Era il 27 gennaio 1945 quando l’esercito dell’Armata Rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz. Una data simbolo, divenuta negli anni la Giornata della Memoria, per non dimenticare l’orrore della Shoah, la terribile catastrofe umana che costò la vita a milioni di persone. Anche il cinema, come la letteratura, ha inteso documentare l’Olocausto con registri diversi, dalla realtà romanzata al crudo realismo. Tracce su pellicola che aiutano a non dimenticare, di cui qui riproponiamo le più significative.

SCHINDLER’S LIST: Film del 1993 diretto da Steven Spielberg, con Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes, e ispirato alla vicenda di Oskar Schindler, l’imprenditore tedesco che salvò migliaia di ebrei meritando – in nome della frase tratta dal Talmud “Chi salva una vita salva il mondo intero” – il riconoscimento di ‘giusto’ presso il popolo israelita. Il film, girato interamente in bianco e nero, è universalmente riconosciuto come il capolavoro di Spielberg (di origine ebrea, che aveva già firmato film indimenticabili) e rappresenta il documento cinematografico per eccellenza sulla Shoah. E’ stato insignito di ben sette Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura, Migliore Colonna Sonora, Miglior Montaggio e Migliore Scenografia).

  

IL PIANISTA: L’occhio maturo di Roman Polanski nel porta sullo schermo l’autobiografia del pianista polacco di origine ebraica Władysław Szpilman, interpretato magistralmente da Adrien Brody. Un film struggente, che narra senza filtri la terribile realtà dell’invasione nazista della Polonia. Le tinte cupe di Varsavia anneriscono sogni e fantasie, ma non la speranza. Film pluripremiato con 3 Oscar e una Palma d’Oro a Cannes.

LA VITA E’ BELLA: Film del 1997, diretto ed interpretato da Roberto Benigni, racconta la storia di Guido Orefice (Roberto Benigni), ebreo italiano, che vive in Toscana e nell’Italia del 1938 conosce Dora (Nicoletta Braschi), maestra elementare. I due si innamorano perdutamente, anche se in realtà Dora è già promessa in sposa ad un certo Rodolfo, un arrogante fascista di cui la donna non è mai stata innamorata. Guido e Dora riescono a coronare il loro sogno d’amore e dalla loro unione nasce il piccolo Giosuè. Intanto le leggi razziali incombono, e per la famiglia Orefice inizia un lungo e doloroso calvario che li porterà alla deportazione. Il film alterna momenti tragici a scene più leggere, mostrandoci come Guido riuscirà, attraverso racconti fantastici, a ‘trasformare’ le regole del lager in quelle di un gioco, una ‘caccia al tesoro’ tutta particolare, che ha in palio un carro armato. fantastica è anche la trasposizione storica, che per esigenze di produzione documenta (in modo non veritiero) l’arrivo degli americani (e non dell’Armata Rossa, come avvenuto nella realtà) a liberare i prigionieri del campo di concentramento. Il film nel 1999 ha ricevuto tre Oscar per il miglior attore protagonista (lo stesso Benigni), Miglior Film in lingua non inglese e Migliore colonna sonora (di Nicola Piovani).

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI: Film del 2013 diretto da Brian Percival, è tratto dal romanzo di Markus Zusak e narra la storia di Liesel Meminger (Sophie Nélisse) una bambina di nove anni nella Germania del 1938. A causa delle idee comuniste, la madre di Liesel deve lasciare la Germania per sfuggire alla persecuzioni naziste, così la bambina viene data in adozione ad Hans Hubermann (Geoffrey Rush) e a sua moglie Rosa (Emily Watson), una coppia matura che sbarca il lunario grazie al lavoro saltuario della donna (il marito, imbianchino, non lavora perché ha rifiutato di iscriversi al Partito Nazista). Nel corso dei giorni la bambina fa amicizia con un giovane ebreo, Max Vandenburg (Ben Schnetzer), che gli Hubermann nascondono in casa noncuranti delle terribili conseguenze che potrebbero subire per questo gesto. Con toni da commedia, una pellicola che racconta la Shoah con gli occhi dei più piccoli.

