Francesco De Gregori torna a calcare le scene con un tour che si propone come un vero e proprio contro-canto al gigantismo dell’industria musicale. Dopo dieci anni di silenzio creativo, il cantautore romano ha scelto di esibirsi in spazi ridotti, come il teatro Out Off di Milano, dove ha già dato vita a concerti memorabili, tra cui uno in cui ha ballato con una spettatrice sulle note di Buonanotte Fiorellino.

Questa residenza, intitolata Nevergreen, non è solo un ritorno alle origini, ma anche un modo per stabilire un rapporto intimo con il pubblico. De Gregori ha dichiarato: “Quello che vado cercando è un rapporto intimo con gli spettatori, e questo si crea con una vicinanza fisica che mette la musica, il cantante, la band, alla portata degli spettatori”. Il tour, che inizierà il 25 novembre, segue l’uscita del disco live di Nevergreen, previsto per il 16 ottobre.

Il cantautore ha espresso il suo disprezzo per la corsa ai numeri e per il concetto di sold out, affermando che “c’è tanta gente che fa musica in Italia e non riesce a riempire un teatro”. De Gregori, che ha iniziato la sua carriera in piccoli locali, sottolinea l’importanza di promuovere la musica che viene dal basso, lontana dalle logiche commerciali.

In un’intervista, ha anche rivelato di non sentirsi ispirato da circa dieci anni, affermando: “Non ne faccio un dramma”. Nonostante ciò, le sue canzoni, come Generale, continuano a risuonare con la realtà attuale, anche se non prevede di suonarle durante il tour. “Niente Donna cannone, niente Rimmel, niente Generale: il pubblico è avvertito e quindi non potrà chiedere il rimborso”, ha scherzato.

De Gregori, a 75 anni, guarda al futuro con una prospettiva diversa rispetto ai suoi colleghi, affermando che smetterà di esibirsi quando non avrà più voglia di farlo o quando il pubblico si sarà stufato di lui. “Quando succederà una di queste due cose, non mi vedrete più, ma non farò un annuncio prima, semplicemente sparirò”.

Il suo approccio artistico, che rifiuta le convenzioni del mainstream, lo rende una figura unica nel panorama musicale italiano, capace di mantenere una forte connessione con il suo pubblico, anche in un’epoca in cui il mondo della musica è dominato da logiche commerciali.