È partita la campagna “Dire grazie a Lea”, un’iniziativa che ha già raccolto oltre tremila firme per sostenere l’assegnazione del vitalizio Bacchelli a Lea Melandri, figura di spicco del femminismo italiano. La proposta, sostenuta da personalità come Luigi Manconi, mira a riconoscere pubblicamente il contributo di Melandri alla cultura e alla politica italiana, in particolare per il suo impegno nel campo del pensiero femminista.

La Legge Bacchelli prevede un contributo economico a vita per coloro che si sono distinti per meriti eccezionali e che si trovano in stato di particolare necessità. Manconi sottolinea che l’assegnazione di questo vitalizio non è solo un gesto simbolico, ma un atto necessario per supportare Melandri, che attualmente vive a Milano e si trova in difficoltà economiche, rischiando di non avere i mezzi per curarsi.

Lea Melandri, nata a Fusignano il 4 marzo 1941, ha dedicato la sua vita al movimento femminista e alla giustizia sociale. I suoi scritti, tra cui Come nasce il sogno d’amore, sono considerati manifesti del femminismo italiano e hanno avuto un impatto significativo nel dibattito sull’oppressione di genere. Le riviste da lei fondate, come L’erba voglio e Lapis, hanno rappresentato momenti cruciali nella riflessione femminile e nella pratica educativa antiautoritaria.

La campagna “Dire grazie a Lea” non solo intende riconoscere il valore del suo lavoro, ma anche garantire un supporto concreto a una donna che ha speso la sua vita per cause giuste. I promotori della petizione affermano che il vitalizio sarebbe un dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica nei confronti di un’opera che oggi è patrimonio della cultura italiana.

Lea Melandri ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel corso della sua carriera, tra cui l’Ambrogino d’oro nel 2012. La sua vita e il suo lavoro continuano a ispirare generazioni di attivisti e studiosi, rendendo la sua figura centrale nel panorama culturale italiano contemporaneo.