Il film scritto e diretto da Lorenzo Bianchini è un ottimo esempio di cinema indipendente

Anziano sotto sfatto esecutivo vive di una rasserenante routine fino a che liberare la casa diventa un obbligo. L’uomo decide di rimanere nel suo vecchio appartamento vivendo in un anfratto dietro i muri. Dal suo nascondiglio, Piero riesce a osservare la sua ex casa al riparo da pericoli quali il padrone o nuovi inquilini. Un giorno arriverà una mamma con la figlia non vedente a far compagnia al misantropo, obbligandolo a rivedere le sue priorità.

L’angelo dei muri è il nuovo film di Lorenzo Bianchini, un giallo a tinte horror carico d’inquietudine e dalle atmosfere retrò. La storia si sviluppa come favola gotica che il regista esalta attraverso il totale utilizzo dell’ambiente. La presenza del vecchio si sente, ma è la casa con i sui pavimenti impolverati e le finestre scricchiolanti a rendere il timore percepibile. Un cinema, quello di Bianchini, dall’allestimento quasi statico, che non cerca facili colpi di scena, ma preferisce dilatare le attese. Attraverso lo sguardo di un ottantenne ci si ritrova trasportati in un sogno dai contorni indefiniti che ricorda L’inquilino di Roman Polanski o Una pura formalità di Giuseppe Tornatore.

Un film volutamente sfuocato, che lascia l’esterno lontano per concentrare nella casa ogni sensazione di sgomento. Un interno esaltato da una regia carica di ottime idee e in grado di creare un sogno su pellicola attraverso la cura formale di ogni aspetto. La sceneggiatura, del regista medesimo, è una parte dell’ingranaggio che riesce a varie il ritmo utilizzando soprattutto un silenzio che è il dialogo degli ambienti. Pierre Richard, nella parte del recluso, riesce a trasmettere tutta l’inquietudine di un uomo che vive tra la vita e la morte.

Attraverso lo sguardo, Pietro racconta un passato vivendo un presente atipico che potrebbe essere già morte. L’angelo dei muri è un ottimo esempio di cinema indipendente che osa nel genere a tal punto da diventare un prodotto a se stante. Questi risultati sono il frutto di una cura dei dettagli e del mestiere di un regista che usa la fantasia ad ampio spettro. Il film è un prodotto che unisce l’intrattenimento alla qualità, andando a mischiare le carte e reinventando ma soprattutto facendo delle sensazioni il suo reale campo da gioco.

L’ANGELO DEI MURI (Italia 2021, Thriller, 102′). Regia di Lorenzo Bianchini. Con Pierre Richard, Iva Krajnc, Gioia Heinz, Arthur Defays, Paolo Fagiolo, Zita Fusco, Franko Korosec, Alessandro Mizzi, Adriano Giraldi. Tucker Film. In sala dal 9 giugno 2022.

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Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
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