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Tredici racconti brevi, intervallati dalle illustrazioni di Clara Garesio, ci portano in luoghi reali o immaginari, dove protagonista è sempre l’altra metà del cielo

Nomi di donna“, terzo libro di Gianluca Pirozzi pubblicato da L’Erudita di Giulio Perrone, è composto da tredici racconti brevi e intervallato da illustrazioni della madre Clara Garesio. Illustrazioni e anche dediche al femminile, come tutta l’attenzione rivolta al mondo delle donne protagoniste di questi racconti brevi ma costruiti secondo un significato preciso. Il significato è la base di ciascuno di essi e prende spunto da ogni singolo nome, a sua volta non scelto a caso bensì legato al rispettivo destino della donna protagonista. Significato che l’ultimo racconto, “Giovanna”, saprà far emergere con lo stesso stile mantenuto fin dall’inizio.

Tutte le età sono presenti e narrate, colte in un preciso momento della vita oppure con una panoramica completa fino alla vecchiaia e oltre. Tutte le storie hanno un narratore in terza persona, tranne un paio in cui l’io narrante è il protagonista maschile, ma in realtà la vera protagonista resta sempre la figura femminile. Tutti i racconti si svolgono con una narrazione al presente, anche quando si attinge al passato come nel caso di “Clara”, che ricalca in un certo qual modo la biografia della ceramista e decoratrice Clara Garesio.

Siccome la tematica femminile è universale, i luoghi nei quali le donne di questo libro si muovono non sono solo italiani ma anche europei e ancora più lontani: Edda a Ginevra, Nadia a Parigi, Louise in India. E gli ambienti nei quali vengono osservate e narrate non sono solo domestici, perché vanno dai paesaggi dell’Argentario alle Nazioni Unite, da hotel parigini a strade cittadine tipicamente italiane. Si indaga nella psicologia e nelle ragioni delle azioni, si cerca nel passato se ancora si riflette nel presente e a volte si scopre che il nome di donna non sempre ne è corrispondente, ma addirittura contrastante come nel caso di “Bianca”.

noteverticali.it_gianluca_pirozziE ancora, si creano metafore per esprimere lo stato d’animo di altre protagoniste, come nel caso della tigre in “Monica”. A volte frammenti di vite o di situazioni, a volte donne narrate seguendo l’intero ciclo della loro esistenza o cogliendone quello conclusivo. A volte con lo sfondo di atmosfere marine, quasi lunari, come in “Stella”. Altre volte ancora prendendo spunto da tematiche attuali cui si presta “Fabiana” per arrivare, verso gli ultimi racconti, a creare degli intrecci con i precedenti.

Tutto è scritto con un linguaggio che da subito si presenta raffinato senza essere ricercato, ma in grado di dare vita in modo spesso poetico ai ritratti delle donne e degli ambienti che le ospitano. E in modo realistico agli scenari di vicende femminili più complesse e sofferte.

Gianluca Pirozzi, “Nomi di donna”, L’Erudita di Giulio Perrone, 172 pagine, 2016.

 

Di Tiziana Cappellini

Ha scelto di approfondire le materie che ama da sempre conseguendo una laurea in Lettere Moderne. Che in terra brianzola è di per sé una sfida. Ma specializzandosi in Storia del Teatro Inglese e Cinema è quasi incoscienza. Tuttavia, unendo lavoro pratico a collaborazioni artistiche, da anni si occupa di recensioni culturali e anche di editoria.