Roberto Baggio, icona del calcio italiano, ha partecipato al Salone del Libro di Torino per presentare il suo libro ‘La luce nell’oscurità’, scritto insieme a Valentina Baggio e Matteo Marani, edito da Rizzoli Illustrati. Durante l’evento, Baggio ha condiviso aneddoti della sua vita e della sua carriera, rivelando quanto il calcio fosse centrale nella sua esistenza.

“Per me esisteva solo il pallone, mangiavo con il pallone in mano e mio padre mi sgridava, avevo paura che qualcuno me lo rubasse. Era una malattia. Volevo giocare a calcio 24 ore al giorno, dormire per me era tempo perso”, ha dichiarato Baggio, descrivendo la sua passione travolgente per il gioco.

Il campione ha anche parlato degli infortuni che hanno segnato la sua carriera, sottolineando come ogni giorno di allenamento fosse un dono. “Mi ero infortunato gravemente e ogni giorno in cui mi allenavo e giocavo mi dicevo ‘sei stato fortunato anche oggi’. Gli infortuni e le sofferenze ti fanno crescere. Io sapevo ‘oggi gioco, ma domani?’. Questo pensiero mi ha accompagnato per tutta la carriera, ogni giorno era un giorno regalato”.

Un momento particolarmente toccante è stato quando Baggio ha ricordato il famoso rigore sbagliato durante la finale dei Mondiali del 1994 a Pasadena. “Quando vado a letto se prendo sonno subito non ci penso, ma se non ci riesco il pensiero torna a quel giorno. E mi dico ‘pensa se fosse finita diversamente quanto sarebbe stato bello'”. Questa riflessione mette in luce il peso emotivo che il calcio ha avuto nella sua vita, non solo come sport, ma come esperienza formativa e personale.

La presenza di Baggio al Salone del Libro non è solo un omaggio alla sua carriera, ma anche un’opportunità per riflettere su come il calcio possa influenzare profondamente la vita di un individuo, trasformando passioni in vere e proprie ossessioni e insegnando lezioni di resilienza e gratitudine.

Di Nicola Bardi

Appassionato di musica, cultura pop e nuove tendenze. Racconta artisti, suoni e scene emergenti con uno sguardo fresco, diretto e curioso, cercando sempre la storia dietro ogni nota.