TRAIN DE VIE: Nel 1941, in una comunità ebraica dell’Europa dell’Est, uno strano personaggio, Shlomo, richiama l’attenzione dei suoi compaesani per una visione che lo ha turbato. Ha visto diversi ebrei prelevati a forza dai militari nazisti. La comunità decide così di organizzare un finto treno di deportati, con il quale fuggire in massa in Palestina passando per l’Unione Sovietica. Una pellicola surreale e visionaria, per la regia di Radu Mihăileanu, che riesce a far sorridere nonostante il tema trattato. Nel cast Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Michel Muller, Agathe de La Fontaine e Johan Leysen.

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE: Film del 2008 diretto e sceneggiato da Mark Herman, tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne, è la storia di Bruno, bambino di soli 8 anni, figlio di un ufficiale nazista, trasferitosi con la sua famiglia in una fattoria in campagna. Un giorno, nonostante il divieto dei genitori, Bruno incontra Shmuel, un bambino della sua età vestito con uno strano pigiama a righe, che richiama l’attenzione di Bruno perché ricorda essere uguale a quello che indossa la cuoca della fattoria, così come il maggiordomo…. Da questo incontro nasce una stupenda amicizia che porterà Bruno a vivere un orrore che lo segnerà per sempre.

VOLEVO SOLO VIVERE: Firmato da Mimmo Calopresti, del 2006, è una sorta di film-documentario che ricostruisce i passi più significativi della persecuzione degli ebrei seguita all’emulazione delle leggi razziali emanate in Italia, con la deportazione nel lager fino all’avvento degli alleati.

SOGNI BRUCIATI: con la regia di Sira Fatucci, Lia Tagliacozzo, Rebecca Samonà, del 2008,è un documentario con interviste di bambini di una scuola media, che, grazie alle testimonianze dei nonni, si conclude con la toccante testimonianza di una persona sopravvissuta allo sterminio.

SHOAH: Regia di Claude Lanzmann, 1985, è considerato l’opera definitiva sullo sterminio degli ebrei. Il racconto dei sopravvissuti si alterna a momenti di puro silenzio dove il dolore è il principale protagonista.

SENZA DESTINO: tratto dal romanzo del premio Nobel ungherese Imre Kertèsz, è un film del 2005, e narra la storia di Gyorgi, giovane ebreo ungherese che, prima ad Auschwitz poi a Buchenvald, affronta la fatica massacrante, il degrado fisico, ma cerca e riesce con tutte le sue forze a non perdere il contatto con la realtà. Uscirà dal lager quasi per miracolo, prelevato da una fossa comune dalle truppe alleate.

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LA STRADA DI LEVI: prodotto e diretto da Davide Ferrario nel 2006, è un documentario che ripercorre l’itinerario compiuto nel 1945 da Primo Levi dopo la sua liberazione dal campo di concentramento per tornare a casa. Il lungo viaggio durerà ben 12 mesi ed è raccontato anche nel libro ”La Tregua”, da cui è stato tratto nel 1997 il film diretto da Francesco Rosi, con John Turturro e Massimo Ghini.

IL DIARIO DI ANNA FRANK: film del 1959 diretto da George Stevens, è ispirato tratto dall’omonimo diario che racconta la vita della famiglia Frank dal 9 luglio 1942 al 4 agosto del 1944 che trova rifugio in una soffitta per nascondersi dai tedeschi. Anna troverà la morte nel marzo del 1945, e il padre, ritornando nella soffitta che li aveva ospitati, troverà il suo diario che verrà poi pubblicato in tutto il mondo.

DEFIANCE: I GIORNI DEL CORAGGIO: film del 2008 di Edward Zwicky, che racconta la storia di tre fratelli polacchi sfuggiti ai nazisti che trovano rifugio nei boschi della Bielorussia dove riescono a costruire un villaggio che salverà ed ospiterà più di 1200 ebrei.