Giunta alla 37ma edizione, la manifestazione reggina regala ogni anno emozioni e qualità. Ne abbiamo parlato con il direttore artistico Lillo Chilà e con Luciano Pensabene, direttore artistico della rassegna cinematografica ‘Verso Sud’, nata dalle costole di Catonateatro  

Fare cultura è un mestiere difficile. Farlo a certe latitudini lo è ancora di più. Nello scenario variegato delle iniziative culturali che animano la Calabria, Catonateatro si distingue non soltanto per longevità. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua trentasettesima edizione, offre infatti da sempre spettacoli che cercano di unire la qualità della proposta ai gusti del pubblico, con risultati più che apprezzabili. Motore dell’evento è da sempre la cooperativa Polis Cultura, fondata da Ettore Pensabene, poeta e drammaturgo reggino recentemente scomparso, e da Lillo Chilà, attuale direttore artistico della manifestazione. Sede l’Arena Alberto Neri, che può offrire una capienza di circa 1200 posti.
La stagione 2022, iniziata il 30 luglio con lo spettacolo La Lupa, tratto dalla omonima drammaturgia di Giovanni Verga, che vede nelle vesti di regista e interprete principale Donatella Finocchiaro, offre un cartellone di tutto rispetto. Abbiamo incontrato Lillo Chilà, direttore artistico di Catonateatro, e Luciano Pensabene, direttore artistico della rassegna cinematografica ‘Verso Sud‘, nata dalle costole di Catonateatro.

Catonateatro è da 37 anni un riferimento importante nel calendario degli eventi culturali dell’estate, non solo in Calabria. Quella di quest’anno poi è un’edizione particolare, che arriva in un momento storico in cui la pandemia, seppur ancora in corso, sembra non spaventare, tanto da invogliare la gente a riaffrontare la socialità perduta. Quali sono gli stimoli che un’organizzazione come la vostra trova nel formulare una nuova proposta culturale per un pubblico sempre più esigente?  
Lillo Chilà: Sin dall’inizio della sua storia, Catonateatro ha mantenuto una relazione molto stretta col suo territorio (a partire dal nome dell’evento), la periferia nord del Comune di Reggio Calabria. La lenta e faticosa costruzione di un pubblico a cui sottoporre nel tempo un cartellone coerente e all’altezza della sua mission, ha portato la cooperativa Polis Cultura a mantenere degli standard qualitativi sotto i quali non è stato possibile più scendere. Questo modo di operare negli anni è cresciuto parallelamente all’idea di creare una struttura tecnica sempre più importante, sino ad arrivare all’odierna Arena Alberto Neri, tra gli anfiteatri più apprezzati del Sud Italia. Qui infatti decidono di fare i loro spettacoli compagnie e produzioni che hanno un impianto, un allestimento a volte talmente complesso che in altri siti dei loro tour estivi riescono a montare solo in forma ridotta. I rapporti con le maggiori agenzie di spettacolo in Italia e coi loro artisti e produttori, maturati anche grazie alla longevità in questo settore, fanno sì che già nel periodo invernale si riesca a chiudere il cartellone estivo con anteprime (quest’anno Drusilla Foer già in vendita da Marzo) e esclusive regionali. La proposta dunque trae spunto da questa forza interna, che la gente percepisce ogni qualvolta arriva nel nostro Teatro, sin dall’accoglienza, dall’ampio parcheggio, dai servizi di botteghino, dai servizi per disabili e, in questo triste periodo che si spera ci siamo lasciati alle spalle, dalla perfetta applicazione delle norme anti Covid, che ci ha visti resistere e non chiudere, come tanti altri privati in Italia, grazie alla formazione di questo pubblico e alla fiducia che hanno sempre dimostrato nei confronti del nostro lavoro. Abbiamo operato poi con il dimezzamento della platea e nei momenti più difficili non abbiamo avuto nessun caso di positività, in due anni di spettacoli. Forti di tutto questo, la proposta culturale non può che essere coerente con una attività che opera e, ripetiamo, resiste, da 37 anni, in un territorio difficile per tanti motivi e ancor più a livello teatrale.

In cartellone vediamo spettacoli che spaziano dalla drammaturgia classica, con “La lupa” di Verga, con Donatella Finocchiaro, e “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello, al musical, con “My fair lady”, “Grease” e “Carmen”. Ci sono poi alcune proposte inedite, come il live di Irene Grandi in una inedita veste bluies, “Ristrutturazione” di e con Sergio Rubini, e la briosa e attesissima Drusilla Foer, una delle rivelazioni di quest’anno. Tra le varie proposte ci sembra di cogliere un comune filo conduttore, ossia il bisogno di leggerezza. E’ così?
Lillo Chilà: Non dimentichiamo che, seppur in un contesto estivo, abbiamo sempre mantenuto una linea di programmazione che guardasse al meglio delle offerte messe in campo dalle produzioni e dalle compagnie in questa stagione che, come sanno in tanti, non è proprio ricca di proposte, anzi. Se d’inverno abbiamo una vasta scelta soprattutto nella sezione prosa, d’estate sono in tanti a riposare o a proporre serate di letture, anche con nomi altisonanti ma che non hanno mai incontrato il favore del nostro pubblico. La Polis tra l’altro opera anche al Teatro Cilea di Reggio Calabria con la Stagione “Le Maschere e i Volti”, intercettando il meglio della circuitazione invernale tra prosa e spettacoli musicali, quindi conosciamo bene l’argomento. Estate fa rima con leggerezza certo, ma autori come Pirandello, Gogol’, Verga, il concerto di Lina Sastri e quello di Irene Grandi che omaggia il grande blues, lo spettacolo di Sergio Rubini, i Musical My Fair Lady e il Grease de La Compagnia delle Rancia, l’Opera Carmen e altro hanno un respiro più ampio in termini proprio di eventi culturali. Poi chiaro c’è la voglia di evasione per una pandemia che ha influito negativamente sul nostro immaginario e le nostre vite in concreto, ma l’arte è il giusto nutrimento dell’anima, con la sua leggerezza e il suo impegno.

