Durante un incontro con il pubblico al Festival di Cannes, Cate Blanchett ha espresso preoccupazioni riguardo al movimento Me Too, definendolo un periodo che è stato “soffocato molto rapidamente”. L’attrice ha sottolineato come, sebbene oggi ci siano molte persone visibili che possono condividere le proprie esperienze, la “persona comune” che denuncia abusi continua a essere silenziata.
Blanchett ha evidenziato la presenza di uno “strato sistemico di abusi” che non riguarda solo il settore cinematografico, ma si estende a tutti i campi. Ha affermato che per affrontare un problema è fondamentale prima identificarlo, altrimenti si rischia di insabbiarlo. “Se interrompi quella conversazione, non puoi andare avanti”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di mantenere viva la discussione sui temi legati al Me Too.
Riguardo alla composizione dei team di lavoro nei set cinematografici, l’attrice ha notato che spesso ci sono 10 donne e 75 uomini, suggerendo che un ambiente di lavoro omogeneo possa risultare noioso e poco stimolante. Blanchett ha espresso gratitudine verso i leader di festival come Cannes, Venezia e Toronto per il loro impegno a promuovere una maggiore presenza femminile nel cinema, affermando che una diversità di voci arricchisce l’esperienza del pubblico e combatte la monotonia.
Queste dichiarazioni di Blanchett non solo pongono l’accento su questioni di giustizia e rappresentanza, ma invitano anche a riflettere su come il cambiamento nella narrazione cinematografica possa influenzare la percezione collettiva e il dialogo sociale. La sua posizione è un richiamo a non dimenticare le battaglie già intraprese e a continuare a lavorare per un’industria più inclusiva e consapevole.
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