In un volume pubblicato da Jonia Editrice, l’attivista calabrese traccia le tracce salienti di un percorso di emancipazione democratica che ha visto le donne protagoniste della storia italiana

Nel cammino democratico che ha portato l’Italia ad essere un paese moderno e pluralista, c’è stata una rivoluzione che forse più di ogni altra merita considerazione e spazio. Ci riferiamo a quella femminile, silenziosa, costante, viva, che sicuramente non ha ancora visto la sua conclusione se è vero che, al giorno d’oggi, le donne, pur essendo a pieno titolo parte integrante e componente essenziale della società, oltre ad essere oltraggiate da episodi di cronaca che mettono in luce la violenza di genere, sono ancora discriminate sul lavoro e in alcune attività fondamentali per la storia democratica di ogni comunità. Basti pensare alla necessità delle quote rosa per garantire diritti di rappresentanza che avrebbero dovuto ritenersi ovvi ed evidenti, e al clamore suscitato in occasione della recente consultazione per l’elezione del Presidente della Repubblica, che ha portato alla riconferma di Sergio Mattarella dopo giornate caratterizzate dall’impasse e dall’indeterminazione, ma parimenti segnate da esternazioni quasi cabarettistiche da parte di chi evidentemente, giocando la carta del “presidente donna” pensava di offrire un punto di vista originale indipendentemente dal contenuto di chi fosse il nome della diretta interessata. Invece negli anni le donne impegnate in politica hanno dimostrato maturità e determinazione, rappresentando egregiamente la collettività con azioni che le hanno rese meritorie indipendentemente da ogni forma di discriminazione sessista e sessuofoba. E ciò sin dagli anni in cui le associazioni femminili si sono impegnate su tutto il territorio per chiedere la legittimazione del diritto di voto. Un diritto, appunto, che per alcuni doveva sembrare una concessione quasi feudale, se è vero che è giunto dopo tanti anni e numerose battaglie contro veti a volte assurdi e preconcetti. Un contributo molto interessante all’argomento è fornito da Nella Matta con il libro In cammino verso i diritti, che racconta le tappe salienti delle leggi che hanno cambiato la vita delle donne per creare condizioni di uguaglianza e parità. Il volume, edito da Jonia Editrice e promosso dalla sede di Cosenza dell’AiParCAssociazione Italiana Parchi Culturali, traccia le tappe più importanti di un percorso di emancipazione intriso di fatiche e ostacoli, evidenziando gli episodi più tristi, caratterizzati dalle proposte di legge respinte in modo inconcepibile, e ovviamente anche e soprattutto quelli più felici, che portarono al suffragio universale conquistato nel 1946 dopo anni di attivismo e mobilitazioni.

L’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1948 era composta da 556 membri costituenti. Tra essi, vennero scelti 75 membri per la commissione incaricata di redigere il progetto di Costituzione repubblicana. Nella Commissione vi erano 21 donne (appena il 28%) e furono definite “Madri costituenti”: Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minelli Molinari, Rita Montagnana, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Il volume di Nella Matta le ricorda con dovizia di particolari, offrendo un sapiente ausilio cronologico e storiografico insieme, in quanto oltre a riportarne la biografia elenca le leggi che, in applicazione del dettato costituzionale, hanno dato alle donne completa parità, contribuendo a tracciare il solco dell’impianto democratico che, ancora oggi caratterizza la vita sociale del nostro paese. Di particolare rilievo le testimonianze delle costituenti, che l’autrice riporta con generosità e fervore. Tra esse, quelle di Filomena Delli Castelli, abruzzese, eletta tra le fila della DC, secondo la quale “le organizzazioni cattoliche e la politica sono state una forma di emancipazione femminile”, e di Teresa Mattei, costituente del PCI, che ricorda le esperienze nella Resistenza e poi le battaglie parlamentari sostenute anche davanti ai commenti sprezzanti dei deputati più anziani: “Le donne? E durante i giorni del ciclo mensile, come potrebbero giudicare con serenità?”. Nel volume le fanno eco le colleghe costituenti Miriam Mafai, che spezza invece una lancia a favore dei compagni che a suo dire l’hanno sempre incoraggiata, e Anna Rossi Doria, che a proposito del voto conquistato per le donne ricorda come quel voto segreto significasse anche “potersi finalmente sottrarre al controllo e alla subordinazione anche degli uomini di famiglia”.

Le Madri Costituenti in una illustrazione d’epoca (Feltrinelli)

Tra le figure ricordate, anche quelle di Giustina Gencarelli e Maria Mariotti, candidate calabresi alla Costituente, anime di due visioni diverse, laica e cristiana, ma entrambe fondamentali per la costruzione della nascente democrazia. La Gencarelli, originaria di Crotone e nata in una famiglia borghese di buona cultura e progressista, abbracciò inizialmente l’ideologia comunista e fece comizi in diversi centri calabresi, per poi abbandonare il PCI e proseguire la sua attività politica nel PSI di Pietro Nenni e Francesco De Martino, che supportò durante la loro partecipazione all’attività di governo. La Mariotti, nata a Reggio Calabria, fu presidente della FUCI della Diocesi di Milano e presidente diocesana della Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica, tra le prime a raccogliere l’invito della Chiesa all’impegno politico, candidandosi alla Costituente e poi proseguendo il suo impegno politico come assessore al Comune di Reggio Calabria. Il volume evidenzia quanto la loro visione e il loro agire politico fossero premonitori di quella operazione di giustizia sociale che in futuro, rompendo il fronte dei privilegi, si sarebbe realizzata con la collaborazione tra conservatori e progressisti.

Nella Matta, insegnante e impegnata da anni nell’associazionismo femminile, religioso e culturale, sia in ambito locale che nazionale (si ricordano i suoi incarichi dirigenziali nel Movimento Femminile della Democrazia Cristiana), ha all’attivo numerosi contributi sul ruolo delle donne nella conquista dei diritti e nel riequilibrio di genere della toponomastica della città di Cosenza. In cammino verso i diritti è un volume interessante e necessario, per consegnare il giusto merito a figure fondamentali per il percorso democratico del nostro paese e offrire ai lettori più giovani un modello di riferimento in una realtà in cui è facile purtroppo disorientarsi.

Nella Matta, In cammino verso i diritti – Le Madri Costituenti, Jonia Editrice, 184 pagine, 2022.

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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