Accanto a Catonateatro si sviluppa una proposta culturale complementare, quella legata al cinema mediterraneo, con il festival “Verso Sud”, giunto quest’anno alla sua 13ma edizione. Quali sono le novità di quest’anno?
Luciano Pensabene: Parallelamente alla Stagione teatrale, da tredici edizioni si affianca il Festival del cinema mediterraneo Verso Sud. Nato da una bella intuizione del critico Nicola Petrolino, la rassegna ha il grande merito di focalizzare l’attenzione sul meglio della produzione cinematografica dell’anno in corso con ambientazione a Sud, sia d’Italia che del resto del mondo. Dopo la scomparsa del professor Petrolino, avvenuta tre anni fa, la guida è passata a me e il premio Verso Sud, già esistente, ha assunto la nuova dicitura di Premio Nicola Petrolino. All’inizio della sua istituzione il riconoscimento ha avuto il grande merito di premiare artisti che contestualmente erano presenti nel cartellone cinematografico, con film che li vedeva protagonisti e in quello teatrale, con loro spettacoli. Quindi quale miglior occasione? Così negli anni il Premio è andato a Gigi Proietti, Carlo Buccirosso, Ficarra e Picone, ma anche a registi quali Mimmo Calopresti, Fabio Mollo, Alessandro Grande e agli attori reggini Alessio Praticò, Marcello Fonte, Daniela Marra. Quest’anno la decisione della Polis Cultura è ricaduta sulla bravissima Donatella Finocchiaro, premio Duse e premio Flaiano per la migliore attrice italiana grazie alla sua intensa interpretazione ne Il filo di mezzogiorno di Mario Martone. La Finocchiaro ha aperto Catonateatro il 30 Luglio con l’omaggio a Verga nel centenario dalla morte con La Lupa di cui è anche regista, prodotto dallo Stabile di Catania a guida Luca De Fusco e per Verso Sud è stato proiettato il giorno prima, venerdì 29, Nonostante la nebbia del compianto Goran Paskaljevic con la stessa Finocchiaro e Giorgio Tirabassi.

Scorrendo il cartellone, vediamo diversi titoli che poi sono stati tra i film più apprezzati dell’annata cinematografica. Colpisce la voglia di riscatto che traspare da titoli come “A Chiara” e “Una femmina”, quella forza che partendo da condizioni avverse può invece ribaltare esiti già scontati. Il cinema e la cultura in genere possono agire in prima linea per il riscatto di una regione come la Calabria? Penso al messaggio per le nuove generazioni…
Luciano Pensabene: Si, questa edizione di Verso Sud vanta ben quattro produzioni made in Calabria, grazie anche alla recente gestione della Film Commission di Pino Citrigno. Giovani registi e produttori si affidano alla forza di adolescenti che si ribellano alla vita che gli è stata imposta e a un passato misterioso che riemerge portando in superficie scomode verità, si pensi a Una femmina di Francesco Costabile, L’afide e la formica di Mario Vitale, ma anche L’Arminuta di Giuseppe Bonito. Chiara, Alì, Ciro, Mohammed, Sofia, Fatima sono i nomi di giovani protagonisti in cerca di riscatto, cresciuti troppo in fretta in comunità difficili, con una società che dimostra poca attenzione verso i loro sogni e i loro bisogni (A Chiara di Jonas Carpignano). Tanta Calabria dunque in questa tredicesima edizione, con registi di talento, attori che si confermano (Max Mazzotta, Alessio Praticò, Annamaria De Luca) e giovani rivelazioni come Lina Siciliano, Cristina Parku e Swami Rotolo che vince come miglior attrice all’ultima edizione dei David per l’intenso ruolo in A Chiara di Jonas Carpignano. Dopo i film e gli autori premiati nelle scorse edizioni, Verso Sud continua a promuovere la nostra Regione e la grande crescita che sta avendo in questi ultimi anni il settore degli audiovisivi. Si spera solo che si allarghi l’offerta lavorativa, in vista anche dei nuovi Studios di Lamezia, che possa essere realmente una occasione di riscatto per questa terra e i suoi giovani e che l’illusione questa volta sia solo quella magica del Cinema.

 

 

 

 

 

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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