Francesco Fiore e Mariano Leotta portano a Cannes il loro progetto innovativo Red Planet 3009, un’esperienza immersiva che esplora il pianeta rosso attraverso gli occhi di un’intelligenza artificiale, Serendipity, installata su un rover. Questa opera, che dura 30 minuti e si svolge in un ambiente a 360 gradi, è in competizione nella sezione Cannes Immersive della 79/a edizione del festival.
Fiore e Leotta descrivono Red Planet 3009 come un viaggio di scoperte che porta con sé un forte messaggio ecologista. L’opera si distingue per il suo approccio narrativo, ponendo al centro la storia piuttosto che gli aspetti puramente tecnologici. “Nell’essere qui ci sentiamo capiti nel nostro intento principale, che non è legato a un aspetto tecnologico o tecnico, ma al voler portare una storia raccontata in modo cinematografico in un contesto di spazi e tempi e linguaggi immersivi”, afferma Fiore.
La società di produzione Alter agent, fondata dai due artisti, ha come obiettivo quello di creare esperienze immersive che si concentrano sulla narrazione. “Utilizzando lo sguardo a 360 gradi in Red Planet 3009, immergiamo le persone nel racconto, le portiamo nel mondo di quel rover”, spiega Leotta, sottolineando come l’esperienza non si limiti a una visione passiva, ma coinvolga emotivamente il pubblico.
Red Planet 3009 è uno spin-off di un progetto più ampio, Cast for Mars, che ha recentemente avuto luogo alla Fiera di Treviglio. Questo progetto ha ricreato fisicamente una colonia marziana immaginaria, invitando i partecipanti a un casting per testare le loro capacità di adattamento alla vita su Marte. “È un percorso che porta a consapevolezze molto reali su quello che può succedere quando non ci si occupa del proprio pianeta”, spiegano i due artisti.
Nonostante il successo di queste esperienze all’estero, Fiore e Leotta notano che in Italia il settore è ancora in fase di sviluppo, ma il pubblico mostra un crescente interesse. “La risposta che abbiamo avuto è stata superiore alle aspettative”, affermano. Riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale nella loro opera, i creatori sottolineano che essa è uno strumento, e il vero fulcro rimane la creatività umana. “L’anima creativa viene e verrà sempre da noi… speriamo almeno”, concludono con un sorriso.

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