stellina nascosta dietro il lobo dell’orecchio, una traccia insignificante di iconografia infantile che ricorderà per sempre alla loro pelle la giovinezza della propria anima. Una storia come tante, costruita su un universo orientato alla felicità. Ma precario, se è vero che basta un evento, l’inattesa gravidanza di Marta, a far precipitare tutto, a scompaginare le priorità, a mettere in discussione il loro legame.

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Dolce introduzione al caos, di Marta Orriols, edito da Ponte alle Grazie, è un romanzo crudo e realistico che attraversa le fasi di un rapporto tra due persone mature che si scoprono abitate da un egoismo che evidentemente covava nascosto in loro. Un figlio stravolge l’esistenza, scombina i piani, costringe a ricalcolare priorità, minimizza in modo forse irreversibile le ambizioni professionali. E pone l’un contro l’altro chi, per uno strano scherzo del destino, diventa artefice della propria infelicità. Una contraddizione in essere, se si pensa che la generazione di una creatura dovrebbe essere essa stessa elemento cardine della propria onnipotenza, con la creatura che assurge al ruolo di creatore e sfida la mortalità del proprio umano destino. Attraverso dialoghi visivi e quasi cinematografici, Orriols ha il merito di portare il lettore al centro della scena, a interrogarsi come se fosse coinvolto in prima persona. Il dramma di Dani e Marta è il dramma di ogni coppia che si pone davanti a una decisione più grande di essa. Una tensione che trascende il senso di responsabilità, l’etica, il rispetto per ogni forma di vita. Dani e Marta diventano così  inevitabilmente responsabili della miseria del mondo, attraverso un gioco psicologico che li consuma lentamente, e che li cambierà per sempre. Il romanzo si dipana come una trama ingarbugliata che non conosce linearità. Ogni pagina diventa quella di una sceneggiatura, e Orriols, scrittrice spagnola qui alla sua seconda prova narrativa, riesce a catturare l’attenzione del lettore proprio come se fosse in sala davanti a uno schermo. “Una diventa madre quando è pronta per esserlo, e io non lo sono”: la frase di Marta è lapidaria e inequivocabile, una nuvola di sofferenza finora sconosciuta condita con assoluto cinismo. Dal canto suo, Dani immagina e desidera di diventare padre, ma pensa anche alle conseguenze che tutto ciò potrebbe portare al loro rapporto, compresa quella di dover rimpiangere la scelta di una decisione che gli è piombata addosso in modo così inatteso.

Dolce introduzione al caos, tradotto in italiano da Stefania Maria Ciminelli, regala emozioni contrastanti. Non sveliamo fino in fondo la storia, ma garantiamo che leggendola investirà la coscienza di chiunque, al di là di ogni retorica convinzione.

Marta Orriols, DOLCE INTRODUZIONE AL CAOS, 256 pagine, Ponte alle Grazie, 2022.

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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