Andrea Segrè, nel suo saggio “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro”, edito da Treccani, affronta il tema dello spreco alimentare non solo come un problema di consumo, ma come un riflesso di un modello economico e culturale malato. Con una prefazione di Massimo Montanari e una postfazione di Davide Rondoni, il libro si propone di indagare il nostro rapporto con il cibo, sottolineando come le scelte alimentari siano intrinsecamente legate a questioni di sostenibilità, giustizia e politiche pubbliche.
Segrè, agroeconomista di fama, presenta oltre 25 anni di ricerca e innovazione sociale, utilizzando dati, progetti e storie per delineare un quadro complesso dello spreco alimentare. Secondo l’autore, “spreco” non si limita a ciò che finisce nella pattumiera, ma include anche la mancanza di rispetto verso il cibo e il suo valore intrinseco. Le parole chiave del suo discorso sono “cibo”, “spreco”, “perdita”, “eccedenza” e “rifiuto”, ognuna delle quali contribuisce a chiarire la necessità di un cambiamento culturale e pratico.
Il saggio evidenzia come il cibo debba essere considerato un valore in sé, poiché rappresenta la vita, mentre lo spreco è visto come un disvalore che nega questa vita. Segrè propone un approccio che mira a trasformare la consapevolezza in azione quotidiana, suggerendo che la tecnologia può essere un alleato nella misurazione e nella riduzione dello spreco. La sfida è quella di avviare una trasformazione culturale, produttiva ed economica, necessaria per affrontare le disuguaglianze alimentari globali.
Il libro sottolinea che, nonostante la produzione di cibo sia sufficiente a sfamare una popolazione molto più grande di quella attuale, gli squilibri persistono. Da un lato, ci sono persone che soffrono la fame, dall’altro, c’è chi spreca cibo o affronta le conseguenze di un’alimentazione scorretta. Segrè invita a riflettere su come le nostre abitudini alimentari, dalla scelta degli ingredienti alla preparazione dei pasti, possano contribuire a un cambiamento positivo.
In un contesto in cui il cibo è sempre più spettacolarizzato, Segrè propone un ritorno a una cucina che nutre non solo il corpo, ma anche le relazioni sociali, richiamando l’essenzialità della dieta mediterranea. La transizione verso un sistema alimentare più giusto e sostenibile deve partire dalle comunità locali, dai mercati e dalle mense scolastiche, dove il contrasto allo spreco può diventare una pratica quotidiana.
In conclusione, “Contro lo spreco” non è solo un invito a riflettere sul nostro rapporto con il cibo, ma anche un appello a garantire il diritto al cibo per tutti, promuovendo un futuro più equo per le persone, il pianeta e la civiltà.
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