A una crociera molto esclusiva vengono invitati una coppia di influencer\modelli\ amanti. Lei guadagna molto più di lui ma il compagno paga ancora i conti. Sulla nave  si trovano degli industrialotti che danno sfoggio di tutta la loro volgarità danarosa. Lo staff, ridotto a schiavitù, al fine di elemosinare mance copiose , osserva la decadenza spettacolare del capitalismo di facciata. Durante l’evento clou una mareggiata costringe tutti sulla classica isola deserta, dove i ruoli s’invertiranno.

Tringle of sadness è un film del 2022 diretto da Ruben Ostlund. Vincitore dell’ultima Palma d’oro a Cannes, è un lavoro nello stile del regista che riflette sulla società del ventunesimo secolo. Il film  dichiara subito i suoi intenti con una scena inziale dove alcuni modelli manifestano il loro disappunto. Le colleghe donne guadagnano molto più dei poveri avvenenti colleghi creando una frattura che in un mondo di parità è inaccettabile. Nonostante temi importanti il film gioca l’ilarità come elemento di sviluppo portando lo spettatore a ridere delle situazioni grottesche in scena.

La situazione sulla barca ha dell’incredibile , si fanno sfoggio di personalità giullaresche che ritengono i soldi unico strumento di potere. Il rapporto tra chi lavora e chi si diverte durante la crociera è raccontato con slanci di ritmo e dialoghi che portano il sorriso al confine del credibile. Volutamente eccessivo, Olstlund lavora senza mai prendersi sul serio e confeziona un seguito ideale della sua osservazione contemporanea. Una crociera ricca di episodi grotteschi, soprattutto durante il naufragio, che potrebbe essere tranquillamente reale nel suo squallore dorato.

Quando il tasso alcolico e la paura prendono il sopravvento però tutto torna alla normalità e le anime si riscoprono autentiche (il dialogo tra il capitano e l’industriale russo è esilarante). Una volta naufragati l’organizzazione del gruppo prende uno stampo sociale, dove le abilità decretano l’importanza e la sopravvivenza. Triangle of sadness è un film divertente e ben scritto che colpisce per scorrettezza politica e capacità di mostrare senza voler dimostrare. In più di due ore si narrano vicende esagerate e reali, tristi e divertenti senza giudizio e soprattutto ben ancorate al presente.

TRIANGLE OF SADNESS (Svezia 2022, Satirico, 149′). Regia di Ruben Östlund. Con Harris Dickinson, Charlbi Dean Kriek, Woody Harrelson, Vicki Berlin, Henrik Dorsin, Zlatko Buric, Dolly De Leon, Iris Berben, Arvin Kananian, Sunnyi Melles, Linda Anborg. Teodora Film. In sala dal 27 ottobre 2022.

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Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
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