Una ninnananna disillusa e scura, che parla di autodistruzione, perdita e sofferenza. E’ quanto si respira in Formica, la nuova canzone di Angelina Mango, cantautrice d’origine lucana, figlia d’arte (papà il compianto Pino Mango, mamma l’ex Matia Bazar Laura Valente). Un brano intenso e delicato, che porta l’ascoltatore in un’atmosfera da nenia urbana in cui ogni ricordo è affrontato con dolore ma anche con minuzia di sentimento, in una voragine di suoni che si rispondono e intrecciano.

Il brano è accompagnato da un video, diretto da Fabio Cotichelli, che offre il giusto risalto alle parole scritte da Angelina, un testo di per sé evocativo e affollato da immagini, fotografie che raccontano una vita, a cui nulla poteva essere aggiunto se non il volto della cantautrice che le incarna. “Abbiamo cercato di lasciare spazio al testo, di esaltarlo e raccontarlo senza aggiungere altro, a volte senza cantarlo nemmeno”, commenta l’artista. “In un cantiere mi sciolgo i capelli e mi muovo tra passato e futuro. Non so come muovermi bene nel presente, ma tutto quello che posso fare è alzarmi dalla sedia e uscire”.

Il brano è stato prodotto da Enrico Brun, Logos.Lux, dNoise e dalla stessa Angelina Mango. L’artista, che nel 2020 ha pubblicato l’EP Monolocale, nell’estate del 2021 ha aperto il tour Parola di Giovanni Caccamo e Michele Placido e ha firmato il suo primo contratto discografico con Sony Music. E’ prodotta da Enrico Brun con il supporto creativo di Tiziano Ferro.

FORMICA (Angelina Mango) – Testo

Quando son nata nevicava pure se era aprile
E mi hanno dato un nome da nonna seduta in cortile
Forse era già scritto che sarei cresciuta in fretta
E che al momento di sbagliare sarei stata già vecchia
Così nella casa del mulino bianco
Io selvatica come il capo del branco
Ho sbranato a sangue freddo le emozioni più forti, prima del tempo
Prima che potessero opporsi, prima del tempo
Principessa di un castello caduto in rovina
Ho già l’anima salda di una regina, di una regina
E Milano mi accoglie senza troppe domande
Mi impone solamente l’ansia sociale

Io vengo da lontano direttamente dall’altra vita
Sparata, freccia di una corda tesa
Sdraiata, il mio corpo non fa fatica
E la mia mente è sempre forte come una formica
Come una formica, come una formica, hey

Dovevi fare un pezzo piano e voce
Adesso non capisco più chi sei
Dovevi farti il segno della croce
Prima di correre così veloce
Non puoi buttarti nel vuoto parlando di te

Avevo bisogno di raccontare la mia storia
La canterò in rima come un giullare di corte
Mi tolgo la corona e indosso scarpe a punta
Guarda l’orfana reale, si è annoiata a morte

Nina Nina Nina Nina Nina
Poi a volte sono un po’ bambina
Nina Nina Nina Nina
Ninnananna ninna oh, questa bimba a chi la do
La do a chi vuole saperne di più
Chi non si ferma sulla soglia di casa
Io guardo in faccia chi lo guarda in faccia il dolore
Io guardo in faccia chi capisce l’intenzione
Non vengo dalla strada, ma di un marciapiede
So dirti il sapore, l’odore, il colore
L’amore dei ragazzi che limonano sotto il lampione
So dirti a che punto entra in gioco l’autodistruzione
So dirti dove andrò se non funziona sta canzone
So dirti com’è un corpo che muore
So dirti tutto quello che vuoi, ma non so com’è senza amore

Dovevi fare un pezzo piano e voce
Adesso non capisco più chi sei

Dovevi fare un pezzo piano e voce
Adesso non capisco più chi sei
Dovevi farti il segno della croce
Prima di correre così veloce
Non puoi buttarti nel vuoto parlando di te

Un giullare di corte, orfana reale
Un giullare di corte, orfana reale

Io vengo da lontano, direttamente dall’altra vita
Sparata, freccia di una corda tesa
Sdraiata, il mio corpo non fa fatica
E la mia mente è sempre forte come una formica
Come una formica, come una formica.

 

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