Un 2020 da ricordare per l’assegnazione dei premi Oscar, il massimo riconoscimento mondiale per la settima arte ha rivoluzionato la tendenza degli ultimi anni. Vince tutti i premi più importanti il film più perfetto in gara, Pararsite. La commedia noir, che sconfina nel giallo, di Bon Joon Ho fa incetta delle statuette più importanti portando a casa il miglior film, la miglior regia, il miglior film straniero e la miglior sceneggiatura. Si è parlato di una sfida dell’Academy ai colossi “on demand” come Netflix, ma la realtà è che il film Coreano è il migliore di tutti. Non era certo facile vedersela  con registi del calibro di Quentin Tarantino o Martin Scorsese che nelle loro produzioni potevano contare su una batteria di volti noti al grande pubblico quali Robert De Niro e Leonardo Di Caprio eppure, per quest’edizione della cerimonia, il valore di Parasite supera di gran lunga qualsiasi altro concorrente.

The Irish Man e C’era una volta a Hollywood rimangono ottimi film, Parasite è qualcosa che al cinema non si vedeva da trent’anni, una storia semplice in grado di arrivare direttamente allo spettatore attraverso una serie di scelte narrative che funzionano come i meccanismi di un orologio. Bon Joon Ho ha dimostrato di essere un profondo conoscitore del cinema e allo stesso tempo un innovatore straordinario scrivendo una storia ( sua anche la sceneggiatura premiata) che è esaltata da dialoghi straordinariamente scorretti e per questo assolutamente poco contemporanei. Pescando nelle tradizioni della sua terra e nelle sue apparenze il film utilizza registri di genere differenti sconvolgendo qualsiasi spettatore fino ai titoli di coda. Un film non in lingua inglese sul podio più alto degli oscar non si era mai visto, battendo i migliori registi al mondo e con i pareri pressoché unanimi degli addetti ai lavori.

Nelle altre categorie troviamo l’annunciatissimo e meritatissimo miglior attore a Joaquin Phoenix per la sua interpretazione del Jocker nel film di Todd Philips, grande favorito delle vigilia e già vincitore a Venezia mentre il film coreano aveva trionfato a Cannes vincendo la palma d’oro. Rene Zwellweger è la migliore attrice protagonista per la sua straordinaria performance nel film Judy che racconta gli ultimi giorni di vita della regina Judy Garland. Nella categoria migliore attore non protagonista la statuetta va a Brad Pitt per il suo Cliff Booth in C’era una volta a Hollywood, il personaggio dello stuntman  stile Fonzie ideato da Tarantino ha valso la vittoria per l’ex marito di Angelina Jolie che si è detto molto onorato e ha ringraziato il suo compagno di scena Leonardo Di Caprio per il profondo aiuto durante la lavorazione. Laura Dern vince nella categoria femminile grazie al suo ruolo in Storia di un matrimonio, la Dern ha dedicato al grande Bruce Dern (suo padre) il suo trionfo. Attrice versatile e di profonda sensibilità Laura è apparsa molto emozionata durante il discorso d’accettazione sul palco. Sorpresa interessante è stata  la vittoria nella categoria miglior sceneggiatura non originale di Jojo Rabbit. Takita Watiti, regista e autore della sceneggiatura, ha voluto dedicare il premio ai bambini che riescono ancora a sognare. Rimangono a bocca asciutta Martin Scorsese e tutto il cast di Irishman che , pur essendo un lavoro straordinario non ha convinto i membri dell’ Accademy, questo non sminuisce minimamente il lavoro di un regista e di un cast straordinario composto da attori del calibro di Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci. Capita una volta ogni trent’anni di avere a che fare con un film come Parasite e, purtroppo per gli altri, la volta è stata questa.

Elenco dei premi nelle principali categorie

Miglior Film: Parasite

Miglior Attore: Joaquin Phoenix – “Joker”

Miglior Attrice: Renèe Zellweger – “Judy”

Miglior Attore Non Protagonista: Brad Pitt – “C’Era una Volta a… Hollywood”

 Miglior Attrice Non Protagonista: Laura Dern – “Marriage Story”

Miglior Regista: Bong Joon Ho – “Parasite”

Miglior Film D’animazione: “Toy Story 4” – Josh Cooley

Miglior Sceneggiatura Non Originale: “Jojo Rabbit” – Taika Waititi