L’onda sanremese è arrivata come ogni anno, ci ha bagnato, ma fino a un certo punto. Non tutto insomma è stato poi così travolgente.
E’ tornato il pubblico in sala, è tornato Amadeus, e anche Fiorello.
E la musica? E’ tornata anch’essa, ma, a tratti.
Nell’edizione più baudiana (per assortimento musicale) degli ultimi 15 anni, non tutto ha soddisfatto le aspettative.
Achille Lauro fa Achille Lauro, Morandi riprende le sonorità di anni gloriosi (ma il pezzo di Jovanotti non rende merito alla storia dell’eterno boy), Ana Mena si di-mena su improbabili note latine e Bravi inciampa sulle già cantate fragilità.
Michele forse è tempo di divertirti.
La Rappresentante di Lista palesemente alla ricerca di un successo-bis nelle radio, e Dargen D’Amico strizza l’occhietto a chi cercava il tormentone della prossima primavera.

Chi salvare? Il gigante Ranieri con un pezzo classico ma …tanta roba, l’elegante e sempre convincente Noemi (basta solo la sua voce), il sound retrò di Giusy Ferreri (molto meglio delle sue hit estive) e i carismatici Mahmood e Blanco, insieme al festival per un pezzo che vola, vola, vola. E, banale a dirlo, mette i “brividi” !

E gli ospiti? I Maneskin? Saranno pure internazionali, ma intorno alle loro figure c’è sempre un’aria che sa di provincialismo e anacronistico. Sarà anche perché non volevano alcuna telecamera al di fuori dell’ Ariston durante e dopo le prove?

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